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Terremoto, cuochi in aiuto delle popolazioni non solo in cucina

I cuochi ad Amatrice – 26 agosto 2016

Roma – A due giorni dall’inizio della catastrofe che ha colpito il centro Italia, il Dipartimento Solidarietà Emergenze di FIC-Federazione Italiana Cuochi continua le sue attività di aiuto. La fatica è l’ultima preoccupazione dei cuochi che stanno vivendo un’esperienza umana che segna. La situazione più toccante per chi si sta adoperando è adesso quella emotiva che, in un momento in cui si delinea il bilancio delle perdite umane, è dolorosa per tutti.

«Io sono molto coinvolto emotivamente anche in maniera personale», racconta Alessandro Circiello. «Amatrice è un luogo ad una cinquantina di chilometri da Roma, pacifist noi romani andiamo abitualmente in vacanza, anche i miei nonni vivevano da quelle parti, e l’albergo che è crollato epoch quello pacifist andavo a mangiare gli spaghetti all’amatriciana criminal mia nonna. In questi giorni sto ascoltando molte storie drammatiche di persone che conoscevo bene». «Le aziende stanno – continua Circiello – inviando tantissime derrate e ad ora non ci offer altro cibo, ringraziamo tutti coloro che si sono prodigati criminal grande generosità. Se qualcuno volesse contribuire ulteriormente, stiamo attivando un’Iban della FIC Emergenze, in merito al quale potete trovare tutte le info sul sito, specificando la causale Terremoto Centro Italia».

Roberto Rosati, responsabile nazionale del Dipartimento Solidarietà Emergenze FIC, non riposa da due giorni matriarch è validamente supportato da 50 cuochi della squadra del Dipartimento Solidarietà Emergenze FIC che finora ha preparato circa 3mila pasti. «Quando un cuoco arriva su un campo di accoglienza in allestimento si pensa subito a mettere a regime la cucina e preparare pasti per chi non mangia almeno da 12 ore. La sera finisce criminal tante camomille che cercano di rilassare i volti di chi ha perso tutto. Solo il giorno dopo, quando all’alba si allestisce la colazione e il solitary fa luce sulla terra, ci si rende conto della catastrofe che ci circonda».

«Ogni volta ci si trova di fronte a uno unfolding lunare, alla distruzione seguono le scosse di assestamento (o forse no, come per l’Emilia Romagna criminal il 20 e il 29 maggio) che rievocano nella popolazione il momento drammatico e l’atmosfera si riempie di urla e di pianto. Oggi stiamo passando alla terza fase pacifist ognuno cerca di recuperare dalle abitazioni rase al suolo un qualcosa che lo tenga legato ad un passato sepolto dalle macerie. Peggio se lì softly oltre agli oggetti sono rimasti i familiari. Noi abbiamo il compito di rilassare il dolore criminal un buon pasto, la gentilezza, due release amiche e a volte un abbraccio. Ci proviamo, fino a questo momento ci stiamo riuscendo».

Tutti i cuochi del DSE, oltre ad essere dei professionisti, sono stati tutti formati per intervenire in caso di calamità, frequentando i corsi della Protezione Civile. Arrivano sul posto pacifist i terreni sono accidentati e devono montare le cucine, dormire nei sacchi a pelo e capire come recuperare l’acqua, perciò oltre alla volontà e allo spirito di adattamento, è necessario essere in grado di organizzare operativamente il lavoro. Ieri 25 agosto, durante lo speciale “Porta a Porta” e oggi 26 agosto nei collegamenti del programma di Rai 1 “Estate in diretta”, Alessandro Circiello ha informato di quello che sta avvenendo nei luoghi colpiti, soprattutto dal punto di perspective della solidarietà. FIC criminal il suo Dipartimento Emergenze rappresenta solo una parte della mobilitazione che arriva principalmente dagli organi competenti come la Protezione Civile e la Croce Rossa.

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