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Uva, dolce frutto settembrino: 12 ricette da VeganBlog

Frutto tipico della penisola italiana e del Mediterraneo in generale, l’uva è un rimedio antico a moltissimi malanni, oltre che un frutto delizioso. Impariamo le sue proprietà e come utilizzarla con 12 ricette tratte dal portale di ricette più grande d’Italia, VeganBlog.it .

Non c’è niente di meglio di un rinfrescante chicco d’uva, dolcissimo e pieno di succo, in uno dei lunghi, caldi pomeriggi di fine estate. Questo frutto, che appare in alcune varietà già da metà maggio, ma che nella maggior parte delle sue varietà matura tra fine agosto e settembre, è un piccolo concentrato di salute: c’è chi dice che il succo d’uva ha un profilo nutrizionale molto simile al latte materno. Noi non ci spingiamo così in là, ma ci sono prove evidenti dei benefici di questi frutti sulla nostra salute.

Non particolarmente calorica come snack: 100 grammi d’uva fresca apportano all’incirca 61 Kcal,  l’acqua ne costituisce una quantità abbondante (80,3% ca.), i carboidrati sono attorno al 15,6% (buona parte fruttosio e glucosio), le fibre ammontano all’1,5%, le proteine allo 0,5% ed i grassi, pochissimi, costituiscono solamente lo 0,1%. Essendo molto zuccherina, è ottima come snack per il post allenamento, da sgranocchiare nelle giornate frenetiche, per ricevere energia e idratazione immediata: va detto però che non è consigliato il suo consumo per i diabetici, se non saltuario.


Non solo zuccheri, in ogni chicco è racchiuso un piccolo tesoro di sali minerali: abbonda il potassio (192 mg/100g) ma anche, seppur in minor quantità anche manganese, rame, fosforo e ferro. Anche le vitamine non mancano: la C (6 mg %), la B1, la B2, PP ed A.

Proprietà dell’uva
Si può addirittura paragonare ogni acino e ogni foglia d’uva a una mini-farmacia! Dissetante, purificante, nutriente, energetica: possiede moltissime virtù terapeutiche. Aiuta nelle manifestazioni cliniche e funzionali del sistema venoso (emorroidi, fragilità capillare ed insufficienza venosa degli arti inferiori), nel trattamento della flebite, e come rimedio naturale alle emorragie (per le proprietà astringenti) e ai disturbi legati alla menopausa.

Gli antocianosidi, i protocianidoli e le procianidine in essa contenuti esercitano attività angioprotettrici, cioè diminuiscono permeabilità dei capillari e ne aumentano la resistenza, abbassano la pressione sanguigna ed esercitano un effetto antimutageno (correlato all’attività antiossidante), utile per prevenire l’invecchiamento cutaneo e le patologie a carattere cronico- degenerativo. Inoltre, il resveratrolo dell’uva esercita proprietà antinfiammatorie ed ipocolesterolemizzanti. Per via del suo apporto zuccherino è però sconsigliata ai diabetici; il suo consumo è inoltre non adatto ai bambini sotto ai 4 anni per via della quantità di cellulosa nella buccia, che può dare digestione difficoltosa.

A tal punto l’uva ha una funzione curativa sulla salute che c’è chi fa l’ampeloterapia, la “cura dell’uva”: ovvero un percorso dietetico a base quasi esclusivamente d’uva per disintossicare l’organismo, depurare dalle scorie in eccesso, utilissimo anche per contrastare cellulite e ritenzione idrica. La cura dell’uva non deve protrarsi oltre i 2-3 giorni, ma può essere ripetuta due volte al mese, ed è sconsigliata per chi soffre di ulcera, intestino irritabile, ipertensione, diabete e disfunzioni renali. Ad ogni modo dovrebbe essere seguita da un medico o nutrizionista specialista (a questa pagina si possono trovare i professionisti della salute accreditati VEGANOK). Attenzione però ai semi: alcuni semi incastonati nella polpa sono potenzialmente tossici se consumati in quantità elevate per la presenza di acido cianidrico, quindi sempre meglio eliminarli. In alcune varietà (es. uva sultanina) l’assenza di semi è una caratteristica tipica.

