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Prato: sequestrati 500 capi di abbigliamento per etichettatura …

Evasione fiscale e contrabbando: denunciate 7 persone

Si occultava dietro 3 ditte individuali riconducibili ad altrettanti soggetti cinesi, c.d. “prestanome” per importare migliaia di metri lineari di tessuto in contrabbando, per una evasione dei diritti di confine calcolati in circa 2 milioni di euro. Il tutto avvalendosi della consulenza di un contabile, di nazionalità italiana, che avrebbe agevolato le condotte criminali decidendone strategie aziendali e modalità di esecuzione. Ad essere finita al centro di una indagine del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Prato una società di capitali operante nel settore del taglio di tessuti e riconducibile a 4 soggetti – 3 cinesi ed 1 italiano – i quali, sfruttando l’interposizione fittizia delle 3 attività “apri e chiudi” nonché un articolato sistema di emissione ed utilizzo di false fatturazioni, riuscivano ad importare illegalmente dalla Cina e dalla Corea migliaia di metri lineari di tessuto in contrabbando, in parte rinvenuti e sequestrati dalle fiamme gialle all’interno di 2 capannoni ubicati nelle zone di Tavola e Macrolotto gestiti ufficialmente da 3 cittadini, di origine cinese, risultati essere dei c.d. prestanome. Un’indagine avviata a seguito di uno dei tanti controlli eseguiti unitamente all’USL di Prato per riscontrare la sicurezza dei luoghi di lavoro alla quale ha fatto seguito un’attività di polizia giudiziaria, delegata dalla locale Procura della Repubblica ed una di polizia amministrativa, entrambe concluse in questi giorni con la denuncia di 7 soggetti per il reato di emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per 2 milioni di euro circa, contrabbando, e fittizia attribuzione a terzi di denaro, beni e altre unità.

Personale dell’Unità Operativa Commerciale Amministrativa e Anticontraffazione della Polizia Municipale ha posto sotto sequestro amministrativo circa 500 capi di abbigliamento, costituiti da pantaloni, maglie, pigiami e giubotti, posti in vendita all’interno di un negozio di via Pistoiese, gestito da C.P. cittadino cinese di anni 25. Dopo accurate verifiche eseguite su tutta la merce presente all’interno dell’esercizio, gli agenti di piazza Macelli hanno individuato infatti irregolarità relative all’etichettatura dei prodotti. In particolare i capi di abbigliamento che sono stati sequestrati erano sprovvisti dell’etichetta con le indicazioni relative alla composizione delle fibre tessili, come previsto dal regolamento CE 1007 del 27 settembre 2011, nonché delle informazioni obbligatorie in lingua italiana destinate ai consumatori, compresa l’indicazione del produttore o dell’importatore, come previsto dal codice del consumo del 2005. Le verifiche da parte della Polizia Municipale sulla contraffazione rappresentano una costante dell’attività svolta soprattutto nell’ottica della tutela del consumatore finale che, come in questo caso specifico, può essere particolarmente colpito dagli effetti nocivi dei prodotti posti in vendita. Alla titolare sono state contestate le relative violazioni amministrative in attesa dei successivi atti da parte della locale Camera di Commercio, autorità competente per la specifica materia. La merce sequestrata è stata depositata nei magazzini della polizia Municipale.

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