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Trevigiano fermato con 76 ovuli di cocaina in pancia

TREVISO. Era passato indenne attraverso i controlli alla frontiera aeroportuale di Tessera per due volte, alla terza, però, lo hanno bloccato anche perché il trentenne trevigiano Davide Menegazzo aveva iniziato a stare male. Nella pancia aveva ben 76 ovuli pieni di cocaina che aveva ingoiato a Saint Martin, una piccola isola dei Caraibi, un paradiso terrestre per i turisti ma anche per i trafficanti di droga. In questo caso non c’era il povero corriere sud americano pagato dai trafficanti internazionali, magari italiani, a ingerire gli ovuli è stato un italiano e a istigare a farlo sarebbe stato un cittadino di Santo Domingo da tempo residente in Italia, il 39enne Juan Fortunato Martinez. Ieri, quest’ultimo è stato rinviato a giudizio dal giudice veneziano Marta Paccagnella – il processo si farà il 7 febbraio del prossimo anno – con l’accusa di essere stato l’organizzatore di almeno tre viaggi della droga di Menegazzo.

A raccontarlo è stato lo stesso trevigiano che aveva rischiato di morire nell’ultimo viaggio. Per estrargli dallo stomaco i 76 ovuli, con cui era arrivato il 29 gennaio scorso, avevano dovuto intervenire chirurgicamente e pure in fretta, visto che c’era il rischio che uno degli ovuli si rompesse e spargesse la cocaina nello stomaco. Se fosse accaduto per Menegazzo sarebbe stata la morte certa, anche perché la cocaina era pura. Dopo essersela cavata, aveva deciso di collaborare e a raccontare chi lo aveva istigato, chi gli aveva consegnato la cocaina a Saint Martin e a chi avrebbe dovuto consegnarla lui appena sbarcato al «Marco Polo».

Per quanto riguarda l’isola dei Caraibi, il trevigiano ha potuto fornire semplicemente un nome, quello di Oscart, colui che gli avrebbe consegnato gli ovuli da ingoiare. Tre i viaggi: oltre all’ultimo, con 753 grammi di coca, il primo il 4 aprile di due anni fa, con 400 grammi, e il 27 giugno con altri 500 grammi di polvere bianca. Il sistema sempre lo stesso, ovuli da ingerire. A organizzare tutto, stando a Menegazzo, Martinez, che lui aveva conosciuto a Treviso: lavoravano nella stessa ditta di trasporti. Man mano che l’amicizia si era rinsaldata il domenica gli aveva presentato anche una cugina, anche lei arrivata da Santo Domingo, e Menegazzo l’aveva sposata. Poi le proposte dei viaggi come corriere della droga in cambio di soldi. A quel punto il trevigiano non aveva più potuto rifiutare e nella primavera del 2014 Menegazzo era partito per il primo viaggio. Poi il secondo e tutto era filato liscio: a Tessera aveva passato tranquillamente i controlli della Dogana e della Guardia di finanza sia in aprile sia in giugno.

Quindi, il terzo viaggio nel gennaio 2015, ma all’arrivo l’imprevedibile problema di salute. Un blocco intestinale aveva impedito di espellere gli ovuli, così Menegazzo aveva dovuto ricorrere

alle cure dei medici e autodenunciarsi. Per evitare una condanna pesante ha deciso di collaborare e alla fine è stato condannato a quattro anni e quattro mesi. Martinez, invece, saputo che l’amico italiano era stato ricoverato è sparito, forse è tornato nel suo paese ed è ancora latitante.

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