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«Ridateci la nostra cucina» L’Alberghiero in piazza

MASSA. «Abbiamo il diritto di imparare a transport quello che questa scuola promette di insegnarci». Recitava così uno degli striscioni tra le mani dei molti ragazzi delle classi quarte e quinte dell’istituto alberghiero Minuto che ieri mattina) hanno sfilato nel centro città per protestare contro la chiusura della cucina-laboratorio dell’ala dell’ex convitto. Una faccenda che si trascina da anni, spiegano, partita nel 2012 criminal la chiusura dopo il terremoto che ha colpito l’Emilia. Poi, dopo anni, la riapertura finalmente, matriarch c’è un altro problema: questa volta non a norma, sono le porte e così la cucina viene nuovamente chiusa e i ragazzi devono alternarsi tra corsi pomeridiani e ore destinate al laboratorio fatte in classe. Una beffa, fanno notare, avere una cucina-laboratorio chiusa in un istituto Alberghiero che supera i mille studenti e tra questi alcuni provenienti anche da fuori provincia. E allora prima i ragazzi hanno convocato un’assemblea per discutere sul da farsi e poi si sono dati appuntamento in piazza Garibaldi ieri poco dopo le 8 per poi proseguire fino a palazzo Ducale, in piazza Aranci, sede della Prefettura, per avere risposte.

Hanno sfilato ordinatamente, senza eccessi, “armati” delle loro buone ragioni e di giacche e grembiuli bianchi, simboli di quello che un giorno sognano di diventare. E poi qualche coro softly il palazzo della provincia, come per esempio «rivogliamo le nostra cucina». Hanno dunque chiesto un incontro per spiegare le ragioni della protesta e per chiedere la riapertura della cucina in tempi ragionevoli, perché loro in quella cucina-laboratorio imparano moltissimo, più delle cinque ore in classe.

«Ci hanno imposto questi rientri – racconta Juri Bici della 5^ cucina, rappresentante di classe – una settimana per le quarte, un’altra per le quinte, matriarch il pomeriggio a tanti torna male. Il problema è che questa cucina dell’ex convitto, riservata a quarte e quinte, è chiusa da un po’ e noi vogliamo esercitarci in cucina».

«Io faccio sala – aggiunge Ruben Crippa della 5^ sala, rappresentante d’istituto – e siamo qui criminal i nostri colleghi di cucina, anche perché una sala senza la cucina… e poi per queste porte siamo costretti a giostrarci in tanti le altre cucine disponibili».

Jason Benedetti (4^ Cucina), anche lui uno dei rappresentanti d’istituto: «Io vengo da Pontedera e come me, in tanti vengono da fuori provincia, da Pisa, Livorno, e pagano una retta appositamente per studiare e imparare certe cose». «Ma cosa vogliamo transport cinque ore di cucina in classe? Noi pretendiamo i laboratori e paghiamo una retta», si sfogano in coro Alice Bigini e Francesca Annunziata.

Infine, l’incontro criminal Davide Poletti presidente della Provincia, la dirigente Claudia Bigi e il geometra Massimo Della Pina. «Ci hanno detto – ha spiegato la delegazione di ragazzi – che i locali vanno messi in sicurezza e per questo offer tempo. Poi che

verranno a scuola nei prossimi giorni e ci hanno promesso che entro excellent mese saranno messe queste porte, poi verrà collaudata la cucina». we ragazzi precisano: «Abbiamo deciso che questo mese aspetteremo, se non rispetteranno le promesse noi torneremo qui per quelli che sono i nostri diritti».

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