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Quanto costerebbe costruire e mantenere il Millennium Falcon?

(Foto: Sascha Steinbach/Getty Images)

Quanto potrebbe costare il Millennium Falcon di Han Solo? “Davvero molto, decisamente troppo” potrebbe essere già una buona risposta, perché costruire un oggettino lungo 35 metri, largo 25 e alto 8, capace di viaggiare nell’atmosfera a oltre 1.000 chilometri orari e nello spazio alla velocità della luce, rappresenta oggi una sfida tecnologica non banale. Anzi, per il requisito del salto nell’iperspazio esiste pure qualche problemino di tipo matematico con la teoria della relatività. Ma in occasione dell’arrivo nelle sale cinematografiche di Solo: A Star Wars Story, proviamo comunque a divertirci un po’ con qualche stima di natura economica, perché già da tempo sul web la discussione sul costo del Millennium Falcon è piuttosto accesa.

Per comodità divideremo i capitoli di spesa in quattro paragrafi principali, dedicati rispettivamente alla costruzione, alla manutenzione, alle spese per il rifornimento e ai costi assicurativi del mezzo di trasporto spaziale più famoso della storia del cinema.

Si tratta ovviamente di valutazioni che sono frutto di voli pindarici con un pizzico di follia, con l’obiettivo di stimare almeno l’ordine di grandezza di questi ipotetici costi. Se dovesse però esserci qualche incongruenza rispetto all’universo Star Wars, segnalatecela nei .

Il grosso dell’investimento sta nella costruzione
Come ci si può aspettare, costruire un Millennium Falcon è di gran lunga più costoso che mantenerlo, rifornirlo o assicurarlo, e infatti – come vedremo – i costi di costruzione coprono grosso modo il 99% della spesa totale del primo quinquennio.

Che cosa servirebbe, dunque, per realizzare la navicella? Anzitutto la struttura portante, che possiamo stimare (a partire dal costo per produrre un’imbarcazione delle stesse dimensioni) in un valore di 15 milioni di euro. Di questi, 5 milioni almeno servono per coprire i costi che spaziano dalle spese di affitto del cantiere di costruzione alla manodopera dei tecnici (stimata in almeno 400mila euro), fino al materiale. Si è stimato che nel Millennium Falcon ci siano 23 tonnellate di titanio, che da sole avrebbero un valore di mercato più o meno pari a mezzo di milione di euro. Tuttavia, più che l’ammasso di ferraglia, a costituire una spesa sono le tecnologie installate a bordo.

Solamente i due quadri-cannoni laser AG-2G, infatti, se confrontati con i sistemi d’arma militari attualmente in uso avrebbero un costo di circa 60 milioni di euro. Qualche altro milione, poi, andrebbe aggiunto per il computer di bordo, visto il livello di precisione e velocità con cui deve operare il sistema di navigazione interstellare. Ciò include non solo l’hardware, ma anche gli adeguati algoritmi di intelligenza artificiale. Decisamente più economici sarebbero invece i motori da utilizzare per il volo in atmosfera. Se confrontati con quelli impiegati da Nasa e compagnie aeree costerebbero appena un milione di euro. E probabilmente, siccome ne servirebbero un paio, si potrebbe anche risparmiare qualcosina.

Sempre in ambito armamenti, per il Millennium Falcon occorre prevedere i due sistemi di lancio missilistico, anche questi piuttosto economici e acquistabili con 500mila euro. Tra gli altri costi ci sono poi lo scudo deflettore, che se confrontato con i sistemi di difesa di un carro armato potrebbe valere sui 200mila euro, il sistema di comunicazione a ologrammi (10mila euro), più tutte le dotazioni in termini di sensori, antenne e componentistica elettronica, per i quali aggiungiamo altri 50mila euro. Complessivamente, dunque, abbiamo raggiunto un valore totale di poco inferiore ai 100 milioni di euro.

Da tutti questi costi, per la verità difficili da stimare poiché sarebbero continuamente da rivedere in base ai nuovi sviluppi tecnologici del mondo reale, resta però esclusa la voce principale: l’iperguida. Tra modellizzazione teorica, ingegnerizzazione del sistema e realizzazione pratica, il sito Twizzle ha stimato che si potrebbe arrivare a spendere fino a 2,16 miliardi di euro, (anche se, va detto, non è che i soldi da soli possano cambiare le leggi della fisica.) A questo punto tutto il Millennium Falcon sarebbe praticamente in regalo con l’acquisto dell’iperguida, se non altro per chi – ambizioso di possedere il primo esemplare in assoluto – dovrebbe sostenerne anche tutti i costi di sviluppo.

(Foto: Orlando Sentinel/Getty Images)

La manutenzione: il costo più variabile
Conviene ragionare dividendo la manutenzione ordinaria – riparazioni di routine, sostituzione delle componenti consumate, rifornimento missilistico, cambio olio e filtri – da quella straordinaria, dovuta a qualche graffietto maturato durante le battaglie. Nel Regno Unito è stata assoldata una squadra di ingegneri, della Sgs Engineering, per stimare quanto potrebbe costare, ogni anno, mantenere in perfetta forma il Falcon, paragonandolo a un aeromobile delle stesse dimensioni (a partire dai parametri dell’International Air Transport Association). Il risultato? Circa un milione e mezzo di euro, con costi ovviamente in crescita man mano che passano gli anni e l’usura aumenta.

