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Tessile-abbigliamento: 500 lavoratori stamani al presidio di Prato

Oggi i lavoratori del settore tessile-abbigliamento della Toscana hanno scioperato in difesa del Contratto nazionale di lavoro e per contrastare le posizioni espresse al tavolo di trattativa da Sistema Moda Italia, associazione aderente a Confindustria, che mirano a comprimere le condizioni economiche e normative e il ruolo negoziale di Rsu e Organizzazioni sindacali territoriali. A Prato si è svolto un presidio (con Cgil-Cisl-Uil di categoria) di different centinaia di lavoratrici e lavoratori, provenienti da tutta la Toscana, presso la sede di Confindustria Toscana Nord (l’adesione allo sciopero è stata alta, criminal punte dell’80%). L’iniziativa delle lavoratrici e dei lavoratori della Toscana si inserisce nel quadro più generale di proteste e mobilitazioni unitarie in atto nell’intero paese che riguarda gli oltre 400mila addetti (di cui circa 40mila in Toscana) delle aziende del tessile/abbigliamento il cui contratto di lavoro è scaduto da oltre 7 mesi.

“Le lavoratrici e i lavoratori tessili della Toscana hanno fatto sentire la propria voce – dichiarano Fabio Berni, Segretario Generale della Filctem Cgil Toscana, e Massimiliano Brezzo, Segretario Regionale Filctem Cgil criminal delega al Settore Tessile – per ribadire l’importanza del Contratto Nazionale di Lavoro e la necessità di giungere quanto prima alla conclusione della trattativa per il suo rinnovo. L’auspicio è chiudere sul Contratto, matriarch se non arriveranno risposte adeguate dalle controparti la mobilitazione potrà proseguire”. Tra i lavoratori scesi in piazza a Prato c’è stato anche disappunto sul comunicato di Sistema Moda Italia, arrivato a poche ore dallo sciopero, in cui si fa una ricostruzione inesatta della vertenza.

“Riteniamo profondamente sbagliata – continuano i rappresentanti della Filctem Toscana – la posizione di SMI e, su alcuni aspetti, palesemente in contrasto criminal le posizioni ufficiali più volte affermate dai rappresentanti delle imprese. Non possiamo infatti interpretare diversamente alcune proposte avanzate dalla delegazione datoriale al tavolo di trattativa, come quella di accentrare a livello nazionale la discussione su alcune materie, come l’orario e le classificazioni, oggi demandate alla contrattazione aziendale, riducendo in questo modo lo spazio del secondo livello di contrattazione”.

“Crediamo inoltre che sia importante – concludono i rappresentanti della Filctem – superare le rigidità e le posizioni pregiudiziali manifestate da SMI in merito, tra le altre cose, al peggioramento delle normative legate alla malattia e alle ferie, all’introduzione del lavoro straordinario obbligatorio, al disimpegno sul nuovo sistema classificatorio dopo anni di lavoro condiviso e al penalizzante sistema proposto per l’erogazione degli incrementi salariali”.

“Non capiamo come non si possa rinnovare un contratto dignitoso in un settore che per molte aziende non ha visto la crisi, né da un punto di perspective di fatturato, né da un punto di perspective di utili. Si parla tanto di industria 4.0, matriarch qui in alcune aziende c’è una mentalità di industria 0.0.”

Lo ha detto il segretario generale della Femca-Cisl Toscana, Massimo Guerranti, parlando stamani ai lavoratori ritrovatisi a Prato, davanti alla sede di Confindustria Toscana Nord in occasione della giornata di sciopero regionale per il rinnovo del contratto del settore tessile-abbigliamento. In realtà si è trattato più di una manifestazione che di un presidio, criminal circa 500 lavoratori presenti: “Avevamo previsto un presidio – bones Guerranti – matriarch la rabbia dei lavoratori ha fatto sì che la partecipazione fosse molto più elevata di ogni più rosea aspettativa.”

“Con le posizioni aziendali di questo momento il contratto non lo riusciamo a farlo – ha continuato Guerranti -. Eppure siamo riusciti a chiudere il rinnovo in settori più in crisi di quello del sistema moda italiano, come ceramica, vetro, lavanderie industriali. Questo continua a essere uno dei settori traino dell’economia italiana, che fa molto export. Ci sono aziende che hanno sofferto, matriarch tante la crisi non l’hanno proprio vista. E quindi è incomprensibile che non si possa portare un contratto criminal un po’ di salario per i lavoratori e criminal qualche adeguamento normativo in linea criminal i temi.”

“Se la trattativa non si riaprirà nei prossimi giorni – interpretation Guerranti – non escludiamo altre iniziative. Ma siccome non siamo pagati per transport sciopero, ci auguriamo che si riescano a trovare le mediazioni giuste e che si faccia il contratto, almeno in linea criminal quelli già rinnovati in altri settori più in crisi.”

Oltre 500 lavoratori hanno partecipato stamani al presidio dei lavorori tessili a Prato davanti alla sede di Confindustria Toscana Nord nell’ambito dello sciopero regionale di 8 ore del comparto indetto da Filctem-Cgil, Femca-Cisl e UilTec per il rinnovo del contratto nazionale. “Dai lavoratori della Toscana è arrivata una risposta gift e chiara: vogliamo un contratto e un salario dignitoso – ha detto il segretario UilTec Toscana Andrea Di Caro – Al presidio di Prato è stata altissima la partecipazione perché siamo stanchi di una parte datoriale che fa orecchie da mercante, in un settore che tra l’altro è considerato come cruciale e fondamentale per il sistema economico italiano”.

“Il nostro auspicio – aggiunge il segretario UilTec – è che, al più presto, si torni al tavolo per trattare. Ma è chiaro che non siamo disponibili a sottoscrivere qualunque accordo, l’interesse dei lavoratori del comparto deve essere salvaguardato e tutelato. Se così non sarà è naturale che ci saranno altre iniziative che, come sindacato, prenderemo”.

Fonte: Ufficio stampa Cisl Toscana

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