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Saranno salvati e tradotti i Diari di Pollak del Museo Barracco

I diari di Ludwig Pollak (14 settembre 1868, Praga – 1943, campo di sterminio di Auschwitz), rara fonte di notizie sulla storia dell’archeologia e del commercio antiquario, saranno presto trascritti e tradotti. Arrivati in eredità al Museo Barracco (che appartiene al sistema dei musei civici della Sovrintendenza Capitolina) nel corso degli anni Cinquanta per volontà della cognata di Pollak, sua unica parente sopravvissuta allo sterminio nazista, i 25 Diari devono essere urgentemente trascritti dal tedesco per motivi di conservazione, in quanto redatti sia ad inchiostro sia a matita, in modo a volte difficilmente leggibile, in una scrittura non più in uso dal 1945 e ormai di difficile decifrazione, la scrittura kurrent.

A questo scopo la Sovrintendenza Capitolina e l’Istituto Italiano di studi Germanici hanno siglato una convenzione
per aprirsi alla collaborazione di altri partner, italiani e/o stranieri, in grado di sostenere, anche economicamente, l’oneroso progetto di trascrizione, traduzione in inglese ed edizione critica dell’intero corpus. Più in dettaglio, sulla base della convenzione l’Istituto Italiano di Studi Germanici – ente di ricerca del Miur che si occupa in modo particolare della conoscenza e dello studio dei paesi nordici e delle interazioni culturali tra l’Italia e i paesi germanofoni – ha conferito, tramite un concorso pubblico, un assegno di ricerca per la trascrizione dei primi 5 Diari, nella prospettiva di un’edizione critica congiunta. La Sovrintendenza Capitolina, a sua volta, si farà carico della traduzione in inglese dei Diari trascritti, in vista della loro edizione definitiva in lingua tedesca e inglese.

Per la loro trascrizione è stato istituito un gruppo coordinato di archeologi, germanisti e storici, che curerà la corretta edizione integrale del testo e la loro traduzione in lingua inglese, per consentirne la diffusione oltre la cerchia dei germanofoni e degli esperti. Oltre ad essere stato il primo direttore onorario del Museo Barracco, Pollak fu un grande protagonista dell’archeologia europea tra Otto e Novecento. Ebreo praghese formatosi nella Vienna di fine Ottocento, fu sia archeologo sia mercante d’arte. Grande conoscitore di antichità, uno dei maggiori della sua epoca, fu consulente dei più noti collezionisti europei e americani: Carl Jacobsen, industriale proprietario delle birrerie Carlsberg e fondatore della Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen; John Pierpont Morgan, il grande banchiere americano; aristocratici russi come il conte Stroganoff; lo stesso Giovanni Barracco; gli agenti del Metropolitan di New York; i Rothschild e un collezionista “anomalo” come Sigmund Freud, con il quale ebbe una breve ma intensa frequentazione a Vienna negli anni della prima guerra mondiale, e molti altri le cui collezioni sono oggi nei maggiori musei del mondo o anche disperse alla morte dei raccoglitori. Come archeologo Pollak è oggi ricordato – tra le molte sue scoperte – per aver rinvenuto e riconosciuto il braccio perduto del Laocoonte vaticano, permettendone l’esatta ricomposizione; per aver ricostruito il gruppo di Atena e Marsia di Mirone (l’Atena, già di proprietà del Pollak, è oggi al Liebieghaus di Francoforte); per aver valorizzato la cosiddetta Fanciulla di Anzio, oggi al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo.

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