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Refettorio Ambrosiano, quando la solidarietà incontro l’alta cucina

Ogni mattina i volontari del Refettorio Ambrosiano, la mensa solidale nel quartiere greco di Milano, gestita da Caritas Ambrosiana, raccolgono, all’interno del mercato ortofrutticolo di Milano, la merce ancora in perfetto stato ma ritirata dalla vendita per ragioni commerciali. Nel giro di poche ore finisce nei piatti delle 90 persone che mediamente la struttura sfama quotidianamente. Salvatore Tropea ha intervistato Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana su come è nato questo progetto.


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R. – Noi della diocesi di Milano abbiamo incontrato Massimo Bottura e Davide Rampello,  che volevano fare un’iniziativa in occasione di Expo riguardo il tema dello spreco. Sicuramente l’Expo avrebbe prodotto grandi sprechi e quindi l’idea era quella di recuperare le eccedenze di cibo prodotte dall’Expo, di cucinarle, di trasformarle in cibo buono con i grandi chef. Naturalmente noi della Caritas ci siamo occupati dell’individuazione del luogo. Abbiamo trovato questo ex teatro del quartiere Greco della periferia di Miliano, lo abbiamo trasformato in una mensa che però ha una caratteristica molto particolare: oltre a mangiar bene, abbiamo anche chiamato a raccolta designer, artisti che hanno riempito questo luogo anche di bellezza. Quindi è un luogo unico, perché c’è un affresco di Enzo Cucchi, c’è un portale di Mimmo Paladino, c’è un’acquasantiera di Gaetano Pesce,… Quindi questa è un po’ l’idea: un luogo solidale che prende il cibo in eccedenza, lo trasforma in cibo buono, ma offre anche bellezza.

D. – Quali sono le altre associazioni coinvolte? Come avvengono le varie collaborazioni?

R. – Abbiamo aperto delle collaborazioni con Sogemi che è l’ortomercato di Milano, Coop Lombardia, due supermercati che continuano dopo Expo a fornirci cibo. Ci sono delle donazioni da parte di alcune industrie. Quindi tutte queste donazioni o eccedenze fanno in modo che il Refettorio Ambrosiano possa andare avanti con questo spirito: partire dalle eccedenze per offrire cibo buono. Naturalmente il cibo è molto di più di quello che serve al Refettorio Ambrosiano; con l’eccedenza serviamo altre mense di Milano, trasformiamo questo cibo, soprattutto il fresco, per poi consegnarlo nelle famiglie attraverso i centri di ascolto.

D. – La nuova legge contro gli sprechi alimentari permetterà di ampliare ulteriormente questo sistema?

R. – Sicuramente va nella direzione giusta, perché dovrebbe semplificare le procedure e favorire realtà come le Caritas presenti in ogni paesino. Noi abbiamo molti centri di ascolto vicini, quindi a km zero con il supermercato, ma magari prima non potevano accedere all’eccedenza di quel supermercato per tutta una serie di regole.

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