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Ristorante assume ma non riesce a trovare personale qualificato

MAROTTA –  Il protagonista di questa vicenda è uno dei locali più noti della riviera  adriatica marchigiana: il ristorante Burro Alici. Lo storico ristorante, conosciuto dai meno giovani con il nome “Bora Bora”, è da mesi alla ricerca di un sous chef e di un sommelier, ma stando a ciò che ci ha raccontato lo chef-patron Ettore Patrignanelli, nessun professionista si è presentato con le competenze richieste.
 
«Ogni anno risulta sempre più difficile trovare professionisti del settore – ci spiega lo chef
Patrignanelli – e questo dovrebbe far riflettere sul “come” oggi i giovani si stiano orientando nel
mondo del lavoro. Stiamo assistendo ad un paradosso storico, un problema difficile da colmare
perché i giovani di oggi non sono più disposti a fare un lavoro sacrificante com’è quello del cuoco o
del sommelier. Inoltre quelli bravi, quelli davvero bravi, decidono quasi tutti di partire per le grandi
città italiane o all’estero.»
 
C’è chi parte per la stagione estiva (e d’inverno richiede la disoccupazione), e c’è chi millanta di
saper fare questo mestiere (senza avere alcuna esperienza)
 
Parlando con lo chef Patrignanelli, scopriamo che il problema della reperibilità del personale
qualificato è molto più articolato rispetto alla prima evidenza. «Oggi, noi ristoratori, assistiamo ad
un problema di difficile risoluzione in quanto molti giovani decidono di rispondere alle inserzioni,
preferendo strutture ricettive stagionali collocate in luoghi ad alto impatto turistico. Questo
permette loro di avere una paga più alta e di poter richiedere la disoccupazione nel periodo
invernale. Altra piaga di questo settore sono i furbetti-millantatori. Parlo di camerieri senza
esperienza e improbabili cuochi che in molti casi non hanno mai cucinato nemmeno a casa loro.»
Il panorama grottesco presentato da Patrignanelli non è, in effetti, una novità per chi lavora nel
mercato della ricerca delle risorse umane. Intervistando diverse agenzie di ricerca e selezione, un
po’ tutti hanno lamentato situazioni sgradevoli per chi queste ricerche le fa “di mestiere”: candidati
accompagnati da fidanzati e parenti, altri con CV con finte competenze, per non parlare di tutti
quelli che si rifiutano di lavorare di sera e durante i weekend. Eppure, in un Paese ad alta
vocazione turistica come l’Italia, da sempre le professioni legate alle attività ristorative rivestono un
ruolo di primaria importanza e rappresentano un buon barometro per capire l’andamento
dell’economia nazionale nel suo complesso.

La storia del ristorante marottese che non trova personale, ricorda vagamente da lontano quella
dell’azienda veneta che non riusciva a trovare forza lavoro. Dopo la pubblicità mediatica però, e
una giornata dedicata al reclutamento, erano giunti migliaia di curriculum. Chissà che la stessa
“fortuna” toccherà al Burro Alici di Marotta.
 

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