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Salute: Riccardi, raddoppiate borse di studio Fvg in medicina

In vista una collaborazione con l’Ente previdenziale dei medici

Grado (Go), 11 ott – “Una collaborazione con l’Ente nazionale
di previdenza dei medici per un contributo alle borse di studio
riservate agli studenti in medicina del Friuli Venezia Giulia,
con, in chiave più allargata, l’auspicio di una definizione delle
politiche statali per il superamento dell’imbuto formativo che
rischia di penalizzare il ricambio generazionale dei medici di
medicina generale“.

Lo ha affermato oggi a Grado il vicegovernatore con delega alla
Salute, Riccardo Riccardi, a margine dell’incontro avuto con il
presidente della Fondazione Enpam, Alberto Oliveti, e le
rappresentanze sindacali regionali di Snami e Fimmg nel corso del
Congresso per Medici di medicina generale.

È stato lo stesso Oliveti a mettere in evidenza una serie di
problematiche che riguardano il settore, tra cui quella
dell’uscita nei prossimi anni di un significativo numero di
medici e della loro problematica sostituzione con le nuove leve.
Il numero chiuso alle facoltà, l’anno previsto per l’abilitazione
professionale e il richiamo occupazionale dei sistemi sanitari di
altri paesi europei sono tra le principali criticità evidenziate.

Lo Stato, come ha spiegato il vicegovernatore, dovrebbe
accelerare le procedure per avere una disponibilità di medici più
immediata. “In questo – ha detto Riccardi – come Regione
investiamo la nostra competenza nelle borse di studio che
nell’anno corrente raddoppieremo (da venti a quaranta) rispetto
al 2017 e, in quest’ottica, un’eventuale collaborazione con la
Fondazione Enpam è una prospettiva di sicuro interesse”.

Nel corso del suo intervento al congresso, il vicegovernatore ha
ricordato la ricostituzione del tavolo in cui si dovranno
rinegoziare gli accordi con i medici di medicina generale. Poi,
tracciando i temi che verranno interessati dalla prossima riforma
della sanità regionale, ha evidenziato la necessità di superare
le criticità dei Centri di assistenza primaria (Cap) “che, di
fatto, sono rimasti in buona parte incompiuti”, di ripensare
l’effettiva operatività delle aggregazioni funzionali
territoriali (Aft) e di valorizzare il ruolo dei medici di
continuità che lavorano nelle guardie mediche.

“I medici di medicina generale – ha sottolineato Riccardi
rappresentano un pilastro nel rapporto tra il sistema sanitario e
il cittadino e così sarà ancora di più nel futuro, in
considerazione anche della longevità della popolazione e della
gestione delle cronicità. Il loro lavoro però è pressato da una
serie di regole e da una burocrazia esagerata che rende più
complicata l’erogazione di un servizio primario come la salute.
Il nostro obiettivo, quindi, deve essere quello di aiutare gli
stessi medici a trovare le migliori soluzioni per compiere
quell’essenziale opera di prevenzione e di cura alle persone”.

Infine tornando sul problema del turnover dei medici prossimi
alla quiescenza, Riccardi, sottoscrivendo l’analisi del
presidente Oliveti, ha stigmatizzato il sorgere in altri Paesi
europei di facoltà di medicina “di fatto rivolte agli studenti
italiani esclusi dai test”.

“La risposta sbagliata a un problema reale – ha concluso Riccardi
– che non si può risolvere con le lauree prese all’Università di
Tirana”.
ARC/GG/fc

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