Home / Cucina / World Pasta Day, le 7 ricette italiane da tutelare

World Pasta Day, le 7 ricette italiane da tutelare

prodotti

World Pasta Day, le 7 ricette italiane da tutelare


In occasione del World pasta day arriva la guida di Aidepi, associazione italiana produttori di dolci e pasta, per tutelare vere ricette della tradizione italiana, spesso “tradite” all’estero

Sullo stesso tema
Tutto

Pasta, parla italiano anche quella straniera

Pasta, parla italiano anche quella straniera

  • Anche i pasta-lover hanno i loro strumenti

  • Pasta, antica e sempre nuova

  • Linguine con calamari, gamberoni, nocciole, pinoli e mollica tostata

    Inviata da babus

  • Il primo è sempre più bio

  • Metti la pasta nella dieta

    di Nicola Sorrentino

La pasta la sua scommessa globale l’ha vinta: nel mondo se
ne producono 14,3 milioni di tonnellate
, sono 48 i paesi a
produrne in quantità accettabili (oltre 1.000 Tonnellate) e 52
quelli che ne consumano almeno 1 kg pro capite all’anno.
Con l’Italia a guidare la classifica dei consumi
(24 kg pro-capite) e della produzione: 1 piatto di pasta su 4 nel
mondo è prodotto in italia, 3 su 4 in europa.
Proprio per tutelare questa ricchezza, che si traduce nelle grandi
ricette di pasta italiane diffuse e amate nel mondo, ma spesso
tradite da interpretazioni quantomeno azzardate, in occasione della
giornata mondiale della pasta che si celebra il 25 ottobre, Aidepi,
l’associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane,
presenta in collaborazione con Welovepasta.it, una mini guida per
gli absolute beginners
(milioni di persone nel mondo
che approcciano, con curiosità, la pasta come cibo “esotico” e non
appartenente alla propria cultura alimentare) per preparare
sette ricette storiche nel rispetto della
tradizione
, tra segreti della nonna e qualche esperimento
di cottura innovativa.

Il perché è semplice: la pasta è uno dei 5 food trends del
2016 secondo Google
, anche perché si adatta alle più
disparate culture gastronomiche.
Non si contano le tecniche di cottura con cui viene proposta: dalla
pentola a pressione al wok, dalla vaso-cottura alla one-pan pasta,
risottata, shakerata. E nei menu compare come primo piatto,
contorno o dessert.
Ma agli esperimenti c’è un limite quando si parla dei
grandi classici
: le ricette italiane più cliccate
(carbonara, ragù, amatriciana, pomodoro e basilico) sono
ormai “patrimonio” condiviso.

Per questo ogni pasta lover che si rispetti dovrebbe saperle
preparare a regola d’arte. Esistono oltre 300 formati di
pasta
. Ognuno dà il meglio di sé


con determinati tipi di sugo e non con altri.

E fanno la differenza nel gioco di prestigio della ricetta
perfetta.
In generale, i formati più “gentili” (come le
farfalle) si abbinano meglio con condimenti leggeri e freschi, come
una pasta fredda con le verdure.
Formati più strutturati (tortiglioni o bucatini),
sposano salse robuste, vedi ragù di carne o amatriciana.
Formati grandi, come paccheri e ziti, sono ideali
per condimenti che sappiano unire eleganza e consistenza, mentre le
mezze maniche sono una pasta più “quotidiana” e versatile, adatta a
sughi pratici e veloci ma anche alla struttura di una carbonara. E
ancora, la superficie porosa o rigata cattura
meglio i sughi più sciolti, mentre una texture più liscia è
perfetta con sughi più “avvolgenti”.

CACIO E PEPE: Se anche il New York
Magazine
si scomoda a proclamarlo piatto più cool del
2016
, è chiaro che con la Cacio e pepe c’è poco da
scherzare.
Nonostante la sua apparente semplicità, il piatto di pasta più
antico in circolazione presenta una sfida non proprio trascurabile:
fare la “cremina”, e cioè sciogliere il pecorino senza che si
rapprenda.
Come? Il segreto è nell’amido rilasciato dalla
pasta nell’acqua di cottura. Ne basta un mestolo, da far scaldare
in padella a fuoco basso con il pecorino e un goccio d’olio.
Raggiunta la consistenza giusta, il fuoco va spento e la cremina di
formaggio lasciata riposare. La pasta, ben scolata, va mantecata in
padella a fuoco vivo per pochi secondi e il gioco è fatto.

CARBONARA: Secondo l’Accademia Italiana della
Cucina è il piatto italiano piu’ “falsificato” nel
mondo. Se nel Midwest americano o nell’altopiano siberiano il
guanciale non è sempre a portata di mano ed è passabile la sua
sostituzione con bacon o pancetta, non sono ammessi errori invece
nel condimento di uovo e pecorino: per evitare di mangiare una
pasta con la frittata, l’uovo (un tuorlo per commensale) va
mescolato crudo con il pecorino e fuori dal fuoco, fino a ottenere
un composto grumoso. La pasta appena scolata va aggiunta – sempre a
fiamma spenta – al composto e sarà la sua temperatura a cuocere
l’uovo e legare la salsa. Con l’aiuto di poca acqua di cottura se
la crema fosse ancora troppo densa.

(25 ottobre 2016)

Leggi Anche

Scrivere di cucina secondo il critico gastronomico di Style

Spesso, ma spesso sul serio, cari amici mi chiedono: ma da cosa prendi spunto per …