Home / Viaggi / Tra Ascoli e Loreto, un museo all’aperto

Tra Ascoli e Loreto, un museo all’aperto

Da Senigallia a Loreto, una mostra lunga un viaggio per qualcosa che non t’aspetti.  Sono poco più di 100 km ma in questo “piccolo” itinerario tra le strade interne, (che si può fare anche in bici) c’è tutto, o quasi quello che potrebbe desiderare un turista. E’ L’enogastronomia stellata e quella popolare e genuina, la cultura, la spiritualità, il paesaggio, il mare, la collina, il vino e soprattutto, l’accoglienza. Come ha detto qualcuno, qui l’appetito vien mangiando. Siamo nelle Marche, in quel fazzoletto di terra dell’Italia centrale appena colpito dal terremoto. Poco conosciute dagli italiani o almeno, non quanto potrebbero data la loro posizione strategica e la loro offerta, il nostro punto di partenza sono state le grandi mostre giubilari organizzate dalla Regione in collaborazione con la Cei marchigiana che da Ascoli a Loreto, passando per Senigallia ed Osimo (dove Vittorio Sgarbi ha mostrato parte della sua ricchissima collezione), hanno celebrato san Francesco, santa Maria Madre di Misericordia e santa Maria Maddalena nei capolavori di artisti come Cimabue, Tiziano, Simone Cantarini, Orazio Gentileschi, Tintoretto per finire con la meraviglia inaspettata di una delle tre versioni della Vergine delle rocce di Leonardo che per la sua prima italiana (le altre sono una al Louvre di Parigi e l’altra alla National gallery di Londra) è arrivata a Senigallia (all’interno della mostra a cura di Giovanni Morello e Stefano Papetti). Qui, a pochi passi dal mare bandiera blu 2016 di Senigallia, di fronte alla quattrocentesca Rocca Roveresca, all’interno del palazzo del Duca, è esposto il nucleo principale delle mostra Maria Mater Misericordiae (che durante la passata Giornata Mondiale della Gioventù è stata a Cracovia), al quale si sono aggiunte alcune opere provenienti da chiese, musei italiani e vaticani tra cui un grande arazzo di Rubens, e una delle tre meravigliose versioni della celebre versione della Vergine delle rocce di Leonardo, proveniente da una collezione privata. La mostra ripercorre in quarantadue opere l’iconografia mariana dal duecento al settecento e accompagna il visitatore alle radici del sacro seguendo il cambiamento del percorso devozionale verso Maria. Dalla Madonna della Misericordia  di cui è esposta la più antica rappresentazione iconografica, di Barnaba da Modena, datata tra il 1375 e il 1376, conservata nella Chiesa dei Servi di Genova, alla Madonna del Latte, (tra le quali si fanno notare due opere quattocentesce, la Madonna dell’Umiltà di Lorenzo Monaco e la tavola di Carlo Crivelli, parte di un polittico, databile 1472 ed eseguita per la chiesa di sant’Agostino) passando per le sezioni della Madonna della Tenerezza e della vergine Orante nelle quali si notano la Madonna con bambino di Luca della Robbia e i dipinti seicenteschi del Sassoferrato.

Da Senigallia, terra di mare blu e prima colonia romana sull’Adriatico, di cultura e di enogastronomia per la presenza di due cuochi stellati come Moreno Cedroni, de La madonnina del Pescatore e di Mauro Uliassi, entrambi considerati tra i migliori ristoratori italiani ed europei, si parte per l’entroterra, verso i vigneti, le colline e i nove  castelli che sorgono attorno ad Arcevia verso la valle del fiume Misia. La prima tappa è Corinaldo un borgo castello medievale e rinascimentale con doppie mura di cinta che domina la valle dall’alto. Tra portoni, bastioni e torri, sembra di stare in un castello abitato. Si perché qui la particolarità di questi castelli delle marche è che sono dei piccoli borghi abitati. A Corinaldo, città natale di santa Maria Goretti gli abitanti sono considerati marchigiani un po’ “matti” e festeggiano Halloween per quattro giorni con un turismo dedicato che viene da tutta Italia. Proseguendo sulla statale 14 la Senigallia Albacina si viaggia tra due provincie, e si vedono due paesaggi, da una parte, le colline morbide della provincia di Ancona e dall’altra la vallata verso Pesaro. Le colline e i vigneti di verdicchio sono il vero spettacolo. Ondulate e dai colori diversi, gialle, verdi, verde scuro, sono ordinat,  pettinate da nuove coltivazioni di grano, farro e antiche colture che tornano a vivere in questo spicchio di terra di agricoltori. Una decina di minuti e si arriva a Loretello, o Castel Loreto, splendido  borgo castello rinascimentale piccolo, minuscolo, perfettamente conservato e abitato negli ultimi anni da tre signore ultranovantenni. Loretello è incantato. Si arriva attraversando un ponte ex levatoio e c’è solo un negozio di prodotti tipici locali e un museo contadino, anche se nei fine settimana la bellezza del luogo attira numerosi turisti. Lasciato Loretello, la meta è Arcevia.

