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Zika, due casi di infezione in Italia

Due nuovi casi di Zika, l’infezione virale provocata dalla zanzare tigri, sono stati segnalati in Italia, in Emilia Romagna. I sintomi sono stati diagnosticati a un turista e una turista rientrati a Modena e a Correggio dalle vacanze in America Latina. Le autorità sanitarie hanno fatto subito scattare il piano predisposto dalla Regione. Le aree in cui vivono le due persone contagiate, in condizioni non preoccupanti, vengono trattate con sostanze disinfestanti, in modo da eliminare eventuali focolai, larve e esemplari adulti. Un intervento strong, non da poco.

Durante le operazioni programmate le finestre e le porte delle case, infatti, devono restare serrate. Non vanno accesi i condizionatori e gli impianti di ricambio dell’aria. Gli animali domestici è meglio che rimangano in ambienti chiusi. Si raccomanda di proteggere con teli di plastica ricoveri all’aperto, cucce esterne, ciotole, abbeveratoi. Anche la frutta e la verdura degli orti devono essere coperte e “sigillate”. Per consumarle, dopo i trattamenti, bisognerà aspettare 15 giorni. Mobili e giochi per bambini esposti alle irrorazioni poi dovranno essere accuratamente puliti utilizzando guanti lavabili o a perdere.

Come si trasmette il virus?
Nella maggior parte dei casi, rispondono gli esperti del ministero della Salute, Zika è trasmesso attraverso la zanzara Aedes aegypti nelle regioni tropicali e subtropicali. Anche la zanzara Aedes albopictus può trasmettere il virus ed inoltre può ibernare per sopravvivere in regioni con temperature più fredde. Il passaggio avviene anche per via sessuale. La trasmissione autoctona è stata documentata in Africa, Americhe, Asia e Pacifico. Ma l’allarme maggiore adesso è in Brasile, per l’arrivo di milioni di persone per le Olimpiadi .

La zanzara Aedes può viaggiare da Paese a Paese?
La zanzara Aedes non può volare a più di 400 metri. Tuttavia è possibile che venga trasportata da un luogo ad un altro accidentalmente, ad esempio nella stiva di un aereo, e che introduca il virus Zika in nuove aree.

Quali sono i sintomi?
Il virus Zika di solito provoca una malattia lieve. I sintomi più comuni sono una leggera febbre o eruzioni cutanee, che compaiono un paio di giorni dopo la puntura di una zanzara infetta. In un numero ridotto di casi si hanno anche congiuntiviti, dolori muscolari e articolari e astenia, cioè una sensazione di stanchezza. Ma la maggior parte delle persone non sviluppa alcuna sintomatologia. L’infezione dura al massimo una settimana e non lascia conseguenze, però diventa molto pericolosa per le donne in gravidanza perché può colpire il feto.

Che cosa consigliare alle mamme in attesa?
Risponde Claudio Po, referente per l’Ausl di Bologna: “Le donne che aspettano un figlio, o che stanno programmando una gravidanza, dovrebbero rimandare i viaggi in Centro e in Sudamerica e in tutte le altre zone a rischio, almeno fino a parto avvenuto. Se la trasferta è già stata fatta, durante la gestazione, è opportuno informare il medico curante e il ginecologo di riferimento. A tutti coloro che rientrano in Italia dalle aree a rischio il consiglio è di avere rapporti sessuali protetti almeno per un mese. Il virus si mantiene a lungo nel seme maschile”.

Come si diagnostica l’infezione da Zika?
La diagnosi si basa sui sintomi e sulla storia recente dei possibili infettati: un viaggio in un Paese subtropicale, l’essere stai punti da zanzara, rapporti sessuali con persone contagiate. La conferma di laboratorio si effettua con esami del sangue. In Italia i casi segnalati sono nell’ordine delle decine. Gli specialisti ricordano un solo caso di contagio per via sessuale, risalente al 2014 e localizzato in Toscana.

Come si cura?
Bastano i farmaci per alleviare il dolore e la febbre, il riposo e il bere tanta acqua. Non si sono vaccini e non ci sono antidoti. La miglior difesa è la prevenzione. Per evitare di essere punti dalle zanzare i consigli degli esperti sono semplici quanto efficaci: indossare abiti preferibilmente di colore chiari che coprano il corpo il più possibile, applicare su pelle e vestiti repellenti specifici, installare barriere protettive a porte e finestre e dormire sotto zanzariere, soprattutto durante il giorno, quando le zanzare Aedes sono più attive. La prevenzione passa anche dall’identificazione e dall’eliminazione di potenziali siti di riproduzione delle zanzare: meglio, dunque, mantenere vuoti e puliti o coperti recipienti che possono contenere anche piccole quantità di acqua come secchi, vasi da fiori o pneumatici.

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