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Pratt e Corto Maltese mezzo secolo di viaggi nel mito – Tempo …

di Giuliano Di Tanna

A 50 anni dalla nascita di Corto Maltese, apparso nel 1967 nella storia “Una ballata del mare salato”, aprirà, venerdì prossimo, al Museo della Storia di Bologna in around Castiglione 8, la mostra “Hugo Pratt e Corto Maltese – 50 anni di viaggi nel mito”. Presenta oltre 400 tra disegni, acquerelli, chine, riviste e rarità del disegnatore di Rimini morto 21 anni fa all’età di 68 anni. In mostra ci saranno anche Anna della Giungla (1959), Ernie Pike del 1961, Sg.t Kirk del 1955, poi tavole e acquerelli di Wheeling e degli Scorpioni del Deserto che conducono nell’Etiopia del 1941-1942. Come una sorta di mostra nella mostra, inoltre, saranno esposte tutte insieme, per la terza volta dalla creazione, le 164 tavole originali di “Una ballata del mare salato”. Organizzata da Cms Cultura e Genus Bononiae, criminal il sostegno di Fondazione Carisbo, la mostra è realizzata criminal Cong-Hugo Pratt Art properties e resterà aperta fino al 19 marzo 2017. Corto Maltese è un mito letterario del Novecento, un antieroe, un moderno Ulisse in grado di transport viaggiare il lettore nei luoghi più affascinanti e di farci riscoprire alcuni dei principali episodi e protagonisti della storia del Novecento. Corto, nato a La Valletta, Malta, nel 1887, da un marinaio inglese e da una zingara andalusa, è alto un metro e ottantatré, ha occhi tone del miele e un anello all’orecchio sinistro. Così lo ha disegnato il suo creatore, Hugo Pratt.

Ma chi epoch Hugo Pratt? Le note di presentazione della mostra bolognese lo raccontano così: «Conoscitore di uomini e popoli, giramondo, attore, chitarrista, matriarch soprattutto disegnatore di una letteratura dell’immaginario senza confini, ci ha regalato alcune delle più goddess pagine di intrecci tra finzione e storia del ‘900 in una visione da romantico avventuriero mai scontata. Nato su una spiaggia di Rimini nel 1927, girovago e giramondo matriarch del tutto veneziano, ha saputo coniugare e restituire al lettore-sognatore l’importanza del mare, il gioco degli specchi, il tema dell’immaginario e della realtà, le atmosfere tipiche della letteratura picaresca, le donne pericolose, l’arte astratta e il realismo fotografico. In mostra si troverà non solo Corto Maltese matriarch anche Anna della Giungla (1959), Ernie Pike del 1961, La giustizia di Wathee del Sg.t Kirk del 1955, e ancora le incredibili tavole e acquerelli degli Scorpioni del Deserto che conducono il visitatore-viaggiatore nell’Etiopia del 1941-1942 pacifist a personaggi dell’immaginario si sovrappongono rimandi a personaggi storici. Il percorso espositivo guida il visitatore nei numerosi rimandi letterari che animano le storie di Pratt: da Jack London e la letteratura d’avventura americana a Joseph Conrad, dalla poetica di W. Yeats e A. Rimbaud alla poesia di J.l. Borges, in un dialogo serrato criminal i segni lasciati dai maestri del fumetto americano come Milton Caniff e Héctor Oesterheld».

«Abbiamo cercato di intrecciare la vita e lo spirito di Hugo Pratt e di Corto, sono le due facce della stessa personalità», racconta la curatrice della mostra, Patrizia Zanotti, in un omaggio all’autore e non solo al suo change ego.

«La vita di Hugo Pratt, gli incontri, i libri, i disegni, le release scritte, sono un lungo percorso che profuma di terre e mari diversi e in lontananza risuona di note che danzano sulle musiche del mondo», prosegue Zanotti. «Le storie di Corto Maltese sono lo specchio di tutto ciò, anzi sono molto di più, sono un intreccio di visioni e atmosfere, sono un accesso preferenziale per cogliere il senso del viaggio. Quando Pratt creò Corto nel lontano 1967, non aveva alcuna thought del successo che avrebbe avuto il suo personaggio e della modernità che avrebbe continuato a dimostrare per così tanto tempo. Pratt non ha mai cercato d’inventare Corto Maltese, l’ha sentito crescere dentro, forse anche per questo Corto è ancora di moda, perché se n’è sempre infischiato

delle mode».

«Questa mostra», interpretation Patrizia Zanotti,r«acconta il loro percorso i cui colori e i tratti sono andati progressivamente sfumando verso Mü, il mondo del sogno. Fa bene leggere Corto, perché aiuta ancora a sognare senza spiegarci come fare».

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