Tra Ascoli e Loreto, un museo all'aperto

Corinaldo

Dall’alto dei suoi 500 metri di altitudine, da qui, si vede l’Adriatico e la costa di Senigalla e dall’altra parte, ecco gli Appennini. Solita cinta muraria e solito borgo, Arcevia è più grande degli altri borghi castello, era ed è il borgo più importante e più forte. Se i giovani se ne vanno come in tutti i borghi, tra i nuovi residenti si contano  circa 60 olandesi e tedeschi che in questa parte di Marche sono gli stranieri più assidui. Il palazzo del Comune è il classico palazzo di città Comune del 1200 con la torre che svetta e il borgo è ricco di storia. Ma qui c’è qualcosa in più. La collegiata di san Medardo, che praticamente è una chiesa Museo per le opere che custodisce. La cappella più importante da vedere assolutamente è quella del Santissimo Sacramento dove è esposto un crocifisso in terracotta del ‘500 di Frà Mattia della Robbia proveniente dal santuario domenicano di Santa Maria delle Grazie e un dossale sempre in terracotta de la Vergine dei Miracoli di Giovanni della Robbia. Alla parete di fondo in una cappellina buia (c’è un interruttore da spingere per accendere la luce) ecco la famosa tavola de “Il Battesimo di Cristo” di Luca Signorelli in una cornice pre-quadro alla quale il Signorelli si dovette adeguare. Nella stessa chiesa, oltre a tante altre opere anche del “pesarese” Simone Cantarini, è visibile sopra l’altare, anche l’imponente polittico di Signorelli, la Vergine con bambino Padre Eterno e santi. Da un punto di vista enograstronomico in questa zona centrale delle marche, ci sono due cose da provare, i vincisgrassi, una specie di lasagna con sugo di carni varie, le sfoglie, piadine di mais ottofile, tipica coltivazione di quest’area, i piatti di pesce, e come dolce il frittellone, una specie di dolce povero con frutta secca e non messo in forno e servito tiepido. Da bere ovviamente il verdicchio, le birre artigianali che qui sono tantissime e premiate anche oltreconfine e per un dolce da dessert la visciolata a base di visciole. L’accoglienza si vede anche nel piatto e si misura con le porzioni sempre abbondanti.

Tra Ascoli e Loreto, un museo all'aperto

Louis Finson, Maria Maddalena in estasi

L’ultima tappa prima di Loreto è Serra dei Conti, dove la curiosità è “le stanze del tempo sospeso” un originale museo sull’arte monastica che ha pescato storie, oggetti, antichi filari da cucito, la farmacia, la pasticceria, la spezieria nel patrimonio secolare del vicino monastero delle Clarisse intitolato a santa maria Maddalena. Infine, Loreto. La cittadina non ha bisogno di presentazioni con la santa Casa e il turismo devozionale che caratterizza il santuario mariano ma la mostra, in corso fino a Gennaio dedicata a santa Maria Maddalena merita una visita a sé. Il curatore, Vittorio Sgarbi, offre un percorso di opere che dal medioevo al neoclassicimo, raccontano la santa tra peccato e penitenza, in un itinerario che esalta la sua dimensione umana, delle passioni e dei sensi e attraverso i capolavori in mostra si muove dal rumore della vita precedente, al silenzio straziante ai piedi della Croce di Cristo. Da Simone Martini a Carlo Crivelli, da Orazio Gentileschi a Guido Reni. Da Simone Cantarini a Andrea Vaccaro, dagli studi del Canova a Louis Finson, tante le straordinarie opere scelte da Sgarbi per illuminare di luce santa la figura di Maria Maddalena e la sua conversione penitente, fino al dolore. Le mostre giubilari nelle Marche, di Senigallia e Loreto, tra le quali anche quella delle stanze segrete della collezione Sgarbi, ad Osimo, resteranno visitabili fino a fine Gennaio.

Leggi Anche

Estate, tempo di viaggi e vacanze. Quali rischi per la salute e come …

Milano, 20 giugno 2018 – La stagione estiva è ormai alle porte e la maggior …