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Settimana della Cucina Italiana nel Mondo. Ecco come …

Volge al termine la prima Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, la manifestazione promossa dal sistema Italia per valorizzare identità, eccellenza e qualità del nostro Paese a partire dall’enogastronomia.

1300 eventi in 5 continenti, con la partecipazione dei nostri chef più noti, dei cuochi e dei ristoratori italiani nel mondo, di rappresentanti delle istituzioni e di tutto il variegato panorama del made in Italy culturale e gastronomico.

Come sta andando? Lo abbiamo chiesto a chi è impegnato in prima linea per la riuscita di questo evento di dimensioni mondiali. Canada, Oman, Romania, Vietnam, Spagna: lasciamo la parola ad ambasciatori e consoli di 5 nazioni per conoscere 5 diversi modi di affrontare la nostra cucina.

 

Canada

Giuseppe Pastorelli Console Generale a Toronto

 

I dati

13 giorni, 6 chef italiani, 15 presentazioni e degustazioni di prodotti Dop e Igp e piatti regionali, 7 master class su diversi temi, dallo street food di qualità alla formazione di operatori canadesi del settore. E poi la presenza di prodotti a denominazione in 4 ristoranti di Toronto e in 2 giganti della Gdo (Loblaws, 80 punti vendita e Longo’s, 29 punti vendita), che hanno ampliato l’offerta con un incremento di oltre il 40% delle vendite di prodotti italiani autentici nel primo mese di promozione; una cena di beneficenza. E un grandissimo entusiasmo. Questi i dati della prima Settimana della Cucina Italiana a Toronto, frutto dello sforzo di Consolato, Ufficio ICE, Camera di commercio italiana dell’Ontario e Istituto Italiano di Cultura.

 

Gli appuntamenti

Prodotti a denominazione, export e grande cucina: ecco le direttive della Settimana della Cucina Italiana in Canada. Un programma aperto a riflessioni sulle politiche economiche, che mette insieme un prodotto nobile come il tartufo e lo street food di Uliassi Street Good.

Si è partiti l’8 novembre con la promozione di prodotti di origine nei ristoranti della catena Terroni (ma nel 2017 si estenderà anche ad altri) per chiudere con Mauro Uliassi, ospite del Consolato, dell’ICE e dell’Istituto Italiano di Cultura con una master class sul cibo di strada e una cena di raccolti fondi – circa 20mila dollari – per le zone terremotate.

Grande cucina anche con Oliver Glowig e le ricette dedicate al tartufo presso il Ritz-Carlton di Toronto, e per CENTITALIA – Gusto Cultura:4 giorni con altrettanti chef (Filippo Saporito e chef Rocco Grisoni dalla Toscana, Paolo Cacciani dal Lazio e Ugo Mura dal Piemonte) organizzati dalla Camera di commercio italiana dell’Ontario insieme al Centennial College ed Assocamerestero. Un evento iniziato con un simposio sui trend di crescita dell’export di prodotti italiani e il loro posizionamento nel mercato locale, e le prospettive date dal CETA tra Unione Europea e Canada: il mercato canadese già acquista oltre 1 miliardo di dollari l’anno di prodotti agroalimentari e vitivinicoli italiani e la prossima entrata in vigore del CETA apre ulteriori opportunità.

 

Lotta alla contraffazione

Ulteriore pilastro della Settimana è stata la campagna di comunicazione istituzionale a contrasto dell’Italian sounding, avviata su larga scala dall’ICE e fruibile anche attraverso i social media (sito web https://italianmade.com/, facebook, instagram, twitter, youtube) anche nei prossimi mesi, e a cui è dedicato un seminario il 29-30 novembre.

 

La cucina italiana

La cucina italiana a Toronto? Parecchi ristoranti di qualità elevata, con punte di eccellenza; prodotti tipici diffusi, seppur con qualche limitazione (per le quote sui formaggi o il monopolio sui liquori). Uno degli obiettivi della Settimana era ampliare ulteriormente questa offerta attraverso i canali della grande distribuzione, i cui fruitori non sono soprattutto canadesi.

 

Come è andata?

È stato un impegno di tutti gli attori del Sistema Italia, che ha coinvolto i consumatori (sono loro i principali influencer del mondo del cibo a Toronto), molti operatori del settore, tanti giovani chef canadesi a confronto con i migliori prodotti a denominazione e le nuove tendenze dell’alta ristorazione in Italia.

 

Il futuro della Settimana

Le prossime edizioni saranno il seguito di un percorso avviato negli anni scorsi, come la collaborazione con le scuole di cucina, il rapporto con la ristorazione e la grande distribuzione, e la campagna di comunicazione istituzionale che proseguirà anche nel 2017.

