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Salute: Onda, 70% italiane non ha idee chiare su contraccezione d …

Roma, 19 apr. (AdnKronos Salute) – E’ un rapporto “poco chiaro” quello tra le donne italiane e la contraccezione d’emergenza: l’87% è consapevole dell’esistenza di questo “piano B”, ma solo la metà sa che la pillola del giorno dopo va assunta il prima possibile dopo il rapporto sessuale non adeguatamente […]

Roma, 19 apr. (AdnKronos Salute) – E’ un rapporto “poco chiaro” quello tra le donne italiane e la contraccezione d’emergenza: l’87% è consapevole dell’esistenza di questo “piano B”, ma solo la metà sa che la pillola del giorno dopo va assunta il prima possibile dopo il rapporto sessuale non adeguatamente protetto, e 7 su 10 non sanno come agisce. E’ questo il quadro che emerge dall’indagine Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere), condotta da Elma Research su un campione di 757 donne tra i 15 e i 45 anni.
L’indagine ha messo in evidenza” un’informazione piuttosto sommaria e superficiale da parte delle donne sulla modalità di azione della contraccezione d’emergenza: il 70%, infatti, non sa che, per impedire di avviare una gravidanza indesiderata, la pillola agisce ritardando o bloccando l’ovulazione, non avendo quindi effetti abortivi. Solo la metà delle intervistate sa che dalla tempestività di assunzione dipende l’efficacia del farmaco. Meno di 1 donna su 10 è a conoscenza che la ‘pillola dei cinque giorni dopo’ è quella che garantisce maggiore efficacia, e il 20% non ne ha mai sentito parlare”.
Nonostante dal 2015 le maggiorenni possano acquistare i farmaci per la contraccezione d’emergenza senza ricetta medica, dalla ricerca emerge come ancora 1 donna su 3 non sa che è possibile farlo in farmacia e parafarmacia, e il 9% pensa che sia dispensata solo in ospedale; oltre un’intervistata su 2, inoltre, non è al corrente che la prescrizione medica serva solo per le minorenni.
“La mancanza di conoscenza nasce dal fatto che la contraccezione d’emergenza viene poco spiegata dal ginecologo nel corso della visita come una opzione possibile quando altri metodi contraccettivi falliscono o ci si viene a trovare in situazioni a rischio – osserva Rossella Nappi, Università degli Studi di Pavia – È per questo che non si comprende la differenza nel tempo di azione delle due diverse pillole disponibili sul mercato e quanto sia importante invece definirla ‘pillola del prima possibile’. La mancanza di ricetta medica ha cercato di rispondere all’esigenza di una assunzione rapida per garantire l’efficacia migliore”.
Dall’indagine emerge come media e passaparola tra amici e conoscenti siano le principali fonti di informazione, rispettivamente indicati dal 71% e dal 65% delle donne. Sei donne su 10 citano internet come canale informativo, indicato addirittura dall’80% delle intervistate del centrosud. Solo una donna su 4 ritiene importante il ruolo della comunicazione in ambito scolastico. “Purtroppo – aggiunge Nappi – l’informazione ‘fai da te’ genera un utilizzo a volte improprio che non aiuta le donne a vivere sessualità e riproduzione in modo consapevole e le allontana da un reale progetto contraccettivo che andrebbe sempre discusso con il medico”.
“Abbiamo deciso di intraprendere un’attività di informazione sulla contraccezione orale di emergenza, partendo dalle conoscenze emerse da questa indagine – spiega Francesca Merzagora, presidente Onda – che consiste essenzialmente in una campagna sui propri social network con post ‘ad hoc’ e video pillole, accompagnata dalla realizzazione della brochure ‘La nuova mini-guida sulla contraccezione – Focus sulla contraccezione orale di emergenza’ che sarà distribuita negli ospedali del network ‘Bollini rosa’ e scaricabile dal sito ondaosservatorio.it. Questo progetto – conclude – punta a fare chiarezza sul tema, utilizzando strumenti idonei a raggiungere anche le donne più giovani”.

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