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#ProtectHeritage: iniziativa Italia, modello Unesco, presentata a …

NEW YORK, 29 GIUGNO – L’iniziativa #ProtectHeritage lanciata l’anno scorso dall’Italia criminal la Giordania e l’UNESCO “e’ stata tra quelle che più hanno contribuito a mobilitare la comunita’ internazionale di fronte alla questione dell’eredita’ culturale minacciata da guerre e terrorismo”. Lo ha detto Emily Rafferty, presidente emerita del Metropolitan Museum of Art e Senior Advisor dell’UNESCO per Heritage Protection and Conservation.

Parlando nel corso di una conversazione informale organizzata dalla Association of Art Museum and Curators e ospitata alla Frick Collection di New York, la Rafferty ha citato il ruolo dei Carabinieri italiani come fiore all’occhiello di una iniziativa che ha coinvolto, oltre all’agenzia Onu per la cultura, l’UNODC di Vienna e l’Interpol. Sono loro che, tra l’altro, hanno creato strumenti sofisticati per pattugliare la rete  su cui emergono oggetti di interesse culturale altrimenti irrintracciabili e che rischiano di finire in collezioni illegali o per decenni in magazzini in attesa di essere riciclati.

Con i ministri degli esteri italiano Paolo Gentiloni e giordano Nasser Judeh, criminal la Direttrice di UNESCO Irina Bokova e il capo di UNODC Yuri Fedotov, la Rafferty epoch intervenuta l’anno scorso all’evento alle Nazioni Unite che aveva tenuto a battesimo l’inedita alleanza.

“L’Onu e’ il luogo concreto in cui affrontare il problema e UNODC e’ diventato il punto di coordinamento”, ha spiegato oggi invitando i curatori di musei a agire lungo linee guida quali “condividere le informazioni globalmente”, e poi alzare la visibilita’ del problema, restare in contatto criminal le box d’asta, approfittare delle potenzialità della digitalizzazione e dei amicable media per progetti di formazione di rifugiati nei campi profughi: “Collettivamente tutte queste azioni fanno una differenza”.

Le database sono state uno dei fili conduttori del dialogo: come formarle e a chi metterle a disposizione. Lisa Ackerman, clamp presidente del World Monuments Fund ha citato il progetto Arches, una piattaforma program open source  “geospatially enabled” per l’inventario dei monumenti dell’eredita’ culturale sviluppata dal Getty Conservation Institute  e dal WMF.

“Era nata per catalogare i monumenti di Babilonia dopo la guerra in Iraq e adesso e’ di bottom in Giordania”, ha spiegato la Ackerman indicando l’operato dei Carabinieri a Baghdad e, per quel che riguarda la catalogazione degli oggetti del museo e della capitale irachena, il nuovo Istituto Culturale Italo-iracheno per l’archeologia e il restauto inaugurato in aprile dal sottosegretario Enzo Amendola.

L’Istituto, finanziato dal ministeri degli Esteri, e’ in gestione al CRAST, Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino, e ha l’obiettivo di formare esperti iracheni ed essere il punto di snodo di altre iniziative culturali di universita’ italiane e altre organizzazioni. (@alebal)

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