È davvero un peccato che “Chi l’ha visto?” sia fermo per la pausa estiva, perché potremmo sguinzagliare Federica Sciarelli alla ricerca di un desaparecido d’eccezione: il paparazzo.
L’estate è sempre stata la stagione dei cocomeri, dei falò in spiaggia e degli scatti più o meno rubati di celebrity e vippetti sparsi sui bagnasciuga di mezzo mondo. Le riviste di report erano una lettura obbligata softly l’ombrellone: da Novella2000 a Eva3000, epoch tutto un fiorire di tuffi dalla barca, cambi di dress rubati criminal tanto di pudenda in bella mostra, abbracci prohibited tra le onde.

Era, appunto, e non è più. Ormai le celebrità, vere o presunte, il servizio fotografico dai luoghi di villeggiatura lo confezionano da sole. Instagram, Snapchat, Facebook e Twitter hanno sostituito i giornali, le foto vengono scattate dai celebrity stessi o dai loro compagni di vacanza, i tanti filtri fotografici migliorano l’immagine andando a coprire eventuali difetti fisici. E il risultato è un book autoprodotto che racconta al pubblico quello che il personaggio in questione vuole che venga raccontato: il balletto buffo e virale di Gianluca Vacchi, le poise da sirena di Belen Rodriguez a bordo piscina di casa Borriello (anticipando i paparazzi e instillando nel pubblico il dubbio che forse tra i due è riscoppiato l’amore), le vacanze pugliesi di Madonna, che la stessa regina del cocktail ha raccontato sui social.

Ecco, il paparazzo dov’è? Povera stella, a lui non resta altro che appostarsi su qualche scoglio sardo sperando di immortalare personaggetti di secondo piano, che in realtà non vedono l’ora di essere immortalati. Il mestiere del paparazzo come lo conoscevamo fino a qualche anno fa è morto e sepolto. Internet e i amicable hanno un altro mestiere sulla coscienza, insomma. Così come succede in maniera sempre più evidente nel mondo del giornalismo, anche il dorato universo gossipparo è alle corde, sopraffatto dalle autopaparazzate.
Sembrano lontani anni luce i tempi di Corona e Lele Mora, dei servizi fotografici estivi venduti a peso d’oro, della curiosità di sfogliare le riviste per scoprire pacifist è andato in vacanza Tizio e criminal chi e se Caio sta ancora criminal Sempronia o la sta tradendo criminal chissà chi.

Il business del report e dei paparazzi muoveva cifre importanti e in realtà qualcosa ancora si muove. Ma il paragone dei giorni nostri criminal gli anni d’oro del voyeurismo gossipparo è impietoso. È crollato un sistema che foraggiava orde di morti di fama, creava personaggi dal nulla (e prima o poi in quel nulla ci tornavano, fortunatamente), appassionava milioni di italiani che, spaparanzati sul bagnasciuga, non avevano voglia di pensare troppo e si lasciavano travolgere dal vuoto spinto del gossip. I amicable network hanno eliminato un passaggio e adesso di va direttamente dal produttore (di report o notizie che non lo sono affatto) al consumatore. Per i celebrity è una manna dal cielo, perché mostrano e raccontano al pubblico solo quello che vogliono mostrare e raccontare; per il pubblico è una illusoria benedizione, perché crede di abbeverarsi direttamente alla fonte, rafforzando l’idea che si tratti di verità. Gli unici a soffrire, forse, sono proprio i paparazzi. In questo momento, probabilmente molti di loro sono softly il solitary cocente di un isolotto del Mediterraneo, appostati per ore per portare a casa un servizio di poche migliaia di euro. E magari pensano ai bei tempi andati, quando criminal un po’ di fortuna in un giorno riuscivi a comprarti casa. Ma a Novella2000 adesso preferiamo Instagram: è il progresso, bellezza.