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“Volevi il rap”.. E che rap sia

Cultura e spettacolo

lunedì, 18 luglio 2016, 01:56

di lorenzo poliselli

7Nessuno avrebbe mai immaginato che nel giro di vent’anni il genere musicale del rap sarebbe arrivato così in alto, ad una così vasta platea di pubblico, riempiendo piazze importanti come quella della 19^ edizione del Lucca Summer Festival.

Questa sera, infatti, in Piazza Napoleone si sono esibiti quattro dei migliori, se non proprio i migliori, rapper del panorama italiano: Clementino, Gue Pequeno, Marracash e Fabri Fibra. Parliamo di quattro personaggi abbastanza diversi, che spaziano fra temi tra loro diversi, ma che senz’altro hanno il grande pregio di far avvicinare milioni di giovani alla loro musica e a dimostrazione di questa passione erano circa un migliaio i ragazzi venuti da tutta la regione e dintorni per assistere a questo concerto.

La serata è stata aperta dal napoletano Clemente Maccaro, in arte Clementino, classificatosi per altro quinto nell’ultima edizione del Festival di Sanremo con la sua “Quando sono lontano”. Sono stati presentati molti dei suoi successi, prevalentemente tratti dal suo ultimo album “Miracolo!” uscito nell’autunno del 2015 fra cui: “Oracolo”, “Toxico”, “Un po’ slang”, “Tritolo”, “Cos cos cos” e “Luna”.

Ha poi chiuso la sua esibizione ricca di enfasi – è stato quasi sempre a contatto con il pubblico anche con delle rime freestyle, la parte migliore del suo repertorio – con la sopracitata canzone portata a Sanremo e con “O’vient” dedicata al suo compaesano e amico scomparso Pino Daniele.

E’ stata poi la volta sul palco di Guè Pequeno, Cosimo Fini, uno dei rapper italiani più conosciuti fuori dallo stivale, specialmente per le sue collaborazioni con cantanti pop stranieri fra cui Akon. Il membro dei Club Dogo dopo la sua “Intro” si è esibito con “Ragazzo d’oro”, “Squalo”, “Giù il soffitto”, “Si sboccia”, “Mollami” e ha concluso con “Interstellar”, canzone in cui duetta con il sopracitato Akon.

Il pubblico si è scaldato parecchio con la sua esibizione, poiché Guè è appunto un rapper seguitissimo dalla stragrande maggioranza dei giovani vicini a questo stile. Dopo un breve intervallo ha preso il microfono in mano Marracash, il cui vero nome è Fabio Rizzo, anch’egli idolo di molti, specialmente delle ragazzine che vedono in lui lo stereotipo del ragazzo “bello e trasgressivo”.

Ha aperto il suo spezzone con “Catatonica”, per poi passare a “Rapper criminale” e “A volte esagero”. Si è esibito, poi, in due duetti con la cantante Federica Abate, il primo, in cui viene raccontata la storia di Marracash stesso, “In radio” e il secondo che si intitola “Niente canzoni d’amore”.

Guè Pequeno e Marracash hanno ultimamente prodotto un disco in collaborazione, uscito il 24 giugno, primo nelle principali classifiche italiane da ormai tre settimane e da questo hanno proposto i brani “Insta Lova” e “Nulla Accade”, esibendosi poi in due loro storici duetti: “Senicar” e “Brivido”. 

L’ultimo artista ad esibirsi è stato Fabri Fibra, Fabrizio Tarducci, probabilmente il più famoso rapper italiano di tutti i tempi. Nato a Senigallia nel 1976, sono quindi 40 i suoi anni, riesce tutt’oggi a regalare al suo pubblico forti emozioni. Anch’egli ha aperto con una “Intro” per poi presentare il suo nuovo inedito “Lo sto facendo”. Dal suo ultimo album Squallor, per altro disco d’oro nel 2015, ha proposto la sola “Il rap nel mio paese”, concentrandosi poi su alcuni dei suoi successi storici come “Su le mani”, “Tutti in campana”, “Rompiti il collo”, “Mal di stomaco”, “Vaffanculo scemo”, “La soluzione”, “Vip in trip”, il famosissimo duetto con Gianna Nannini “In Italia”, per poi salutare il pubblico lucchese con “Applausi”.

A mani bassi Fabri Fibra ha maggiormente catturato l’entusiasmo del pubblico presente, come del resto ci si aspettava alla vigilia di questo concerto. Senz’altro i presenti hanno assistito ad uno spettacolo nel suo genere sensazionale, con quattro artisti di tutto rispetto per chi ama questo tipo di musica e se la serata è stata intitolata “Volevi il rap”, è senza dubbio sicuro che il pubblico di Lucca di rap ne ha avuto, eccome se ne ha avuto!


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