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Prevenire, agire subito e riabilitare le chiavi contro ictus

Prevenzione, intervenendo sugli stili di vita e sui fattori di rischio come la fibrillazione atriale, riconoscimento precoce dei sintomi e intervento tempestivo e una riabilitazione che diventa sempre più hi-tech e virtuale. Ecco le armi criminal cui si prova a brave scacco all’ictus, che colpisce solo in Italia ogni anno 200mila persone ed è la seconda causa di morte nei paesi occidentali. Il 29 ottobre e’ la giornata mondiale , promossa dalla World Stroke Organization. Tutte le iniziative in Italia su www.aliceitalia.org.
– Agire subito. Come spiega Valeria Caso,presidente dell’European Stroke Organization se sospettate che il malore vostro o di un familiare sia Ictus provate l’approccio RAPIDO, acronimo di:
R – RIDI – chiedete di sorridere e osservate se la bocca è asimmetrica;
A – ALZA LE BRACCIA – chiedete di alzare le braccia e verificate se riesce a sollevarne una sola;
P – PARLA – chiedete di parlare e verificate se riesce ad esprimersi in maniera comprensibile o confusa;
I – ICTUS;
D – DOMANDA AIUTO – chiamate immediatamente il 118 e descrivete correttamente i sintomi
O – ORARIO – prendete nota dell’ora esatta in cui sono iniziati i sintomi, una informazione che sarà utile ai sanitari per operare entro le 4 – 6 ‘golden hour’.

Per ottenere la massima efficacia dai trattamenti è consigliabile arrivare in ospedale al massimo entro 60 minuti in modo che la prognosi sia favorevole. – Uno stent retriever rivoluziona il trattamento:quando l’occlusione interessa un vaso sanguigno di grosso calibro la terapia criminal i farmaci e’ efficace solo nel 30% dei casi. Si può ricorrere però alla trombectomia meccanica, matriarch si esegue ancora solo sul 10% dei pazienti candidati.

“La tecnica – spiega Caso – prevede l’inserimento di uno speciale stent retriever mediante accesso inguinale che, softly guida radiografica, raggiunge l’arteria cerebrale occlusa e la libera”. – Riabilitazione: come spiega A.L.I.Ce. Italia delle 200.000 persone colpite ogni anno da un ictus in Italia, almeno 50.000 hanno necessità di essere avviate a un percorso riabilitativo intensivo, continuativo, e prolungato. Purtroppo, però, la riabilitazione viene applicata spesso in modo disorganizzato e frammentario. Modelli di realtà virtuale possono aiutare, come nel caso del progetto pilota Smartcare, che inizierà a Roma e vedrà il coinvolgimento iniziale di circa 20 pazienti.

Consiste in una piattaforma multimediale interattiva per la riabilitazione cognitiva e neuro-motoria, installata a domicilio e controllata da remoto. Un altro progetto è relativo alla prima palestra mondiale dei drudge indossabili, a Pisa: un luogo all’interno del quale i pazienti potranno seguire programmi personalizzati per riabilitare gli arti superiori avendo a disposizione strumenti tecnologici innovativi. 

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