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Un confronto a colpi di battute e “ricette”

Un identikit semiserio, un avvio con comizio dal pulpito, un presentatore sui generis come il segretario Cisl Arturo Pellizzon sono stati gli ingredienti del confronto tra i candidati sindaco di centrosinistra Daniela Giust e di centrodestra Alessandro Ciriani organizzato da Acli, Fiab, Cisl, Confcooperative e Legambiente nell’auditorium di Borgomeduna. Ogni realtà ha formulato domande sugli argomenti di proprio interesse.

La partenza e la chiusura sono state caratterizzate da un comizio per ciascun candidato: Giust ha confutato l’assioma per cui deve far politica soltanto chi l’ha già fatta, Ciriani ha ricordato la conclusione della sua precedente esperienza, «finita malissimo», candidandosi per dare uno sguardo lontano alla città.

Si è parlato di lavoro: la ricetta di Ciriani per attrarre lavoro è di rendere il Comune un alleato, saturare i capannoni vuoti con start up e idee originali e collaborare con Confidi per dare garanzie. Giust ha posto l’accento sulla costituzione di un tavolo permanente con le categorie, su una spalmatura dell’Irpef sul territorio, su una preparazione migliore nelle scuole al mondo del lavoro.

Sulla cooperazione Giust ha proposto gare d’appalto con criteri di merito e la valorizzazione di quelle coop che fanno lavorare portatori d’handicap e disabili, mentre Ciriani ha intenzione di mantenere l’ufficio di cooperazione a Pordenone e non limitare gli appalti al minimo ribasso «come i bandi di Gea che strozzano le cooperative». Sulle forme di associazione, Ciriani ha ricordato “Genius loci”, doposcuola e l’introduzione di un quoziente familiare (non soltanto Isee), mentre Giust ha sottolineato che lavoro e casa sono la base per vivere bene, oltre ad assistenza, scuole buone e fiducia.

In merito ai dipendenti comunali Giust ha fatto riferimento alle Uti e alla flessibilità, Ciriani alla motivazione dei lavoratori, bocciando le Uti come «una chimera». Per i giovani, Ciriani ha proposto di anticipare il tempo del divertimento, mentre Giust ha ricordato che si organizzano 100 eventi la settimana, ma spesso non si conoscono. Si è quindi passati ai profughi. «E’ necessario creare un centro di prima accoglienza», è l’idea di Giust. «Quando una struttura per emergenze è satura che si fa? La questione è da affrontare a livello nazionale», la replica.

Ma oltre ai due minuti stringenti degli organizzatori per ogni risposta c’è stato spazio anche per il siparietto della

poltrona, nato dal fatto che Ciriani la trovasse scomoda. «A me pare comoda, non andiamo d’accordo neanche in questo», ha risposto l’antagonista. «Sarà che non sono più abituato alla poltrona», ha risposto Ciriani. E Giust: «Io una poltrona non l’ho mai avuta».

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