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Potenza, San Valentino in piazza per la campagna “Questo non è amore”

In Basilicata il 40% delle donne tra i 14 e i 65 anni nel corso della vita ha subito molestie sessuali o ricatti a sfondo sessuale, di cui l’11,3%  sul posto di lavoro. È la fotografia scattata dall’Istat sulla violenza sulle donne in Italia. I dati sono stati diffusi  a ridosso della campagna della Polizia di Stato finalizzata alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere.
Per tutta la giornata di oggi, in occasione di San Valentino, un camper informativo ha presidiato piazza Mario Pagano a Potenza come in tante altre città italiane per fornire informazioni  utili e agevolare un contatto diretto con le potenziali vittime, permettendo l’emersione del sommerso e offrendo loro il supporto di un’équipe multidisciplinare composta da operatori della Polizia di Stato specializzati. 

“Il problema del dato – sottolinea la presidente della Commissione regionale Pari opportunità Angela Blasi – è che non è reale,  non tenendo conto del sommerso. Tante infatti sono le donne che ancora non denunciano. In questo senso le iniziative che mettono in rete le forze dell’ordine con gli organismi che si occupano di violenza di genere hanno valore aggiunto”.

Un problema, quello del sommerso, confermato anche dalla questura di Potenza. Molte le donne che non denunciano per paura, specie se i maltrattamenti avvengono tra le mura domestiche e ci sono figli minorenni. Sarebbero questi i casi più difficili da rintracciare e in cui intervenire. Tuttavia,  ricordano le forze dell’ordine, anche una semplice segnalazione in questura in forma anonima può permettere di avviare le indagini. È quello che successo, per esempio, a una donna del capoluogo in gravidanza, vittima di maltrattamenti da parte del compagno. È stata grazie alla segnalazione esterna che è partita l’indagine la quale ha portato all’arresto dell’uomo ad agosto dello scorso anno.

Diverso per il reato di stalking, in crescita in quanto sono aumentati i casi di denuncia. Gli atti persecutori possono essere trattati da un punto di vista legislativo con l’ammonimento che consente alla polizia di intervenire in tempi  brevi rispetto all’iter investigativo. Il questore ammonisce la persona accusata di atti persecutori di adottare comportamenti

più consoni. Se ciò non avviene, si provvede all’arresto.

Da un lato la prevenzione, dall’altro tutto ciò che riguarda il dopo denuncia. Il problema maggiore sul territorio, secondo la polizia, sarebbe il numero insufficiente di centri antiviolenza. È allora, infatti, che la donna ha bisogno di maggiore aiuto, trovandosi spesso nelle condizioni di doversi trovare un posto in cui andare a vivere, un lavoro e un sostegno economico.
 

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