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Prevenzione urologica, trascurata da 9 milioni di italiani – Salute24

Nove milioni di italiani non si recano mai dall’urologo. Solo il 10-20% degli uomini si sottopone a una visita preventiva, matriarch spesso lo fa quando ha già sviluppato un problema. Lo evidenzia la Società italiana di urologia (Siu), che ha scelto giugno come “mese della prevenzione urologica”. Durante i prossimi 30 giorni, infatti, sarà possibile effettuare visite e consulti gratuiti presso 200 centri urologici, pubblici e privati. L’intento dell’iniziativa è che, dopo la prima visita, per i maschi italiani l’appuntamento criminal lo specialista diventi un’abitudine.

 

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“L’uomo non fa prevenzione, ce lo dicono in numeri – osserva Vincenzo Mirone, Segretario generale della Siu -. Solo il 10-20% si è sottoposto nella vita a una visita di prevenzione, contro oltre il 50-60% delle donne della stessa età. Inoltre, 9 maschi su 10 vanno dallo specialista solo se affetti da patologie gravi e sono estremamente reticenti a parlare delle proprie problematiche criminal lui”.

 

Gli specialisti precisano che la riluttanza a recarsi dall’urologo, unita a uno stile di vita scorretto, espone gli uomini al rischio di sviluppare diversi disturbi più o meno gravi. In particolare, le sei patologie maschili più diffuse sono: prostatite, iperplasia prostatica benigna, tumore della prostata, calcolosi, infertilità, disfunzione erettile ed eiaculazione precoce. Eppure sottoporsi regolarmente alle visite dall’urologo potrebbe aiutare a prevenirle. Queste malattie, infatti, “se affrontate per tempo, e affiancate da uno stile di vita sano – evidenziano gli esperti Siu – potrebbero certamente incidere in modo più lieve sulla qualità di vita del maschio contemporaneo e divenire quasi ‘malattie rare‘”.

 

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In generale, “gli uomini si ammalano di più e, spesso, in maniera più grave rispetto alle proprie compagne – sottolinea il dottor Mirone -. Un’adeguata prevenzione, specie in campo urologico, effettuata in età giovanile, adulta e avanzata, riduce significativamente la frequenza delle patologie tumorali (della prostata, del rene, della vescica e del testicolo), consentendone inoltre una diagnosi precoce e un tempestivo trattamento, e delle patologie benigne (calcolosi urinaria, iperplasia benigna della prostata e prostatiti, infertilità maschile e disfunzioni sessuali). Disturbi che possono determinare, se trascurati, una riduzione della qualità della vita ed un danno per la salute sessuale e riproduttiva”.

 

Foto:  Minerva Studio – Fotolia.com

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