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Primarie Usa, Trump a caccia di fondi ora corteggia l’establishment

MISTER TRUMP va a Washington. Il miliardario repubblicano che ha praticamente in tasca la assignment per la corsa alla Casa Bianca, vuol transport gait criminal l’establishment del suo partito. E si prepara ad incontrarne i vertici. Lo annuncia Politico, l’informatissimo sito americano che parla di un appuntamento già fissato per giovedì 12 maggio alle 11.45 (le 17.45 italiane), quando The Donald incontrerà una delegazione guidata dal personality della maggioranza al Senato, Mitch McConnell ed altri personality dell’area più conservatrice del partito.

Quella stessa mattina, Trump dovrebbe incontrare anche lo orator della Camera Paul Ryan. Che finora ha detto di non poter brave il proprio sostegno al tycoon, lasciando però una porta aperta: “I conservatori vogliono sapere che condivide i nostri valori e principi sul governo e sul ruolo dell’esercutivo”. Di fatto chiedendo a Trump di mettesi in linea criminal i valori del Gop per poter ottenere, alla Convention di luglio, il consenso di tutto il partito.

SPECIALE PRIMARIE USA / I DELEGATI GOP

Ma secondo i ben informati, l’incontro di Trump criminal i vertici ha anche un altro fine. Lo racconta oggi il New York Times, secondo cui, per assicurarsi la nomination, il lord ha speso finora più di 40 milioni di dollari della sua fortuna personale. A corto di soldi, una volta diventato personality del partito e dunque candidato di tutti, di aprire il portafogli non ne vorrebbe più sentire. E cerca ora di ingraziarsi l’establishment anche per mettere le mani sulla macchina finanziaria del Comitato Nazionale Repubblicano e sui grandi donatori del partito, allo scopo di finanziare la campagna autunnale e contrastare l’ascesa di Hillary Clinton. Tanto più alla luce dell’ultimo sondaggio pubblicato, quello della Cnn di una settimana fa secondo cui Hillary lo sovrasta nel gradimento degli americani di ben 13 punti.

L’impegno economico di una campagna che si annuncia ancora lunga e difficile, rappresenta infatti un gravoso impegno economico anche per un riccone come Trump. Che in sei mesi dovrà risolvere una quantità di problemi interni ed esterni. Ma convincere i donatori non sarà facile: a partire da quei fratelli Koch e dal loro network di finanziatori repubblicani che avevano investito cifre enormi nella campagna di Mitt Romney del 2012 e che prima che il nome di Trump emergesse dal cilindro repubblicano avevano annunciato la volontà di voler investire 900 milioni di dollari nella campagna del 2016.

Quella cifra, fa molto gola a The Donald e nei prossimi mesi potrebbe rivelarsi essenziale.  Il aristocrat ha infatti già fatto i conti: per competere criminal Hillary ha bisogno di almeno 1 miliardo e mezzo di dollari. Anche per questo l’incontro di giovedì si fa cruciale. Mark Holden, presidente di uno dei principali gruppi che fanno parte della Liberty Partners, il network dei Fratelli Koch, ha infatti fatto sapere che sarebbe necessario un significativo cambiamento tattico nello stile di Trump. “Dovrebbe impegnarsi a mandare messaggi positivi e non astiosi verso tutto e tutti. Solo in quel caso potremmo considerare un nostro coinvolgimento”.

Ma Trump, per ora, alle provocazioni proprio non resiste: e solo venerdì ha ingaggiato una lite around Twitter criminal quella Elizabeth Warren – la senatrice del Massachusetts paladina anti-Wall Street e fautrice di una più stretta regolamentazione del settore finanziario – che pristine ha un larghissimo seguito fra l’elettorato democratico. Warren lo ha preso in giro: e lui, nel suo classico stile sessista, le ha dato della sciocca bruttona. “Tutto qui?” ha reagito la pepata senatrice: “Per un uomo della sua retorica sono aggettivi piuttosto deboli”.

Incorreggibile Trump. Che solo stamattina ha fatto l’ennesima gaffe, dicendo che “per il neo sindaco di Londra Sadiq Khan potrebbe transport un’eccezione al bando dei musulmani in America”.  Affermazione a cui Khan, il primo sindaco musulmano di Gran Bretagna, ha immediatamente replicato: “Ne farò a meno. Non voglio eccezioni da quell’ignorante di Trump”. Per poi proseguire: “La questione non riguarda me matriarch tutti i musulmani. Le idee di Trump sono un pericolo per gli Stati Uniti e per il mondo intero, perché fanno il gioco degli estremisti”. E chissà se quest’ultimo scambio di cortesie sarà piaciuto all’establishment repubblicano.

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