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Tumore al seno, al Misericordia parte uno studio per le donne

Grazie al contributo del Comitato per la Vita onlus di Grosseto è stato possibile attivare una borsa di studio da dedicare al progetto.

Grosseto: Valutare e ridurre il disagio emotivo nelle donne con cancro al seno è l’obiettivo dello studio sul Distress psicologico, partito da poco al Misericordia.
Grazie al puntuale e prezioso contributo del Comitato per la Vita onlus di Grosseto che ha donato la somma di 20 mila euro, è stato possibile attivare una borsa di studio annuale per la figura di uno psicologo

che si dedicherà alla realizzazione del progetto, seguendo le pazienti tra 25 e 75 anni, a cui è stato diagnosticato un tumore al seno.
Lo studio, attivato presso l’Oncologia Medica, diretta dal dottor Carmelo Bengala e in collaborazione con la Psicologia, diretta dal dottor Stefano Milano, prevede un percorso di assistenza psicologica che parte con una valutazione psicologica della paziente, strutturata attraverso un colloquio clinico e la somministrazione di tre tipi di test (Hospital anxiety and depression scale, Emotions thermometer, Psychological distress inventory), atti a misurare il livello di distress al momento dell’inizio del percorso clinico di cura. Lo stesso approccio viene ripetuto alla fine del supporto psicologico per confrontare lo stato attuale rispetto a quello iniziale.

“Con il termine generale di ‘distress’ – spiega il dottor Bengala –  si intende il concetto di disagio emotivo, che nei pazienti oncologici è attualmente considerato come ‘il sesto segno vitale’, ovvero uno dei parametri da monitorare regolarmente nell’attività clinica al pari degli altri parametri vitali fisiologici quali la temperatura corporea, la frequenza cardiaca e respiratoria, la pressione arteriosa e il dolore”.
Gli obiettivi dello studio sono individuare precocemente i soggetti affetti da distress psicologico, offrire ai pazienti con elevato disagio un percorso di supporto psicologico a breve termine con cadenza quindicinale e valutare infine il miglioramento del distress al termine del percorso.

Il tumore al seno è il più comune nelle donne: si stima che ad almeno 1 donna su 8 sarà diagnosticato nel corso della propria vita. Come evidenziato nell’ultimo rapporto Aiom-Airtum, in Italia nel 2018 il tumore al seno è stato il più frequente, con 52.800 nuovi casi diagnosticati (51.000 nel 2017). Secondo le linee guida sviluppate dal Distress Management Panel del National Comprehensive Cancer Network, tutti i pazienti oncologici dovrebbero essere sottoposti, al momento della diagnosi, a valutazione del disagio emotivo, poiché l’individuazione precoce e il suo trattamento consentono di sostenere e favorire la capacità di reazione e di adattamento ai percorsi di cura e la qualità della vita, nonché di evitare che tale disagio, laddove trascurato, possa cristallizzarsi in veri e propri quadri psicopatologici.
“Ansia e depressione sono sintomi comuni in questo tipo di pazienti. – conclude Bengala – Queste condizioni possono diventare clinicamente significative tanto da influenzare il programma terapeutico, la capacità di affrontare la malattia, i sintomi fisici e anche i trattamenti associati ed è quindi di estrema importanza sostenere da un punto di vista psicologico queste pazienti per aiutarle nella elaborazione della malattia e delle eventuali conseguenze psichiche e fisiche, al fine di migliorarne la qualità di vita e ottimizzare il percorso di cura. La combinazione di strumenti di valutazione e colloqui psicologico-clinici strutturati è considerata il miglior mezzo per identificare precocemente questo tipo di pazienti. Lo screening del distress è raccomandato nella buona cura di ogni tipo di tumore, in particolar modo durante la terapia oncologica attiva (chemioterapia, radioterapia, ecc) e durante il follow up”.

“L’iniziativa intrapresa dal dottor Bengala, uno dei massimi esperti nel trattamento medico del carcinoma mammario, si iscrive a pieno diritto nella linea volta alla umanizzazione delle cure che il Dipartimento di Oncologia persegue con grande attenzione. – dichiara il dottor Enrico Tucci, direttore Dipartimento di Oncologia della Sud est – Il supporto psicologico precoce permetterà a queste pazienti di sopportare meglio le terapie e di sentirsi adeguatamente considerate, non come casi clinici, ma come donne che hanno un problema importante, ma risolvibile”.

Presso l’Oncologia Medica del Misericordia è attivo da molti anni il servizio di Psiconcologia, rivolto a tutti i pazienti oncologici della provincia di Grosseto e ai loro familiari, che offre sostegno nell’elaborazione dell’evento, supporto all’adattamento personale e familiare, e all’individuazione delle risorse psicologiche e relazionali attivabili, che spesso hanno necessità di essere valorizzate in un momento così critico. Hanno usufruito del servizio 107 pazienti nel 2017 e 140 nel 2018. Anche in provincia di Arezzo e di Siena, la Asl ha attivato da tempo un servizio di psiconcologia, inserito in una rete di riferimento unica e costante lungo l’iter personalizzato diagnostico-terapeutico-assistenziale. Obiettivi: facilitare scelte terapeutiche condivise, aiutare i paziente a contenere i sintomi psicologici, mettere in atto interventi di counseling e supporto relativi alle problematiche dell’immagine corporea, della sessualità e della fertilità.

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