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Salvini e la ruspa nel campo rom di Carmagnola: “Era la cucina di …

La casa, in precedenza, sarebbe stata occupata da tre persone — Alan D, 35 anni, Elena B., 34, e Piera L., 53, tutti e tre pregiudicati — poi diventate due, diverse, secondo «l’ultimo accertamento, fatto l’anno scorso», spiega il sindaco. Si tratta di Fiorangela L., 70 anni, mamma di Alan, operata di tumore nel 2016 e tutt’ora in cura, insieme all’altro figlio, Francesco, 50, con problemi di tossicodipendenza. In tarda mattina, quando ormai della casa non sono rimaste che due cumuli di macerie, arriva anche la donna: accusa un malore e viene portata al pronto soccorso dell’ospedale di Carmagnola. «Quella casetta fu costruita negli anni Ottanta — racconta Alan, al fianco della madre — e l’abbiamo rimessa a posto diverse volte. Erano 30 metri quadrati: una cucina con dentro un divano letto e un bagnetto. Però c’era troppa umidità, così mia mamma ormai dormiva nella roulotte di fronte». Lui invece, insieme ai due figli, da quasi tre anni è in un appartamento del comune, dove spesso ospita la madre: «Più volte ne aveva chiesta l’assegnazione anche lei, che ha un polmone solo, e che funziona a metà, ma all’assessorato le hanno sempre detto che di liberi non ce n’erano».

Del cinguettio di Salvini gliel’hanno detto gli amici: «Si dovrebbe vergognare: come si fa a esultare per una cosa del genere?». Prima gli italiani, ripete il ministro: «Mia mamma è nata a Pisa, il 25 dicembre del 1947, idem mia nonna, che era di Torino. Siamo italiani da sette generazioni, molto più di altri. Seppur di altra etnia. Ma che senso ha parlare di etnie?» La casa resta pur sempre abusiva: «Vero. Ma perché non facciamo la conta delle case, con piscina o in riva al mare, che sono abusive da sempre? Io da cinque anni ho una piccola impresa di pulizie, lavoro sette giorni su sette, e pago le tasse». Lavorano e pagano anche molti di quelli che abitano nelle case del campo, racconta Luisa, capelli biondi e vestito nero: «Sono tutte abitazioni condonate». Anche se il sindaco è di diverso, e radicale, avviso: «Non entro nel merito, ma si tratta di edifici che non possono essere condonati, perché troppo vicino a un fiume, e su terreno comunale o demaniale». Però, evita slogan: «È una situazione complessa, ogni casa ha la sua storia. L’importante è che tutto si sia svolto nel rispetto delle persone e sicurezza». È stato il tweet di Salvini a complicare tutto: «Avrò ricevuto 200 telefonate». Da giornalisti e colleghi, non dal ministro: «Mica sono in contatto quotidiano, ma il tweet è stato un segno di apprezzamento, anche per la professionalità dell’operazione».Con tale spiegamento era il minimo, a guardare le facce dei Sinti: «Pensavano fossimo terroristi?» Costo delle operazioni di demolizione, sui 30.000 euro. «Che lo Stato non vedrà mai: la signora ha una pensione di 600 euro».

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