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Torino, sequestrati oltre 4.000 capi d’abbigliamento falsi: donati ai …

Oltre 4.000 capi d’abbigliamento sono stati donati ai poveri a Torino, grazie ad una lodevole iniziativa della Guardia di Finanza. La beneficenza è arrivata in seguito alla conclusione dell’operazione “Mohair“, condotta dal Comando Regionale Piemonte delle Fiamme Gialle in collaborazione con il Comando Provinciale Torino.

Nel centro del mirino era finito un racket di vestiti falsificati e venduti a prezzi inferiori rispetto al loro costo medio sul mercato, in virtù proprio dei materiali più scadenti con i quali erano stati realizzati. Si trattava dunque della classica truffa dei capi di marca “taroccati”.

I prodotti in questione sono stati scoperti presso alcuni grossisti operanti nel centro commerciale di Settimo Torinese, nonché all’interno di un negozio situato nel centro di Torino, lungo via Garibaldi. Una volta sequestrati, i capi d’abbigliamento sono stati immediatamente consegnati al Laboratorio Chimico dell’Agenzia delle Dogane di Milano ed al Laboratorio BuzziLab di Prato, allo scopo di effettuare le perizie chimiche di rito.

Entrambi gli istituti hanno confermato che i vestiti presentavano un’alta concentrazione di polyammide, e che dunque i tessuti non erano stati realizzati in cashmere e mohair (da qui il nome dell’operazione) come invece millantato dalle etichette.

Le Forze dell’Ordine sono riuscite a risalire fino ai produttori dei capi d’abbigliamento fasulli (oltre trenta le aziende coinvolte nell’illecito), ma cosa farne di 4.000 vestiti falsificati non commercializzabili?

Il Comandante della GdF e gli ufficiali del Comando Provinciale di Torino hanno optato per l’opzione più logica: donare tutto in beneficenza ai poveri, una volta asportate le etichette. E così è stato: la richiesta di consegnare i vestiti ad Antonino Calvano, Presidente del Comitato piemontese della Croce Rossa è stata accettata dal magistrato responsabile della conduzione delle indagini, Alessandro Aghemo.

I capi d’abbigliamento sono così stati regalati ai poveri, per la precisione proprio alla Croce Rossa di Torino, l’ente individuato dalla Guardia di Finanza come il miglior destinatario per la merce sequestrata.

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