 

Oman

Luca Carpintieri Primo Segretario a Mascate

 

Gli appuntamenti

L’Ambasciata d’Italia ha curato un programma iniziato il 14 novembre nella Residenza dell’Ambasciatore d’Italia, Giorgio Visetti: un evento riservato a 200 ospiti, rappresentanti delle istituzioni del Sultanato, del corpo diplomatico, della stampa, della filiera agroalimentare e commerciale omanita, dell’imprenditoria italiana. Ci sono stati gli show cooking dei cuochi italiani dei principali alberghi di Mascate che hanno realizzato piatti tipici accompagnati anche da vini, gelati e caffè, per fornire una fotografia completa della nostra gastronomia. Ospite d’onore Filippo La Mantia, che ha realizzato ricette della tradizione siciliana, focus di questa edizione a Mascate.

Durante la settimana, i ristoranti italiani hanno proposto menu ad hoc ed esposto materiale informativo sulla cucina italiana e brochure realizzate dall’Ambasciata, mentre lo chef Marco Piraino ha firmato, in vari ristoranti italiani, cene speciali dedicate alla cucina siciliana. A completare il programma, serate con artisti italiani chiamati dall’Ambasciata.

 

Come è andata

Le celebrazioni nel Sultanato dell’Oman della prima Settimana della Cucina Italiana nel Mondo sono state un successo. I ristoranti italiani dei più importanti alberghi di Mascate hanno avuto l’opportunità di fare promozione, e la cucina italiana ha potuto presentarsi, per la prima volta in Oman, in modo complessivo, nell’ottica della valorizzazione dell’enogastronomia e come Sistema Paese. Insomma, obiettivo raggiunto per quanto riguarda l’Oman, in linea con le indicazioni del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale: dal coordinamento tra le sedi della rete estera, al risultato di aumentare la conoscenza e l’apprezzamento dell’eccellenza della cucina italiana per la sua tradizione, la varietà, i legami con il territorio, e per la capacità di coniugare il gusto con la salute e il benessere.

 

La cucina italiana: turismo e incontro di culture

L’Oman Tourism College ha ospitato una presentazione della tradizione enogastronomica della Regione Sicilia e della sua valorizzazione come volano di promozione turistica; quella cucina che, ha sottolineato La Mantia, è un importante esempio di legame tra il mondo arabo ed europeo visibile sin dai nomi dei piatti e dagli ingredienti.

 

Il futuro della Settimana

Questa prima edizione è il frutto di un lavoro straordinario du un’ambasciata priva di Istituto di Cultura, ICE, ENIT. Non sempre replicabile. Per questo servono soggetti nazionali pronti ad affrontare l’edizione 2017, presentando progetti e disponibilità con il necessario anticipo, mettendoin bilancio già da subito l’evento. Insomma si chiede maggiore compartecipazione e sinergia. Questa è stata una prima prova autogestita e realizzata in corsa, con la sola collaborazione dei maggiori alberghi e ristoranti con chef italiani dell’Oman e sponsor locali. Ed è stata positiva. Una fantastica opportunità per produttori italiani e promotori del territorio di affacciarsi sul mercato dell’Oman che, però, è stata colta solo parzialmente.

 

Spagna

Stefano Nicoletti, Console Generale d’Italia a Barcellona

 

Grande partecipazione di pubblico, sia italiano che catalano e spagnolo, grande interesse alle tematiche proposte e tanto interesse dalla stampa locale.

 

Gli appuntamenti

In Spagna si è dedicata grande attenzione al nostro agroalimentare, attraverso corsi e seminari su alcuni prodotti simbolo: Parmigiano Reggiano, caffè espresso all’italiana, persino un dolce molto amato e altrettanto discusso, comunque iconico, come la Nutella, protagonista di un corso di cucina per i più piccoli. Ma è stato tutto l’Italian style of life a essere valorizzato,con la celebrazione di alcune esperienze tipicamente italiane, come l’aperitivo proposto dalla Camera di Commercio Italiana di Barcellona o la cena gastronomica organizzata dall’Accademia italiana della Cucina.

 

L’aspetto culturale

Cibo è cultura. A partire da questo assunto sono stati organizzati eventi che mostrano la relazione fra cibo, gastronomia e cultura: film, una mostra sui migliori libri di cucina e gastronomia del fondo della biblioteca del locale IIC, e la presentazione del primo documentario enogastronomico, realizzato per la RAI da Mario Soldati, nel suo viaggio lungo il fiume Po alla scoperta delle tradizioni gastronomiche.

 

Vietnam

Nicolò Costantini, Primo Segretario a Hanoi

 

La cucina italiana

In Vietnam la cucina italiana è molto conosciuta, sebbene limitata ai due piatti più diffusi: pizza e pasta. I vietnamiti amano le nostre pietanze, la varietà e le diverse tradizioni regionali che ricordano le 63 Province nelle quali è suddiviso il Vietnam. C’è molto interesse ad approfondire soprattutto la preparazione della pizza, delle lasagne e del tiramisù e non deve stupire: in Vietnam non esiste una cultura dei dolci e la maggior parte delle pietanze è a base solo di carne (maiale e pollo), pesce e verdure.