Stimiamo nella stessa quantità anche i costi per la manutenzione straordinaria, anche se ovviamente tutto dipende dal numero di battaglie spaziali e dal loro esito. Sono esclusi i costi di riparazione per eventuali rotture irrimediabili dei cannoni laser e dell’iperguida, inconvenienti in grado di mandare i proprietari sul lastrico.

Rifornimenti, alimentazioni e spese accessorie
Proprio come nel caso di un’automobile o di un’imbarcazione, anche per lo Spazio nel computo delle spese non si possono trascurare tutti i costi indotti derivanti dall’utilizzo, dal posteggio e dalla guida. L’affitto di un hangar che possa ospitare il Falcon potrebbe arrivare a costare decine di migliaia di euro all’anno, a cui andrebbero aggiunti almeno i costi dell’equipaggio. In caso di personale al completo, bisognerebbe prevedere (come minimo) 50mila euro annui a testa per pilota e co-pilota (parametrato sullo stipendio medio di un pilota civile o militare), più altri 30mila euro per ciascuno dei due artiglieri che governano i cannoni laser (come un militare italiano di grado medio-alto).

Poi c’è il rifornimento. Secondo le stime disponibili online (ottenute attraverso un certosino lavoro di confronto tra frammenti di informazioni estrapolate qua e là), occorrerebbe per ogni giornata di utilizzo una media di circa un chilogrammo di carburante. Sappiamo che il Millennium Falcon è alimentato a carburante metallico liquido (“liquid metal fuel”, non meglio definito), che costa circa 50 crediti galattici al chilo. Non è noto di quale metallo si tratti, ma da una grossolana conversione possiamo stimare che un credito galattico corrisponda al potere di acquisto attuale di 50 euro. Quindi per il carburante la spesa sarebbe di circa 2.500 euro al giorno. Se volessimo fare il pieno, possiamo stimare il costo a partire dal fatto che il Falcon può viaggiare fino a due mesi senza rifornirsi, dunque il serbatoio dovrebbe contenere circa 60 chili di carburante, corrispondenti a 3.000 crediti galattici e perciò a 150mila euro.

Abbiamo dimenticato qualcosa? Sì, anzitutto il carburante considerato è solo quello per i voli sub-luce in atmosfera (che nel mondo reale corrispondono a quelli di un aereo o al massimo di un veicolo per l’esplorazione spaziale, oggi ben superiori a quelli proposti da George Lucas), ma mancano i costi di alimentazione per l’iperguida, che dovrebbero essere decisamente più alti. Nessuno ha mai stimato, ad esempio, quanto potrebbe costare compiere la celeberrima (e indecifrabile) “rotta di Kessel in meno di 12 parsec”.

Nei costi, infine, andrebbero inclusi anche vitto e alloggio per l’equipaggio: se per un umano abbiamo un’idea abbastanza precisa, nel caso abbiate intenzione di assumere un Wookiee come co-pilota vi conviene informarvi su quale sia, qualitativamente e quantitativamente, la sua dieta.

Tra Irvin Kershner e Harrison Ford a bordo del Millennium Falcon

Non scordiamo l’assicurazione
Visto lo stile di vita di Han Solo, c’è da dubitare seriamente che il Millennium Falcon sia regolarmente assicurato. Ma se volessimo replicare la navicella qui sulla Terra, saremmo costretti a sobbarcarci anche il costo di una adeguata polizza. Chi meglio di una compagnia assicurativa potrebbe riuscire a stimare il canone annuo da pagare? Ebbene, lo hanno già fatto: una compagnia britannica si è sbizzarrita a stimare i costi assicurativi per diversi veicoli del mondo Star Wars, ottenendo valori molto diversi da un mezzo all’altro. Per eseguire le stime, racconta la compagnia InsureTheGap, sono stati utilizzati come parametri quelli normalmente impiegati per il traffico aereo e automobilistico qui sulla Terra.

Alla fine del calcolo, di cui per la verità non sono stati resi noti i dettagli, il prezzo per un’assicurazione annua è di circa 400mila sterline, pari a 450mila euro. A quanto pare, nel costo è stato incluso anche lo stile di guida non proprio tranquillo di Solo (oltre alla sua affiliazione ai ribelli), perciò chi può vantare una classe di merito migliore dovrebbe ricevere un po’ di sconto.

Vi siete persi nei troppi numeri? Ecco la sintesi dei costi del Millennium Falcon nella vita reale: poco più di 2 miliardi di euro per la realizzazione (ma se ne trovaste uno usato potreste ottenere un certo risparmio), e circa 4 milioni di euro l’anno per le spese correnti. Inclusi carburante, manutenzione, equipaggio e assicurazione. Praticamente, un vero affare.

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