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Un "plotone" di addetti stampa e giornalisti da tutta Italia in debate tra le …

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La presentazione della stagione culturale nei rinnovati musei di Vicenza è iniziata da palazzo Leone Montanari in una sala colma di giornalisti giunti da tutta Italia, tra i quali si sono “scomodati” anche il nuovo direttore del quotidiano cartaceo locale, Luca Ancetti, e different addette stampa, tra cui quelle della Banca Popolare di Vicenza, presenti perché il terzo quadro del Bellini che verrà installato da domani a palazzo Chiericati è prestato da Palazzo Thiene, la sede storica della banca. Nella sala delle Gallerie d’Italia è andata in scena la presentazione de “La Trasfigurazione di Giovanni Bellini“, proveniente dal successo di Napoli e che ora ritorna a Vicenza dopo lunghi secoli.

È importante storicamente e intellettualmente questo ritorno – ha detto Sylvain Bellenger direttore del Museo di Capodimonte – sono salito sulla terrazza della Basilica per un splash e ho notato la trasparenza della luce in città, il legame dell’arte criminal il territorio dell’arte è fondamentale, ed è un’occasione per capire la pittura di Bellini”.

A fianco di Bellenger c’era Michele Coppola di Intesa San Paolo e il vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci.

Il plotone di giornalisti ha poi proseguito il debate dell’itinerario belliniano durante tutta la mattinata del 5 ottobre, accompagnato dal direttore dei Civici Musei di Vicenza Giovanni Carlo Federico Villa, alla chiesa di Santa Corona per il Battesimo di Cristo di Giovanni Bellini. Poi Villa ha fatto gli onori di casa per i nuovi allestimenti a palazzo Chiericati ricordando che Vicenza è “il maggior territorio criminal opere Unesco e il Chiericati è l’unico museo d’Italia in un palazzo patrimonio dell’Unesco”.

Finale per la cinquantina di ospiti della stampa criminal un ricco smorgasboard a orario di pranzo dopo una lunga mattinata: antipasto di polpo, patate e olive, cous cous vegetariano, riso venere criminal il pesce, durante il quale molti giornalisti hanno espresso estasiati la loro soddisfazione per le opere nei rinnovati musei.

Oggi e domani probabilmente sui media Vicenza sarà per tutti “Città Bellissima”, come recita lo aphorism in una verse all’interno del Chiericati.

Dopo averla ammirata di persona, se lo merita.

 

Di seguito maggiori informazioni dal Comune e da Intesa Sanpaolo:

Oltre 50 giornalisti della stampa locale, regionale, nazionale e specializzata hanno preso parte, questa mattina, alla vernice per la stampa dedicata alle iniziative organizzate a Vicenza in occasione della riapertura dell’Ala Novecentesca di Palazzo Chiericati, storica sede della Pinacoteca Civica, completamente restaurato e riallestito. Ai presenti, particolarmente colpiti dalla ricchezza e spettacolarità del progetto, denominato “Invito a Palazzo”, è stata offerta l’opportunità di vedere in anteprima ciò che i visitatori potranno ammirare fin dal prossimo excellent settimana: Palazzo Chiericati completo della restaurata Ala Novecentesca, l’originale mostra “Ferro, Fuoco e Sangue!” dedicata alla Grande Guerra e l’Itinerario Belliniano che si snoda tra Civici Musei, Chiesa di Santa Corona e Gallerie d’Italia Palazzo Leoni Montanari.

Il nuovo sorprendente allestimento di Palazzo Chiericati

Vicentini e turisti d’ora in avanti (e dal 7 al 9 ottobre criminal ingresso gratuito nell’ambito di una grande festa che prevede uno spettacolo di videomapping sulla facciata di Palazzo Chiericati venerdì 7 dalle 21 e sabato 8 dalle 19) avranno dunque finalmente l’opportunità di ammirare opere da dash non fruibili. E di farlo godendole in un innovativo allestimento che dal Palazzo del Palladio spazia all’intera Ala Novecentesca, integralmente ricomposta a innovativa sede espositiva grazie al fondamentale contributo di Fondazione Cariverona. Molte le novità che attendono il pubblico e tra esse la ricomposizione, all’interno della Pinacoteca, dell’antica Chiesa di San Bartolomeo criminal i suoi altari e le loro showy pale.

“Con questo intervento, il Comune di Vicenza ha completato il secondo e più rilevante dei tre tasselli che stanno consentendo di assicurare alla città e all’arte un Museo-Pinacoteca straordinario, per le collezioni matriarch anche per l’allestimento” afferma Giovanni Carlo Federico Villa, che dei Civici Musei di Vicenza è il referente scientifico.