Origine, diffusione e varietà
Esiste allo stato spontaneo in alcune aree dell’Europa del Sud e del Medio Oriente, e globalmente, si contano moltissime varietà di uva, oltre 8.000, di cui circa 1.600 coltivate nelle fasce climatiche temperate. La Vitis vinifera è la specie  dalla quale derivano tutti i vitigni italiani per uve da tavola ed uve da vino.

Uva nella storia
In antichità era considerata un potente antidoto contro lo stress psicofisico associato ad ansie, preoccupazioni ed astenia: il succo d’uva veniva mescolato a rametti di rosmarino. Attualmente è molto apprezzata in campo medico, nutrizionale e fitoterapico.


La vite, simbolo dell’autunno e del dio Bacco, è da sempre gradita ed apprezzata per merito della dolcezza dei suoi frutti, del buon apporto energetico-nutrizionale e, soprattutto, delle virtù medicamentose legate alle preziose sostanze racchiuse negli acini e nelle foglie. Non vogliamo dilungarci sul valore simbolico-antropologico e nutrizionale del suo prodotto più famoso, il vino, ma il frutto in sè stesso è il modo migliore per assumere facilmente vitamine, sali minerali, sostanze antiossidanti e rigeneranti per l’organismo.

Ed ecco le fantastiche ricette tratte dalla più grande community di ricette vegan in Italia, VeganBlog.it .

La Torta all’uva fragola è un dolce profumatissimo e naturalmente dolce. L’uva fragola o uva Isabella è una varietà molto particolare che si può trovare solo per un breve periodo tra agosto e settembre. Di origini americane, è una delle più antiche varietà introdotte in Europa. Quando gli inizi dell’800 un parassita distrusse tutti i vitigni del vecchio continente, l’uva fragola però, essendo immune, venne utilizzato come portainnesto. Questa varietà ha tra l’altro anche un’azione antibatterica, antinfiammatoria e antifungina; e per il fatto di non essere attaccata dai parassiti è quasi sempre non trattata in modo chimico. Il suo sapore singolare la rende quasi un “dolcetto” di per sè: la polpa è dolce e ricorda proprio il sapore della fragola. Per un dolce mattutino morbido e fragrante.

Di sicuro avete provato l’insalata di arance e finocchi, specialità tipica siciliana.  Questa versione è però potenziata: l’Insalata di Arance broccoli uva e finocchio prevede tanta verdura fresca, come broccoli, cavolo cappuccio, finocchi e note dolci date dall’arancia, dall’uva e dalla salsa fatta con l’avocado. Un piatto crudista inusuale ma sfizioso.

Il Gelo di uva è una dolce variante del gelo di anguria, tipico siciliano. In questa versione si usa uva bianca (ma nessuno toglie che si possa usare anche uva nera o rossa, o uva fragola): la veganblogger lascia porta aperta alla fantasia dei cuochi per la decorazione e l’arricchimento di questa semplice ricetta, la vogliamo forse deludere?

A volte, anzi molto spesso, le cose semplici sono le migliori: questi Biscottini all’uva, da preparare con farina di farro, succo d’uva malto di mais e olio di semi sono un piccolo, sano regalo da farsi in un momento di pausa.

Qualcuno ha detto che i crudisti vegani non possono mangiare dolci? Bugia! Ecco un esempio: la morbida, avvolgente Torta crudista all’uva fragola che, come molte torte crudiste è una “cheesecake” con una base di frutta secca e disidratata e sopra una crema a base di anacardi e frutta, in questo caso l’uva fragola ridotta in succo. Una vera “bomba” di gusto, senza però gli altrettanti grassi e zuccheri dell’equivalente onnivoro.

