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Seni prosperosi e volti senza rughe. Italia da record: quasi mezzo …

Pelle più giovane, sguardo più luminoso e disteso. Un bisturi val bene un viso più radioso. Ma le donne non pensano solo alle rughe della fronte. Passando alla chirurgia, il trattamento più comune riguarda l’aumento del petto. Nel 2015 ci sono stati un milione e mezzo di interventi: oltre tre milioni di seni rifatti. L’Italia è l’unico paese, tra i dieci che hanno fatto più ricorso a questa pratica, a non avere eseguito interventi su ragazze minorenni. E gli uomini? Negli ultimi tempi anche il sesso forte ha scoperto la chirurga estetica. Certo, l’84,7 per cento degli interventi riguarda pazienti donne. Eppure un milione e mezzo di trattamenti e operazioni per la bellezza ha visto come protagonisti gli uomini. Nel 2014 erano il 13,7 per cento del totale, lo scorso anno il 15,3 per cento. L’intervento più richiesto dai signori che si recano dal medico è la belfaroplastica. Si tratta di una procedura che punta al ringiovanimento del viso concentrando l’attenzione sullo sguardo. L’obiettivo è l’eliminazione delle borse sotto gli occhi, la distensione delle palpebre e l’abbassamento della sopracciglia.

Resta un dubbio. Quali sono i paesi dove è più frequente ricorrere a qualche ritocchino estetico? Il primo posto spetta agli Stati Uniti d’America. Oltreoceano si eseguono oltre 4 milioni di interventi, pari quasi al 20 per cento del totale. Il secondo posto spetta invece al Brasile, che proprio in questi giorni ha detto addio a Ivo Pitanguy, novantatreenne padre della chirurgia estetica, dottore dei vip di tutto il mondo e inventore del lifting e dei glutei alla brasiliana. Se l’Italia si classifica nella top ten, con un invidiabile nono posto, il nostro Paese resta anche uno dei più richiesti dagli stranieri in cerca di bellezza. Negli ultimi anni, un paziente su dieci che si è sottoposto a un trattamento estetico presso i nostri medici, veniva da fuori. Da Russia, Romania e Svizzera, soprattutto. «L’Italia è considerata un punto di riferimento mondiale nella chirurgia estetica – ha spiegato ancora Eugenio Gandolfi – come dimostrano i pazienti che arrivano anche da lontano per farsi operare dai nostri specialisti. Resta sempre la raccomandazione a rivolgersi a professionisti qualificati: l’associazione italiana di chirurgia estetica ha siglato con Isaps una “aesthetic alliance” per lo sviluppo di una chirurgia estetica di qualità e sensibile al tema fondamentale della sicurezza del paziente». Belli sì, ma senza troppi rischi.

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