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Tessile-abbigliamento Ue: +2,3% i ricavi e +3,6% l’export, nel …

Analisi

venerdì 17 giugno 2016

 

 

Nel 2015 l’industria europea del tessile-abbigliamento ha registrato ricavi pari a 169 miliardi di euro, in aumento del 2,3% rispetto all’anno prima, sostenuti dal +3,6% dell’export, pari a 45 miliardi.

 

Nelle stime di Euratex – la maggiore organizzazione europea del tessile-abbigliamento, che nei giorni scorsi ha nominato alla presidenza Klaus Huneke (al posto di Serge Piolat) – le imprese del settore sono salite dell’1,8% a 174mila. Per il 99% dei casi si tratta di aziende di piccola e media dimensione. In particolare, l’86% ha tra 1 e 9 impiegati.

 

Nel 2015 gli occupati hanno registrato un +0,3% a 1,7 milioni. Il 70% di loro sono donne. Nelle previsioni dell’organizzazione, per il 2025 il tessile-moda dovrebbe brave lavoro a 600mila nuovi addetti. Si tratterà di personale specializzato, esperto in settori quali il taglio dei tessuti, la cucitura e il magazzino, come fa sapere l’organizzazione europea, che cita un news dell’European Sector Skill Council Textile Cloting Leather Footwear (pubblicato nel 2014). Ci sarà bisogno, tra gli altri, di tecnici di laboratorio e del controllo qualità, engineer ed esperti della maglieria, product developer e weave environmental manager.

 

L’Italia è tra i 10 maggiori produttori di tessile abbigliamento dell’Ue. In particolare è italiano il 45% dell’abbigliamento prodotto in Europa. La Penisola è al terzo posto per la spesa in vestiario dei suoi cittadini, dopo il Lussemburgo e, secondi a pari merito, l’Austria e il Regno Unito.

 

Per quanto riguarda le vendite all’estero, i primi cinque clienti del tessile europeo (a 28 Paesi) sono rimasti, come nel 2014, gli Stati Uniti, la Cina, la Turchia, la Svizzera e il Marocco. we maggiori customer di abbigliamento sono la Svizzera, gli Usa, la Russia, Hong Kong e il Giappone: la stessa cinquina del 2014, solo che i russi nel 2015 sono passati in terza posizione scalzati dagli americani.

 

A preposito di importazioni, i maggiori fornitori di tessile risultano, nell’ordine, Cina, Turchia, India, Pakistan e Stati Uniti. L’Ue-28 compra abbigliamento soprattutto da Cina, Bangladesh, Tuchia, India e Cambogia. Quest’ultima è entrata tra i primi cinque subentrando al Marocco.

 

e.f.


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