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Torino Film Festival nel segno di Nanni Moretti

Nanni Moretti racconta il Cile

TORINO (ITALIA) – C’è quasi più attesa per il film di chiusura che per tutto il Torino Film Festival. E questo la dice lunga sulla popolarità di Nanni Moretti – a suo tempo già Direttore del TFF – e del suo cinema, apprezzato anche oltre confine.
E sarà proprio un docu-film ambientato fuori dall’Italia quello che il regista presenterà in anteprima mondiale sabato 1.dicembre, giorno di chiusura del Festival.
“Santiago, Italia”, questo il titolo, è un vero e proprio documentario sui mesi successivi al colpo di stato dell’11 settembre 1973 in Cile e sul ruolo dell’ambasciata italiana che diede rifugio a molti oppositori di Pinochet.

Un’opera sicuramente insolita per la cinematografia di Nanni Moretti.

Ad aprire la 36esima edizione del Torino Film Festival (23 novembre-1 dicembre) come film di apertura sarà “The front runner-Il Vizio del Potere” di Jason Reitman, con Hugh Jackman nel ruolo del senatore democratico Gary Hart.
La storia vera di un uomo politico, in lizza per la Casa Bianca nel 1984 e 1988, “bruciato” dallo scandalo sessuale con Donna Rice.

Il Presidente della giuria sarà Jia Zhangke: è uno dei registi asiatici più importanti del panorama contemporaneo e sarà a Torino con il suo ultimo film, “Ash is Purest White“, presentato nella sezione Festa mobile.

Rita Hayworth in locandina

Nella locandina del TFF 2018, quest’anno, giganteggia Rita Hayworth, scelta come nume tutelare per il Festival di Torino (l’occasione è il centenario della nascita, il 17 ottobre del 1918): nella foto è una ragazza solare in abito sbarazzino che si lancia in un passo di danza (immagine tratta dal film “Non sei mai stata così bella” del 1942).

Saranno 133 i lungometraggi presentati quest’anno al Festival, di cui 34 in anteprima mondiale.

Per l’Italia, in concorso ci sarà il film con cui Valerio Mastandrea esordisce alla regia, “Ride”, che racconta, tra risate e commozione, il modo in cui una donna e suo figlio di 10 anni affrontano il lutto per la morte del marito e padre, avvenuta in fabbrica.

Una scena di “Ride” di Valerio Mastandrea.La musica e il cinema di Pupi Avati

Nella sezione “Festa Mobile”, tanti film che tratteggiano lo spirito e la storia di paesi ed epoche diverse. Per l Italia, per esempio, si parla di cultura, politica, società degli anni ’50, in “Bulli e pupe” di Steve Della Casa e Chiara Ronchini, mentre l’immagine della sessualità e della donna nella tv pubblica negli anni ’80 è al centro di “Sex Story” di Cristina Comencini e Roberto Moroni.

Quest’anno il “Gran Premio Torino” verrà consegnato all’attore francese Jean-Pierre Léaud, grande interprete dei film di Truffaut e Godard,

Pupi Avati sarà “Guest Director” e presenterà una sezione intitolata “Unforgettables”, con cinque film che mescolano musica e cinema, due grandi passioni del regista bolognese.

Da segnalare “Bird” di Clint Eastwood, biografia del virtuoso del jazz Charlie Parker e “Bix” (1991) dello stesso Avati, dedicato al jazzista Bix Beiderbecke, selezionato personalmente dalla direttrice artistica Emanuela Martini.

Una scena di “Bix” di Pupi Avati.Omaggio a Scola e Olmi

In cartellone, anche un omaggio a due Grandi che non ci sono più: Ettore Scola e Ermanno Olmi.

Al maestro Ermanno Olmi è dedicata un’intera giornata, il 28 novembre, tra film e cortometraggi, accompagnati dagli amici e collaboratori del regista: da Betta e Fabio Olmi, Mario Brenta, Giacomo Campiotti, Cecilia Valmarana, Federico Pontiggia (di cui si vedrà “E venne l’uomo”, intervista del 2016), Maurizio Zaccaro.

Ettore Scola, invece, firma uno dei due due classici restaurati presentati al Festival: “Trevico-Torino“, ritratto della realtà operaia nei primi anni Settanta attraverso le giornate di un emigrante arrivato da Avellino alla Fiat a Torino.

La seconda pellicola è “Processo a Caterina Ross”, ricostruzione del processo del 1697 a una contadina svizzera accusata di stregoneria, girato da Gabriella Rosaleva nel 1982.

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