Per questa ricetta dobbiamo trovare, oltre agli ingredienti, il sapore delle cose antiche e dei segreti di cucina tramandati in famiglia: in questa Crostata integrale all’uva  troviamo la sapa (il mosto d’uva cotto a fuoco basso finchè non diventa bruno e denso), la farina integrale e l’uva. Niente zuccheri, nè grassi (a parte un pò d’olio di mais), ma molto amore e la “lentezza” giusta che ci vuole per farla.

Chi è delle Marche forse conosce questi piccoli, semplici ma deliziosi dolcetti: parliamo dei Sughetti ovvero delle polentine cotte con il mosto d’uva, guarnite con noci e sapa (lo “sciroppo d’acero” nostrano).

Siete tipi che amano le sperimentazioni, specie se sul tema “pizza”? Allora non potete fare a meno di provare questa Pizza d’uva, che colpisce per l’accostamento di sapore dolce-salato, sia nell’impasto che nella guarnizione, che racchiude tutti i sapori dell’inizio dell’autunno.

Anche se non ha esattamente gli stessi valori nutrizionali dell’uva fresca, l’uva sultanina (o uvetta, o uva passa) è molto usata per preparazioni dolci e salate, quest’ultime che guardano al Medioriente, per l’unione di sapori dolci-salati. Come questo Riso Venere con cavoletti di Bruxelles, uva passa, pinoli e dragoncello.

Poteva forse mancare tra la carrellata di ricette da fare con l’uva la famosissima Schiacciata con l’uva, dolce tipico fiorentino e toscano? Ricetta che già di partenza, tradizionalmente è vegan perché utilizza l’olio extra vergine d’oliva invece del burro, per essere una “vera” schiacciata con l’uva non deve essere troppo dolce, e si deve sentire una sorta di contrasto tra la consistenza tipo “pane” della schiacciata e l’uva, che asciugata nel forno, sprigiona dolcezza e sapore.

Sempre dalle terre anconetane proviene quest’altra ricetta: la Beccùta. Si tratta di una sorta di schiacciata croccante e oleosa dolce, a base di farina, polenta (di norma l’avanzo del giorno prima) e uva fresca (o uvetta se non ne avete a disposizione). un dolce semplice, che parte dagli “avanzi“, ma non per questo meno saporito.

Un dolce inglese incontra il sapore dell’autunno mediterraneo: cosa ne verrà fuori? Il risultato è una torta Crumble all’uva fragola, ovvero un dolce in cui la parte di frutta fa da padrona, e la parte “farinosa” è in realtà data da delle briciole di impasto molto morbido, che si impregnano del “sughetto” dolce della frutta in questione, l’uva fragola in questo caso.

Come non menzionare i dolmades, gli involtini di riso avvolti in foglie di vite, tipici di tutta l’area balcanica e mediorientale? In questa ricetta, gli Involtini di vite “dell’Orient Express” ci mostrano un viaggio ideale a metà tra Atene e Beirut, tra Istanbul e Teheran, ovviamente tutto al vegetale: si parte col prendere foglie di vite fresche non trattate direttamente dalla pianta, successivamente bollendole. Il ripieno è dato da un mix di erbe aromatiche, riso (si può usare, nel caso anche riso integrale), uvetta, pinoli, piselli e tofu tritato.

Ci lasciamo con una poesia di Pablo Neruda, che coglie a pieno lo spirito di questi giorni di fine estate-inizio autunno…E buon appetito!

Era l’autunno dell’uva.
Tremava la pergola numerosa.
I grappoli bianchi, velati,
coprivano di rugiada le sue dolci dita,
e le nere uve riempivano
le loro piccole mammelle traboccanti
di un segreto fiume rotondo.
(Pablo Neruda)

 

Pubblicato da Joela Laghi

A 14 ho deciso che non volevo più mangiare qualunque cosa avesse occhi. Da lì ho proseguito il mio percorso di studi e di vita, tra attività artistiche, attività per il sociale e l’ambiente, giornalismo e blogging.
Nel tempo libero adoro stare ai fornelli e cucinare leccornie vegane e ovviamente coccolare i miei 5 gatti trovatelli!

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