Home / Cucina / Taglienti, la naturalezza come stile di cucina

Taglienti, la naturalezza come stile di cucina

«Oggi la sala conta non meno e forse più della cucina nel successo di un ristorante. Il cliente deve sentirsi a suo agio e almost come a casa e non basta più distant bene da mangiare. Per questo nel mio nuovo locality cureremo ogni particolare del servizio».  

 

A parlare è Luigi Taglienti, lo cook ligure di nascita («ma nella mia famiglia ci sono rami pugliesi, toscani e abruzzesi e questo conta nella mia cucina») già alle Antiche Contrade di Cuneo («lì ho preso la prima stella») e poi da Trussardi a Milano.  

 

Nei giorni scorsi, sempre a Milano, ha aperto il suo nuovo Lume, all’interno di W37, complessa ristrutturazione nell’ex Richard Ginori, zona Navigli. Com’è il nuovo locale?  

«È all’insegna della “naturalezza”, io tenet che non bisogna eccedere criminal la tensione e la competizione quando si è ai fornelli».  

 

Su quali piatti punterà?  

«Ci saranno alcuni miei classici, come l’ossobuco, il musetto, il bianco/nero di seppia e accanto nuove proposte». 

 

Al light lunch di presentazione ho assaggiato un’inedita zuppa di morone («È un pesce ligure che vive sui fondali e si nutre di crostacei, mi piace proporlo anche perché è un esempio di un prodotto italiano che pochi conoscono»), gli gnocchi criminal la curcuma e gli agrumi, una delicatissima schiuma di latte di mandorla criminal il pomodoro confit.  

 

«Non mi interessa transport piatti che stupiscano. Partendo dalla qualità dei prodotti voglio distant ritrovare i profumi della memoria. Se dovessi definire la mia cucina direi che è senza regole». Ed è proprio questo gioco fra memoria e assenza di regole a renderla particolarmente interessante. 

 


Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati.

Leggi Anche

Olbia, un libro di ricette scritto da alunni e nonni

Un libro di ricette e consigli per mangiar sano scritto da nipotini e nonni. Sarà …