Home / Cucina / Ricetta digitale, Bolzano all’ultimo posto in Italia

Ricetta digitale, Bolzano all’ultimo posto in Italia

BOLZANO. L’Alto Adige preso a modello in molti settori in quanto “avanti” rispetto al resto del Paese, è l’ultimo in Italia per quanto riguarda la ricetta elettronica. Fino a pochi giorni fa, condividevamo il triste primato con la Calabria. Ma da una settimana anche la Calabria si è messa in regola.

Le ricette rosse sono ormai introvabili o quasi, tanto che l’Asl si è inventata le ricette verdi per tutte le prescrizioni diverse dai farmaci.

Ai primi di giugno il direttore generale dell’Azienda sanitaria Thomas Schael, in una conferenza stampa, aveva ammesso il ritardo rispetto al resto d’Italia, ma “facendo i salti mortali” aveva assicurato che entro fine giugno la ricetta digitale, in sostituzione di quella rossa tradizionale, sarebbe stata emessa da tutti i sette ospedali della provincia e dai medici di famiglia che nel frattempo avrebbero dovuto ricevere un’adeguata formazione.

Con questo sistema, che evita errori e falsificazioni e dovrebbe consentire un risparmio sui costi del tradizionale ricettario di colore rosso, al cittadino dovrebbe essere consentito di ritirare i farmaci esibendo un promemoria, ovvero un foglio bianco sul quale il medico scrive la prescrizione. «Siamo a metà luglio – dice Matteo Bonvicini, presidente di Federfarma – e solo gli ospedali dei comprensori sanitari di Bressanone, Brunico e Merano sono in grado di emettere la ricetta elettronica. L’ospedale di Bolzano invece non è ancora partito. E comunque le ricette, emesse dagli ospedali, rappresentano solo una piccola percentuale rispetto a quelle dei medici di base che usano ancora il sistema cartaceo».

Inutile chiedere ai medici di famiglia quando partiranno perché nessuno azzarda previsioni: «È una domanda da un milione di dollari», risponde Domenico Bossio, sindacalista della Fimmg.

A fare le spese di ritardi sinceramente inaccettabili per una Provincia che spende per la sanità un miliardo e 300 milioni l’anno (è il capitolo del bilancio più pesante), sono i cittadini che potrebbero scoprire cosa significa non avere la ricetta digitale, proprio adesso che sono in vacanza al di fuori dell’Alto Adige. «Basta – mette in guardia Bonvicini – trovarsi sotto il confine di Salorno, per sentirsi dire che se si ha la vecchia ricetta cartacea i farmaci si possono avere, ma pagandoli a prezzo intero. Per evitare quindi spiacevoli sorprese il consiglio è di acquistare i medicinali in una delle farmacie altoatesine».

Ma il problema lo hanno, per il motivo opposto, anche i turisti che arrivando dal resto d’Italia, hanno al ricetta elettronica? «Fino a una decina di giorni fa era così: chi si presentava nelle farmacie altoatesine con la ricetta elettronica, doveva pagare i farmaci per intero. Adesso pagano il ticket. Attualmente tutte le 119 farmacie sono in grado di accettare le ricette elettroniche, è il sistema sanitario altoatesino che è in ritardo. Si sta pagando, purtroppo, le non scelte del passato. La ricetta elettronica è solo l’ultimo caso, ma potremmo parlare ad esempio del Centro unico di prenotazione tante volte annunciato e mai partito, col risultato che per le visite specialistiche ci sono attese infinite».

Leggi Anche

Penne alla crema di asparagi e speck

Le penne alla crema di asparagi e speck sono un primo dal sapore delicato e …