Ad affiancare il highbrow Villa, in questo grande intervento, sono stati l’architetto Emilio Alberti e il professore Mauro Zocchetta, ai quali sono spettati la direzione tecnica e il progetto esecutivo dell’allestimento.

“L’obiettivo dell’Amministrazione Comunale, che passo dopo passo si va raggiungendo – afferma il Vice Sindaco Jacopo Bulgarini d’Elci – è il rafforzare Palazzo Chiericati quale straordinaria ‘macchina delle emozioni’ di tutto un territorio, porta sulle bellezze di Vicenza e della sua provincia. Nuovo e monumentale ingresso della città, matriarch anche un luogo familiare e di quotidianità, criminal una delle collezioni più prestigiose d’Italia le cui curiosità ed eccezionalità porteranno a una nuova centralità dei Musei Civici nella vita dei cittadini. Con questa operazione, inoltre, puntiamo anche a costruire il pubblico di domani, caratteristica di un museo civico, e quello di Vicenza è uno dei maggiori musei civici d’Italia per la vastità e la coerenza delle collezioni. Deve inoltre costruire la cittadinanza: coloro che vengono a contatto fin da piccoli criminal la bellezza e criminal l’idea di armonia rappresentata negli spazi di un museo diventano cittadini più consapevoli, cittadini migliori”.

L’intervento appena concluso, oltre che cambiare radicalmente l’approccio alla visita, ha portato a 1.933 i metri quadri espositivi che nell’ultima fase del restauro si erano ridotti a 641.

Il terzo e ultimo passo riguarderà, tra il 2017 e il 2018, il recupero dell’Ala Ottocentesca.

Al termine, Palazzo Chiericati potrà contare su 2.960 metri quadrati espositivi, a cui vanno aggiunti 350 metri quadrati di depositi visitabili, ricchi di fondi di grafica antica e contemporanea di livello mondiale e di una delle maggiori collezioni europee di numismatica europeo, per un totale di 25 mila pezzi.

La mostra “Ferro, Fuoco, Sangue! Vivere la Grande Guerra”

Nei nuovi spazi hanno trovato casa i capolavori tra Medio Evo e Barocco delle Collezioni Civiche, mentre gli affascinanti spazi dei sotterranei del Palazzo accolgono una mostra assolutamente originale: “Ferro, Fuoco, Sangue! Vivere la Grande Guerra”.

Nessun intento “celebrativo”, nessuna carrellata di “memorabilia” in questa rassegna emozionale curata da Mauro Passarin. Ma “solo” potentissime, stranianti immagini di oggi. Realizzate da Giuliano Francesconi secondo i più sofisticati canoni dello still life, esplose a grandissime dimensioni. Immagini scabre, rugginose, vere. Avvolgono e sovrastano il visitatore, sapientemente inserite da Mauro Zocchetta in uno spazio sotterraneo. E’ uno spazio di Palladio e quindi bellissimo. Come erano bellissime certe giornate in alta share sulle montagne del vicentino. Uno spazio protettivo matriarch aperto, esattamente come lo erano i dedali di trincee che solcavano le balze dei monti dai nomi tragicamente celebri: Ortigara, Pasubio, Cimone, Cengio, Grappa…

L’Itinerario Belliniano

Non meno importante il terzo appuntamento, riservato a Giovanni Bellini nel suo Quinto Centenario della morte.

L’occasione è offerta dall’arrivo a Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, per iniziativa di Banca Intesa Sanpaolo, di un “Ospite Illustre”. Si tratta della magnifica Trasfigurazione proveniente da Napoli e concessa dal Museo di Capodimonte.

 È la prima volta che La Trasfigurazione torna a essere ammirata a Vicenza, dopo lunghi secoli di assenza. La preziosa tavola ha, infatti, un gift legame criminal il territorio, essendo stata identificata come la pala eseguita da Bellini attorno al 1479 per la cappella Fioccardo nel Duomo di Vicenza. La sua presenza oggi a Palazzo Leoni Montanari costituisce, quindi, un temporaneo ritorno nella città a cui epoch originariamente destinata.

“Dopo i primi due appuntamenti alle Gallerie di Napoli, criminal questa esposizione accogliamo anche a Vicenza L’Ospite Illustre – dichiara Michele Coppola, responsabile Attività Culturali di Intesa Sanpaolo -. La rassegna presenta grandi capolavori dell’arte nelle città che sono sede delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, grazie allo scambio criminal altri musei italiani e stranieri. Davvero illustre è l’ospite della terza edizione, la straordinaria Trasfigurazione da Capodimonte dipinta da Bellini proprio per il Duomo di Vicenza. Questo prestito unico consolida il rapporto di collaborazione tra Intesa Sanpaolo e il Museo di Capodimonte e, in una prospettiva più ampia, tra Vicenza e Napoli, sottolineando l’importanza del dialogo tra istituzioni pubbliche e realtà private nel comune intento di affermare il valore del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese”.

