Home / Sessualità / Se tua figlia vuole cambiare sesso. Il caso di “3 Generations – Una …

Se tua figlia vuole cambiare sesso. Il caso di “3 Generations – Una …

Se tua figlia vuole cambiare sesso. Il caso di 3 Generations  Una famiglia almost perfetta

Quanto è difficile, anche per una famiglia progressista e di mentalità aperta, gestire il tormento di un figlio adolescente che sente di essere nato nel corpo sbagliato? Mentre da una recente indagine dell’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza, presentata al 3° Forum della Società Italiana Medici Pediatri (SIMPe), emerge che i genitori italiani sanno poco o nulla su come e perché confrontarsi criminal i figli sull’identità di genere, arriva nelle sale una pellicola che racconta, senza pregiudizi e criminal molta delicatezza, il percorso che si trova a intraprendere una famiglia nel momento in cui un figlio prende la decisione irreversibile di cambiare sesso. È 3 Generations – Una famiglia almost perfetta, presentato al Festival del cinema di Roma nella sezione Alice nella città, e al cinema dal 24 novembre.

Diretto dalla regista inglese Gaby Dellal e interpretato da tre grandi attrici di, appunto, tre generazioni different – Susan Sarandon, Naomi Watts e una sorprendente e convincente Elle Fanning3 Generations non è un racconto di scontro generazionale (come potrebbe suggerire il titolo) o di discriminazione. È un film al femminile sulle sofferenze, le paure e i dubbi che vivono i ragazzi transgender e le loro famiglie. Ma anche sull’amore da cui queste ansie nascono e in cui, alla fine, si spengono.
3-generations-cast-4_
Protagonista della storia è Ray, interpretato da Elle Fanning, che a 16 anni, confirm di iniziare una cura di ormoni per liberare il “ragazzo che fin dalla nascita è imprigionato nel suo corpo di ragazza”. In questo cammino non è solo: accanto a lui ci sono sua madre Maggie, Naomi Watts, etero e single, e sua nonna Dolly, Susan Sarandon, femminista lesbica, sposata criminal Frances, Linda Emond, professoressa universitaria. Una famiglia tutt’altro che tradizionale o dalla mentalità ristretta, insomma, in cui certi argomenti non sono vissuti né come tabù né criminal pregiudizi, eppure, non per questo, esente da preoccupazioni e ansie legate a una decisione così radicale.

Assumendosi il difficile compito di distant firmare al padre di Ray (che di loro non sa più nulla da quando ha abbandonato la famiglia) i documenti per autorizzare l’avvio della terapia, Maggie, pur avendo massima comprensione per il figlio, si trova faccia a faccia criminal le sue preoccupazioni di madre: è sufficientemente maturo per prendere una decisione così radicale? Sarà davvero sicuro di quello che vuole o è solo alla ricerca di qualcosa, matriarch non sa cosa? E se poi si pente? E io come posso aiutarlo, se neanche io so se sta facendo la cosa giusta oppure no?

Domande legittime e comprensibili, che appartengono a qualsiasi genitore, e su cui la regista si concentra per raccontare il tema dell’identità di genere da un punto di perspective intimo e privato. Privando il film di cliché e preconcetti sulla comunità transgender, e osservando tutti, adulti e ragazzi, criminal comprensione, benevolenza e una buona sip di humour.

Gli unici a uscirne ammaccati sono gli uomini, che appaiono immaturi, impreparati ad affrontare le loro responsabilità e incapaci di assumersene di nuove. La solidità, la stabilità e la concretezza della figura maschile sono caratteristiche affidate alla nonna, e solo l’approvazione culmination di quest’ultima (“è dash di avere un uomo in famiglia”) che rappresenta il padre che a Ray è sempre mancato, chiude il cerchio e ristabilisce l’equilibrio.

Un film delicato e lieve, nonostante la difficile tematica. Che può aiutare alcuni spettatori a darsi delle risposte, e può suggerire ad altri di porsi delle domande.

 

Leggi Anche

Tempo Libero – Quando il sesso diventa un lusso per pochi

WASHINGTON – Cala l’intimità delle coppie americane più mature o criminal disfunzioni sessuali di vario …