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Salute, rivoluzione per i nuclei di cure primarie: nascono gli …

E’ la nuova frontiera dei medici di base: dare assistenza a malati cronici in modo innovativo, puntando sulla prevenzione e su percorsi di cura continuativi nel tempo. “Quando ci siamo messi a discuterne tra i medici del nostro nucleo di cure primarie ci siamo chiesti ‘Perchè?’ e ci siamo dati la risposta che la scelta è tra considerarci un esercito in ritirata o un esercito che va all’attacco delle nuove problematiche per la salute”: è con queste parole che Marco Ragazzini, coordinatore del Nucleo di Cure Primarie Forlì 2 ha annunciato la sperimentazione che dal prossimo mese di marzo sarà attuata nel raggruppamento di medici di base che si trova in viale Risorgimento. “Dobbiamo diventare più bravi ad affrontare le malattie croniche al loro nascere altrimenti ci sarà una massa ingestibile di malati”, spiega sempre Ragazzini.

Con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento dell’aspettativa di vita, le malattie croniche come quelle respiratorie o il diabete, tanto per citarne alcune, diventeranno sempre più frequenti, così come sempre più frequenti saranno li soggetti affetti da pluripatologie, che necessitano di approcci integrati. Per questo anche il medico di base deve modificare la sua strategia. Il nucleo di cure primarie può diventare la base di quest’innovazione, una sperimentazione da fare anche in vista della Casa della salute urbana che il Comune ha posto come obiettivo per le cure non ospedaliere destinate ai forlivesi. Spiega il sindaco Davide Drei: “Con l’aumento della cronicità,  è necessario provare a curare le persone il più vicino possibile a dove vivono, con un presidio di tutto il territorio, quindi nei piccoli comuni ma anche nella periferia della città”. Attualmente le case della salute sono 5 nel Forlivese, mentre la sesta dovrà nascere a Forlì ed in particolare nell’area ex Mangelli, tra via Colombo e via Vespucci. Il progetto è inserito nel piano investimenti dell’Ausl, ma non è ancora finanziato.

In attesa della Casa della Salute urbana, i medici di medicina generale del nucleo 2 hanno deciso di impegnarsi in un progetto che porterà all’ampliamento dei servizi, con nuovi ambulatori e sale d’attesa, passando da 270 a 450 metri quadri. Lo spazio aggiuntivo servirà a 10 medici (verranno accorpati qui i medici che attualmente esercitano la professione al piano inferiore del nucleo), con un bacino di 12.457 forlivesi assistiti. Spiega Stefano Boni,  direttore del Distretto Socio Sanitario di Forlì: “Il nucleo sarà potenziato, creando ambulatori specifici per patologia, aggiuntivi a quelli gestiti dagli infermieri”. Boni spiega che “con i dati di popolazione che sta invecchiando e con una massa di patologie cronache in crescita, bisogna anche far evolvere i nuclei di cure primarie  in cui concentrare i servizi”. E già adesso nel nucleo in viale Risorgimento esiste un ambulatorio per i diabetici, che segue circa 350 persone, mentre l’ambulatorio infermieristico si prepara a somministrare 2.400 vaccini anti influenzali. Con i nuovi spazi – spiega Ragazzini – sarà potenziato ulteriormente l’ambulatorio per i diabetici, ne sarà istituito uno per  la bronchite cronica, munito di spirometro. E poi si guarda ancora più avanti, come spiega il coordinatore del nucleo di medici:  “Sperimentare un ambulatorio per gravità e non per patologia, dato che molte patologie si sovrappongono per i cronici, un ambulatorio quindi per pazienti complessi”. Sarà potenziato anche il personale infermieristico e la segreteria. Lo scopo è quello di sperimentare “modelli funzionanti in vista della Casa della Salute”.

Perchè, aggiunge l’assessore al Welfare Raoul Mosconi,  la Casa della Salute ancora da costruire “non è un’opera di cemento, ma di professionisti della salute”, tenuto conto che “il miglior medico delle malattie croniche è il paziente stesso”. Nella Casa della Salute si prevede di accorpare numerosi servizi che attualmente sono sparsi in città costando all’Ausl affitti passivi. Ma qui troveranno spazio le associazioni per patologia e i ‘Caregiver’, vale a dire chi si occupa a tutto tondo di assistenza sul territorio. Lo scopo, spiega Mosconi, è di portare qui servizi che attualmente si trovano anche all’ospedale, che deve restare invece il nodo per chi ha episodi acuti e gravi.

A finanziare la “rivoluzione” che sarà sperimentata al nucleo di cure primarie 2 è Forlifarma, la società pubblica di gestione delle farmacie comunali, proprietaria dell’immobile di viale Risorgimento in cui si trova il nucleo medico. Anche la farmacia sottostante, la ‘Comunale Zona Iva’ sarà ampliata, come spiega l’amministratore unico Franco Sami: “Con l’ampliamento la farmacia sarà meccanizzata: i farmacisti non dovranno più andare a prendere il farmaco dietro il banco, ma ci penserà il sistema meccanico, con tempi più veloci per servire gli utenti”.

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