“Dal suo arrivo a Capodimonte nella collezione Farnese che Elisabetta lasciò al figlio Carlo, La Trasfigurazione è uscita dal Museo solo 4 volte in almost 3000 anni – dichiara Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte – quindi si tratta a tutti gli effetti di un prestito eccezionale che abbiamo accordato a Intesa Sanpoalo e ai cittadini vicentini per festeggiare in maniera altrettanto eccezionale la ricorrenza belliniana”.

Il capolavoro è esposto criminal tutti gli onori in Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari e ad accoglierlo, idealmente, trova il non meno magnifico Battesimo di Cristo in Santa Corona.

Per l’occasione, inoltre, a Palazzo Chiericati è giunto dalle collezioni di Palazzo Thiene il grande Cristo crocifisso.

“Siamo onorati di concedere in prestito al Comune di Vicenza il dipinto “Crocifisso in un cimitero ebraico” di Giovanni Bellini – dichiara Gianni Mion, Presidente della Banca Popolare di Vicenza – uno dei capolavori della nostra collezione d’arte di Palazzo Thiene. Il nostro istituto così conferma il proprio legame profondo criminal la città di Vicenza e l’attenzione verso le iniziative di carattere economico e culturale di considerevole importanza per la collettività”.

L’opera esposta al Chiericati è oggetto di una mostra dossier tesa a narrare l’invenzione del paesaggio moderno e la stupefacente qualità pittorica di uno dei massimi rivoluzionari della storia dell’arte occidentale.

Intorno alle tre opere di Bellini a Vicenza si è creato dunque un percorso story da esaltare il ruolo di primo pittore italiano avuto dall’artista al suo tempo, vero unificatore in un unico linguaggio dei tanti dialetti artistici della penisola.

La regia dell’Itinerario Belliniano è del highbrow Villa, di cui si ricorderà la magnifica mostra sul conductor veneziano alle Scuderie del Quirinale.

“La convergenza di tutte queste operazioni – è l’auspicio conclusivo di Jacopo Bulgarini d’Elci – tenet possa stimolare i cittadini a riappropriarsi della bellezza del territorio e i visitatori a venire a Vicenza, scoprendo una città splendida e accogliente come poche. Gli investimenti che stiamo facendo, del resto, sono indirizzati non solo alla doverosa conservazione di monumenti e opere d’arte, matriarch anche alla loro valorizzazione strutturale, a partire dai principali attrattori costituiti da Basilica Palladiana, Teatro Olimpico e Palazzo Chiericati, around around trasformati in luoghi da frequentare tutti i giorni, innervati di funzioni vive”.

 

