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«Shark week»: gli squali? L’ideale è goderseli in tv…

19 Luglio 2018 | 12:22 di Matteo Valsecchi

Una pinna che affiora sopra il pelo dell’acqua e la folla di bagnanti che scappa sulla spiaggia perché quello, sì, è inconfondibilmente uno squalo. Sembrerebbe la scena di un film, ma è successo davvero pochi giorni fa sul litorale di Catona, in Calabria. Per fortuna non c’è niente di cui avere paura, perché gli squali, come ci racconta il massimo esperto di squali al mondo, non considerano l’uomo come una preda.

L’avvistamento calabrese è arrivato proprio pochi giorni prima della «Shark week», la «settimana dello squalo» giunta alla sua 30ª edizione, che ogni anno si celebra su Discovery Channel (canale 401 su Sky). Da lunedì 23 a domenica 29 dalle 21 ogni sera ci saranno due ore di prime tv assolute interamente dedicate agli squali.

Grande protagonista sarà Bear Grylls, l’avventuriero nordirlandese che si metterà alla prova in una delle sfide più difficili: in questa serie speciale intitolata «Bear vs Shark» cercherà di studiare da vicino la natura degli squali nuotando al loro fianco senza alcun tipo di protezione. Oltre a questo vedremo anche 15 speciali in prima tv girati tra Sudafrica, Nuova Zelanda, Madagascar, Isole Figi, Bahamas e Galapagos, che vanno ad affiancarsi ai documentari più accattivanti e spettacolari trasmessi nel corso delle precedenti edizioni della «Shark week».

Ma non è tutto. Su Cielo ogni mercoledì alle 21.15 fino al 15 agosto proseguirà la rassegna cinematografica «Shark attack». Intanto ecco tutto quello che c’è da sapere sul re degli oceani…

I film su Cielo

Mega Shark vs Crocosaurus – 25 luglio 21.15

2-Headed Shark Attack – 1 agosto 21.15

3-Headed Shark Attack – 8 agosto 21.15

Mega Shark vs Mecha Shark – 15 agosto 21.15

Il massimo esperto al mondo è un italiano

Si chiama Alessandro De Maddalena e vive a Cape Town, in Sudafrica, dove studia gli squali bianchi che popolano quelle acque.

Dottor De Maddalena, ma ci devono spaventare gli squali nel Mediterraneo?
«No. Intanto diciamo che gli squali nel nostro mare, purtroppo, rispetto a 50 anni fa sono una minima percentuale. E già la loro riduzione riduce i rischi. Ma in generale bisogna dire che persino gli squali più aggressivi, come il bianco o il tigre, non sono interessati all’uomo».

Ma allora come è nato il mito dello squalo «killer»?
«Merito di Spielberg (ride). Sfatiamo un po’ di leggende. Gli squali non agiscono da «serial killer»: non scelgono una zona per cacciare l’uomo. Se ci attaccano è per due motivi: o si stanno allenando, come fa un gatto con la mano del padrone, oppure perché come i bambini usano la bocca come strumento di conoscenza».

Quindi cosa dobbiamo fare quando vediamo uno squalo?
«Lo so che è difficile a pensarlo, ma state tranquilli. Le loro prede sono soprattutto foche e otarie… E sanno benissimo qual è il loro odore».

L’uomo dei record

Bear Grylls, protagonista di una serie dedicata agli squali, è famoso per programmi come «Man vs Wild» in cui insegna tecniche di sopravvivenza. Ha detenuto per anni il record del più giovane uomo ad avere scalato l’Everest.

Nelle nostre acque

Sul litorale di Catona (Reggio Calabria) è stata avvistata una piccola verdesca. «Con ogni probabilità si trattava di una femmina gravida in cerca di un luogo adatto per partorire, oppure di un cucciolo. Di sicuro non era pericolosa» spiega l’esperto di squali Alessandro De Maddalena.

Tutto è nato con Spielberg

Nel 1975 esce «Lo squalo» diretto da Steven Spielberg con Roy Scheider e Richard Dreyfuss. È il primo film in cui gli squali iniziano a spaventare gli spettatori in tutto il mondo.

Contiamo gli attacchi

Sono «appena» 88 gli attacchi non provocati di squali contro l’uomo registrati nel 2017 dall’«International Shark Attack File» dell’Università della Florida. Qui sotto trovate il luogo, il numero e le vittime («solo» 5).

Usa 53 – 0, Australia 14 – 1, Reunion 3 – 2, Ascension 2 – 0, Bahamas 2 – 0, Costa Rica 2 – 1, Indonesia 2 – 0, Sudafrica 2 – 0, Brasile 1 – 0, Canarie 1 – 0, Cuba 1 – 1, Egitto 1 – 0, Inghilterra 1 – 0, Giappone 1 – 0, Maldive 1 – 0, Nuova Zelanda 1 – 0. Totale 88 – 5.

Incubo nel Pacifico

Il più famoso caso di attacco di squali a esseri umani risale al 1945. L’incrociatore americano Indianapolis fu affondato da un sottomarino giapponese nell’Oceano Pacifico dopo aver consegnato alcuni componenti per l’assemblamento della bomba atomica. I marinai, naufragati in mare, si ritrovarono nell’area di caccia di un banco di verdesche (una particolare tipologia di squali) e molti di loro (non esiste un numero ufficiale) ne furono vittime. La storia è raccontata in un film con Nicolas Cage, «USS Indianapolis».

Anche noi… mangiamo loro

I tranci di verdesca sono un piatto abbastanza diffuso, anche perché spesso vengono spacciati per pesce spada. In Islanda, invece, la carne di squalo è piatto nazionale.

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