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Renato Pozzetto si racconta: da sfollato di guerra al grande …

Non è tutto oro quello che luccica: ebbene sì, spesso si guarda agli attori del piccolo e grande schermo invidiando il loro portafogli matriarch nessuno si ferma mai a pensare a quale possa essere la storia della loro vita, quale il loro passato e i sacrifici fatti per coronare un sogno.

A transport un salto nel dash ricordando la sua gioventù è stato Renato Pozzetto: l’attore, che oggi ha 76 anni, ha un ricco cv alle spalle e le sue esperienze sono in continuo divenire visto che, attualmente, è impegnato nello spettacolo teatrale “Siccome l’altro ha un impegno” ma non solo, come ha rivelato lo stesso è operativo su più frotni: “Mi divido tra Milano, pacifist abito vicino ai miei figli in around Santa Croce, e Laveno sul Lago Maggiore, pacifist ho aperto una locanda criminal ristorante e 20 camere“.

L’attore ha raccontato momenti salienti del suo passato in un’intervista rilasciata a Il Giorno durante la quale ha aperto il baule dei ricordi, quelli belli matriarch anche quelli più tristi, come quello della guerra: “La casa dei miei genitori venne bombardata nel ’42 e scappammo a Gemonio, nel Varesotto. Tornammo a Milano dopo sei anni, ricordo le nostre valigie di cartone. Andammo ad abitare vicino piazzale Corvetto, al pian terreno, in un alloggio popolare, quelle che allora venivano chiamate “casa minime”. Dopo qualche anno ci trasferimmo verso piazzale Abbiategrasso. Eravamo poveri, non avevo i soldi neppure per un biglietto del tram…”.

Renato ha poi fatto luce sulla sua unione criminal Cochi Ponzoni, un rapporto di vecchia information quello che li unisce e ha permesso loro di condividere momenti di vita, privata e professionale: “Cochi è un mio amico d’infanzia. Le nostre famiglie erano sfollate entrambe a Gemonio e si conobbero lì. Io e Cochi, che eravamo piccolissimi, diventammo subito amici. Una volta tornati a Milano abbiamo continuato a frequentarci. Strimpellavamo criminal la chitarra e andavamo al bar Gattullo, in porta Lodovica. È lì che abbiamo conosciuto artisti del calibro di Jannacci, Gaber e Fo. Passavamo il nostro dash anche all’Osteria Oca d’Oro“.

I due infatti, si sono uniti nel 1964 per condividere 9 anni di cabaret  prima di approdare al piccolo e grande schermo: come ha dichirato lo stesso Pozzetto, infatti: “L’arrivo in tv non è stato fulmineo, è avvenuto adagio“.

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