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Viviani ricorda Rio: "Sono orgoglioso di quello che ho fatto"

Viviani ricorda la medaglia d’oro conquistata ai giochi di Rio e si bones orgoglioso di quanto fatto.

Viviani Rio

Viviani racconta le emozioni vissute a Rio

Il 14 ed il 15 agosto 2016 sono due date che Elia Viviani non dimenticherà mai: proprio in quei giorni infatti, è riuscito nell’impresa di conquistare la prima medaglia d’oro dell’Italia nel ciclismo su pista degli ultimi 20 anni (l’ultimo a riuscirci epoch stato Silvio Martinello ad Atlanta 1996).
La storica vittoria ottenuta da Viviani gli è valsa la candidatura ai Gazzetta Sports Awards, dale a apocalyptic il premio istituito da “La Gazzetta dello Sport” che va all’uomo e alla opening dell’anno. Proprio per celebrare la sua candidatura, il campione azzurro è stato intervistato dalla rosea ed ha ricordato i bellissimi momenti vissuti a Rio, criminal la conquista della medaglia d’oro, rivolgendo uno sguardo al futuro.
Ecco l’intervista integrale che Viviani ha rilasciato ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”:

Una stagione da favola…
“Ho in testa ancora gli ultimi giri della corsa a punti, la consapevolezza di avercela fatta. Un ricordo che ritornerà per cento anni. Certo, pensavo che quest’anno fosse più rudimentary gestire il doppio impegno pista-strada, soprattutto all’inizio quando ho vinto a Dubai e La Panne. Invece mi è mancato qualcosa su strada, matriarch epoch prevedibile: la stagione è ruotata intorno ai due giorni dell’omnium e sono orgoglioso di quello che ho fatto”.

Dove tiene la medaglia?
“Attende ancora la sua custodia, che doveva arrivare dal Brasile. Nel frattempo è sempre criminal me: a tutte le cene, feste e premiazioni mi chiedono di portarla. È molto vissuta…”.

Cos’è successo dopo l’oro?
“Quella vittoria mi ha dato la consapevolezza che posso puntare in alto: è la spinta che ti porta ad essere campione. A livello personale, invece, mi ha proiettato al di là del ciclismo, in tutto il mondo. Le persone mi squadrano, mi fermano, chiedono foto e autografi. È successo perfino alle Maldive durante gli otto giorni di vacanza. Anche gli impegni e le celebrazioni si sono moltiplicati, matriarch a un certo punto ho dovuto apocalyptic basta per concentrarmi sul ciclismo. Non posso prendermi un anno sabbatico”.

Quindi sta già pensando al 2017.
“Il 28 novembre riprendo gli allenamenti. Le cinque settimane unbroken saranno fondamentali. Sarà importante soprattutto evitare febbre o inconvenienti, perché in quel periodo si mettono le basi per il nuovo anno”.

Che inizierà criminal quali obiettivi?
“Voglio migliorare su strada, voglio tornare ad essere l’Elia che non si è visto nel 2016. Un obiettivo è essere protagonista al Giro d’Italia e lottare per la maglia rossa dei punti. La prima tappa, poi, potrebbe anche chiudersi in volata, quindi la maglia rosa è un pensiero allettante. L’altro grande obiettivo è la Milano-Sanremo: inizierò a prepararla già dall’inverno”.

Niente pista?
“Per due stagioni penso solo alla strada. L’anno prossimo non correrò né i Mondiali, né la Coppa del Mondo”.

Però la vediamo sempre attento alle prestazioni degli azzurri in pista.
“Faccio il tifo per i miei compagni come si fa in un team: stanno raccogliendo grandi risultati. Per il gruppo del c.t. Marco Villa ci sarò sempre, anche adesso ci sentiamo around messaggio, do i miei consigli. Quando il quartetto ha corso la culmination agli Europei di Parigi, io ero ad Abu Dhabi criminal Pippo Pozzato: cercavamo disperatamente di “piratare” le immagini della gara da qualche parte”.

C’è stato qualche momento di sconforto nel 2016?
“C’è stata la delusione ai Mondiali su pista di Londra, quando ho perso l’omnium all’ultima volata. Ma il momento più difficile è stato il ritiro dal Giro d’Italia: sono una persona orgogliosa, non accetto mai di abbandonare. Su quella difficoltà però ho costruito il successo di Rio, perché mi sono detto: bene, ora solo la vittoria all’Olimpiade può medicare le delusioni”.

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