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Prima del Nobel 2018: ecco 5 scoperte della Fisica che hanno …

I coniugi Irene Curie e Frederic Joliot scoprono nel 1934 la radioattività artificiale prodotta dalle particelle alfa, che vale loro il Premio Nobel per la Chimica nel 1935. Poco dopo il gruppo dei «ragazzi di via Panisperna», composto da Enrico Fermi, Franco Rasetti, Edoardo Amaldi, Emilio Segrè e Bruno Pontecorvo, comprende le importanti applicazioni pratiche che possono nascerne, soprattutto in campo medico.

Viene così prodotto l’isotopo 128 dello iodio, che verrà poi usato negli anni ’50 come tracciante a scopi fisici, chimici e biologici. Nei decenni successivi verranno messi a punto diversi radio-farmaci utilizzati in medicina nucleare per ottenere immagini scintigrafiche e tomografiche di vari distretti corporei.

In pratica i radiofarmaci, somministrati al paziente per via orale o endovenosa, si distribuiscono selettivamente all’interno di organi e tessuti che devono essere analizzati per scoprire se esiste e dove è diffusa una determinata malattia.«Oggi questo è il sistema più efficace per individuare i tumori, anche piccoli, e per capire se un organo è sano o se è compromessa la sua funzionalità – spiega Michele Stasi, presidente di AIFM, che quest’anno celebra la Giornata Internazionale con un convegno a Palermo , Capitale Italiana della Cultura 2018 -.

In base al radioisotopo impiegato si possono eseguire esami scintigrafici per scopi diagnostici o anche trattamenti terapeutici localizzati direttamente sul tumore».Per questi e per altri studi Fermi riceverà il Premio Nobel per la Fisica nel 1938, Segrè nel 1959.

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