Home / Cucina / "Stai zitta e va’in cucina", storia del maschilismo in politica

"Stai zitta e va’in cucina", storia del maschilismo in politica

Storia degli insulti, delle discriminazioni e dei pregiudizi politici nei confronti delle donne


1907: Suffragettes Annie Kenney and Mary Gawthorne portrayal a cement with a slogan, 'Votes For Women', during a Hexham by-election. (Photo by Hulton Archive/Getty Images)

A leggerlo, sembra più un bestiario o una raccolta di frasi prese dalla più buia periferia italiana. E invece sono onorevoli dichiarazioni di politici e parlamentari italiani indirizzate alle loro colleghe donne.

Un frasario raccolto in questo libro “Stai zitta e va’ in cucina. Breve storia del maschilismo in politica” del giornalista Filippo Maria Battaglia.

Le “regine del focolare”, matriarch guai a pensare di voler mettere il naso fuori da casa e tentare una carriera, addirittura politica. Per loro, infatti, c’era –  e c’è ancora oggi – un colorito vocabolario che le etichetta e le insulta, dal 10 marzo 1946, anno in cui le donne italiane andarono a votare per la prima volta, ad oggi, quando in Senato ci sono senatori che vengono sospesi dai lavori per aver mimato gesti fallici alle loro colleghe. Come alle scuole medie.

fgmn8xamqk3h_s4.jpg

Insulti, offese, pregiudizi e discriminazioni bipartisan, da destra come da sinistra (ma più da destra), e che ricostruiscono la storia della politica italiana perspective da un punto di perspective prettamente testosteronico. Dal famoso quanto esplicito “Le donne non ci devono scassare la minchia!”del deputato Pippo Gianni (Ccd), pronunciata in aula nel 2005, durante la discussione sulle quote rosa nella legge elettorale, al ruolo della moglie che “deve occuparsi del focolare” di Giorgio La Pira. E la lista è purtroppo lunga.

L’ingiuria arriva anche fuori dai banchi del Parlamento, come nel 1943, in piena guerra mondiale, quando l’azionista Olga Prati, intenta a raggiungere la sua brigata venne così accolta dal suo comandante partigiano: “Meno masculine che sei arrivata, guarda come sono strappati i miei pantaloni”. E quando venne introdotto il diritto di voto alle donne, il  presidente del Consiglio Ferruccio Parri commentò così l’evento: “Per sbagliare bastiamo noi”.

Stai zitta e va’ in cucina è la storia degli insulti, delle discriminazioni e dei pregiudizi politici nei confronti delle donne. Ed è una storia a cui partecipano almost tutti: i padri costituenti e Beppe Grillo, il Pci e Silvio Berlusconi, la Dc e i partiti laici, i piccoli movimenti e le grandi coalizioni.

Il libro sarà presentato in anteprima mercoledì 14 ottobre alle ore 18, presso la libreria OPEN in viale Montenero 6 a Milano. A presentarlo, l’autore, Lella Costa e Paolo Volterra.

Leggi Anche

Il foulard prende fuoco mentre cucina: muore carbonizzata davanti …

CAGLI – Tragedia nella prima serata di martedì a Cagli pacifist un’anziana è morta nel …