Anche se la comunità italiana, fra iscritti AIRE e residenti temporanei, è appena di 600 connazionali ci sono, sia ad Hanoi che a Ho Chi Minh City, alcuni ristoranti italiani gestiti direttamente da italiani, tutti di buona qualità, con ingredienti importati dalla Penisola e un rigoroso rispetto delle ricette tradizionali. Si tratta di locali molto frequentati dai vietnamiti.

 

Gli appuntamenti

Le celebrazioni della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo ad Hanoi sono state aperte dall’Italian Food Festival, fiera della gastronomia organizzata dai ristoratori italiani con l’Ambasciata d’Italia e la Camera di Commercio Italia-Vietnam. Hanno partecipato quasi 2.500 persone in due giorni, vietnamiti di ogni estrazione sociale (da studenti universitari ai funzionari governativi) e cittadini di altre nazionalità (imprenditori, artisti, diplomatici).

È stata dedicata particolare attenzione all’amatriciana, semisconosciuta in Vietnam, e al sisma che ha colpito l’Italia centrale con una raccolta fondi a favore delle popolazioni terremotate. Tra gli appuntamenti, alcuni anche nelle prossime settimane, una conferenza al Dipartimento di Italianistica dell’Università di Hanoi, proiezioni di film sulla cucina italiana (come “La cena” di Ettore Scola), un seminario scientifico sulla dieta mediterranea.

Tutte le attività si saldano idealmente con quelle svoltesi nei mesi precedenti nell’ambito della XVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo (quest’anno sul tema della creatività), nel segno di una più capillare promozione della cultura italiana presso le principali realtà vietnamite, secondo la direttrice strategica Hanoi-Danang-Ho Chi Minh City.

 

Romania

Nicoletta Fioroni Segretario di Legazione Ambasciata d’Italia a Bucarest

 

Il contesto

L’Italia è uno dei principali fornitori di prodotti agricoli e alimentari, nel 2015 l’export agroalimentare – ortofrutta, dolci, caffè, olio, succhi di agrumi, riso e vini (questi con un valore pari a 7,7 milioni di euro) – in Romania è stato di 330,8 milioni di euro, pari a una quota di mercato del 6%.

Grazie anche alle affinità culturali e ai legami tra i due Paesi (oltre 1 milione di romeni vivono in Italia e circa 20 mila aziende italiane sono attive in Romania) l’enogastronomia italiana gode di grandissima popolarità. A Bucarest ci sono circa 100 ristoranti con menù italiani, sono italiani gli chef dei principali hotel della capitale, il più popolare giudice di Masterchef Romania è una ristoratrice italiana e i prodotti tipici italiani sono facilmente reperibili.

 

Gli appuntamenti

L’Ambasciata d’Italia a Bucarest ha coordinato un ricco calendario di eventi con vari attori del Sistema Italia, tra cui l’Istituto Italiano di Cultura e la Camera di Commercio Italiana per la Romania. Proiezioni di film, serate sulla gastronomia regionale italiana, show cooking, degustazioni di vini e piatti tradizionali preparati dagli chef dell’Accademia della Cucina Italiana di Bucarest, e una cena che unisce letteratura, cibo, fotografia, dal titolo A Cena con Giulietta e Romeo a cura dell’Istituto Italiano di Cultura, sulla tradizione culinaria e culturale di Verona.

Numerosi ristoratori della rete dell’Ospitalità Italiana di Bucarest, Timisoara e Arad hanno proposto menù con i prodotti delle zone dell’Italia centrale colpite dal terremoto. Non è mancato un progetto educativo per i più giovani con laboratori sulle tradizioni culinarie delle regioni italiane.

La Settimana si conclude il 30 novembre con una cena istituzionale: ospite d’onore il Capo dello Stato romeno Klaus Iohannis. A firmarla Maurizio e Sandro Serva del ristorante La Trota di Rivodutri in provincia di Rieti.

 

I piatti

Una grande attenzione è rivolta ai prodotti delle zone colpite dal sisma: lenticchie di Castelluccio, insaccati di Norcia, pasta alla Amatriciana, formaggi di Amatrice. Si è cercato di valorizzare l’intera tavolozza della cucina italiana, con ricette tipiche della tradizione (come coda alla vaccinara o caponata) e altre che ne sono una rielaborazione a partire dai prodotti del territorio.

 

Come è andata?

La manifestazione a Bucarest ha attirato l’attenzione di un pubblico variegato: operatori del settore, comunità diplomatica, stampa, romeni che amano la cucina italiana e la collettività italiana residente in Romania.

 

La solidarietà

L’Ambasciata d’Italia si è impegnata per dare visibilità a iniziative di solidarietà a favore delle aziende agroalimentari colpite dal terremoto, come la raccolta fondi dell’Accademia Italiana della Cucina per i ristoratori, cuochi e aziende e l’iniziativa del Comune di Norcia per la vendita di prodotti velocemente deteriorabili.

 


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