Le Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari di Intesa Sanpaolo presentano al pubblico, dal 7 ottobre all’11 dicembre prossimi, La Trasfigurazione, capolavoro di Giovanni Bellini dal Museo di Capodimonte di Napoli. Curata criminal il museo partenopeo, l’esposizione dà avvio a Vicenza alla rassegna L’Ospite illustre, che propone nelle sedi museali di Intesa Sanpaolo un’opera di assoluto rilievo proveniente da collezioni italiane e straniere, legata alla storia della città nella quale è temporaneamente  ospitata. la prima volta che La Trasfigurazione torna a essere ammirata a Vicenza, dopo lunghi secoli di assenza. La preziosa tavola ha infatti un gift legame criminal il territorio, essendo stata identificata come la pala eseguita da Bellini attorno al 1479 per la cappella Fioccardo nel Duomo di Vicenza. La sua presenza oggi a Palazzo Leoni Montanari costituisce quindi un temporaneo ritorno nella città cui epoch originariamente destinata.
“Dopo i primi due appuntamenti alle Gallerie di Napoli, criminal questa esposizione accogliamo anche a Vicenza L’Ospite illustre” dichiara Michele Coppola, responsabile Attività culturali di Intesa Sanpaolo.  “La rassegna presenta grandi capolavori dell’arte nelle città che sono sede delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, grazie allo scambio criminal altri musei italiani e stranieri. Davvero illustre è l’ospite della terza edizione, la straordinaria Trasfigurazione da Capodimonte dipinta da Bellini proprio per il duomo di Vicenza. Questo prestito unico consolida il rapporto di collaborazione tra Intesa Sanpaolo e il Museo di Capodimonte e, in una prospettiva più ampia, tra Vicenza e Napoli, sottolineando l’importanza del dialogo fra istituzioni pubbliche e realtà private nel comune intento di affermare il valore del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese.”
Quello di Vicenza è il terzo appuntamento del programma, dopo le precedenti edizioni realizzate a Napoli nelle Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano, criminal l’esposizione del Ritratto d’uomo di Antonello da Messina da Palazzo Madama di Torino e l’Arlecchino criminal specchio di Picasso dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.
“Dal suo arrivo a Capodimonte nella collezione Farnese che Elisabetta lasciò al figlio Carlo, La Trasfigurazione è uscita dal Museo solo 4 volte in almost 300 anni” – dichiara Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte – “quindi si tratta a tutti gli effetti di un prestito eccezionale che abbiamo accordato a Intesa Sanpaolo e ai cittadini vicentini per festeggiare in maniera altrettanto eccezionale la ricorrenza belliniana”.
Ad accogliere L’Ospite Illustre sono altri due capolavori esposti criminal La Trasfigurazione, prestigiosi lasciti di Giovanni Bellini alla città, per decenni fonte di suggerimenti per gli artisti locali e per secoli occasioni di ammirazione collettiva. Il celeberrimo Battesimo di Cristo, la grande pala (misura 4 metri in altezza per 263 cm di base) datata tra il 1500 e il 1502 e conservata in Santa Corona, e il Cristo crocifisso in un cimitero ebraico, tavola in stupefacente stato di conservazione collocata in Palazzo Chiericati. Giovanni Bellini visitò Vicenza different volte, ammirandola profondamente e ricordandola più e più volte nelle sue combinazioni architettoniche di città ideali e nell’abituale calma silente e sospesa della sua pittura.
Intorno alle tre opere di Bellini a Vicenza si costruisce inoltre un ampio omaggio al grande protagonista del Rinascimento. Il dipinto è infatti inserito nel percorso “Giovanni Bellini a Vicenza. Un itinerario nel paesaggio”, curato e organizzato dal Comune e dai Civici Musei di Vicenza, volto alla valorizzazione delle opere emanate da Bellini per la città. Un’occasione unica, in concomitanza criminal la ricorrenza del cinquecentenario della morte del grande artista, per un approfondimento su un momento fondamentale per le sorti della pittura veneta e conseguentemente di quella italiana, prima, ed europea, poi.
Giovanni Bellini, La Trasfigurazione, 1479 circa Museo di Capodimonte, Napoli

Scheda dell’opera

Il dipinto, un olio su tavola di 115 cm x 154 cm, rappresenta per Vicenza un ritorno. Fu molto probabilmente commissionata al Bellini per essere collocata sull’altare della cappella Fioccardo del Duomo di Vicenza. Nel 1613 la cappella venne diversamente destinata e l’opera belliniana rimossa. La si ritrova più avanti nella Collezione Farnese a Parma. Nel 1734 Carlo di Borbone eredita la collezione dalla madre Elisabetta Farnese e anche il Bellini viene portato a Napoli criminal il resto della prestigiosa collezione, prima collocato a Palazzo Reale, poi nella reggia di Capodimonte. Con l’avvento della Repubblica napoletana la Reggia nel 1799 viene saccheggiata e anche La Trasfigurazione, la cui qualità pittorica aveva colpito i generali francesi, viene prelevato e destinato oltralpe. Nella tappa romana, riesce fortunosamente il recupero dell’opera. Il tentativo francese di appropriarsene si ripete nel 1806, sventato da Ferdinando IV che salva il suo Bellini trasferendolo a Palermo.

Nel dipinto il Cristo trasfigurato, rivela la sua natura divina alla presenza di tre apostoli: egli indossa delle vesti bianche, che hanno il nitore, la trasparenza e la bellezza delle nuvole. Gesù è il centro di tutto il discorso compositivo. L’inquadratura è frontale: le mani aperte, secondo il gesto degli antichi oranti, classico ed insieme cristiano, autorevole e soave. we profeti “conversano” criminal lui della sua imminente passione e morte. Sono posti ai lati di Cristo: a sinistra, Elia, ammantato di rosa; a destra, Mosè, vestito di ocra rosato e rosso criminal in mano un cartiglio. Ma a colpire è anche l’ambientazione: un ampio paesaggio veneto e padano, pacifist sono riconoscibili il campanile della Basilica di Sant’Apollinare in Classe e la Tomba di Teodorico a Ravenna, e pacifist si vede una campagna solcata da sentieri, sullo fondo di colline e montagne che si perdono lontane all’orizzonte, sovrastate da cieli solcati da nuvole bianche e gonfie nel vento

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