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Ticinolibero – Prostitute italiane in Svizzera. “Col famolo strano …

 LUGANO – All’interno di un bordello. È un servizio crudo e realistico, quello de Le Iene, canale Mediaset: un inviato va alla ricerca di ragazze italiane che fanno le prostitute nei locali ticinesi, sale in camera con loro, e dice, senza ovviamente svelare che è un giornalista, di voler solo parlare.

“Però mi paghi lo stesso?”, domanda, allarmata, la prima giovane. E un’altra, “ma per spendere 100 euro in mezz’ora e parlare solo, non ti conviene andare dallo psicologo?”.

E intanto si spogliano, come se nulla fosse, pronte a tutto. Prima di trovare le italiane, l’inviato si è imbattuto in un paio di ragazze dell’est e in una brasiliana: colpisce il loro modo disinibito di approcciarsi. Per loro, è un lavoro normale, “non bisogna sentirsi in colpa, cerco di non sentirmi una t—a, è un mezzo e non un fine”, spiega una. Nella vita è studentessa, nei weekend fa la prostituta, all’insaputa della famiglia. “Voglio studiare, magari anche un master, viaggiare, fare shopping… In Italia, lavorando normalmente, o facendo uno stage, mi darebbero 400 euro: qui li prendo in due serate”.

Sono soddisfatte delle cifre che guadagnano. “Vengo da Napoli, in due giorni porto a casa 1’500 euro puliti, in un mese anche 8’000, lavorando pochi giorni. Un cliente mi porta una settimana alle Maldive, e io faccio una vacanza a Ibiza: ma chi ce la faceva, prima?”.  Una parla di 15-20 mila euro al mese, mentre l’affitto della stanza costa 100 euro, “li guadagno in mezz’ora, e se vogliono fantasia particolari, faccio pagare di più”.

Quali fantasie, per esempio? “Alcuni vogliono la cera calda sul pene, oppure farsi schiacciare le p—e coi tacchi. Fa male? Beh, contenti loro!”

I clienti sono italiani, ma per qualcuna “gli svizzeri sono più p—i”. E una ragazza difende le connazionali, “tutti cercano quelle dell’est ma alla fine si lamentano, io per esempio sono richiestissima. Diciamo che sappiamo fare il nostro lavoro molto meglio delle altre”.

Almeno metà di quelle con cui parla l’inviato sono mamme.  “Prima facevo la escort, tramite chat o social. Poi ho vissuto un periodo in strada, dovevo farlo per dare da mangiare ai miei bambini, una mamma per i figli farebbe di tutto”, dice, calma. Un’altra afferma che “i soldi metto da parte per i miei bambini. Non sono felicissima del lavoro, una i bambini frequentano le scuole migliori, ho appena comprato casa, loro hanno tutto quello che è mancato a me”. Orgogliosa, una terza afferma di aver portato i figli a sciare, con tanto di lezioni, cosa mai fatta prima. Figli che, con ogni probabilità, non hanno la minima idea di che cosa facciano le madri.

“Arrivano anche ragazzine di 18 o 20 anni. Qui siamo tutelate, paghiamo poche tasse. In Italia non guadagni niente, qui se ti impegni lavori bene, puoi stare quante ore vuoi e lavorare con quanti uomini ti va. Se uno ti fa schifo, trovi una scusa”.

Insomma, pare tutto semplice. Una precisa che “da due anni rimorchiavo in discoteca, a gratis, a saperlo venivo prima! Mi ha portato qui un amico, mi diverto, se il cliente lo fa bene ancora meglio, altrimenti io il mio premio di consolazione l’ho portato a casa! A 19-20 anni l’avrei vista come una violenza, ma con una certa maturità, mi ha cambiato la vita: se lo sapevo cominciavo anni prima. Siamo qui per soldi, ma anche per fare bene il proprio lavoro e far divertire”.

Parlano, con cinismo, di protezioni e di che cosa sono pronte a offrire. “È più sicuro fare sesso qui che altrove. E io a volte lo faccio anche fuori…”.

Una vita disinibita, pronte a offrirsi, in cambio, lo ribadiscono, di denaro. Il fine è quello. Essere come Chiara Ferragni, ma senza genitori che pagano tutto, e allora disposte a tutto pur di guadagnare abbastanza per “fare le f—e su Instagram”.

Pubblicato il 20.04.2018 16:21

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