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Pillola del giorno dopo: ecco come funziona

contraccezione d'emergenza

Ancora tanti i falsi miti e i luoghi comuni sulla contraccezione: con 200 domande e risposte la Società Medica Italiana per la Contraccezione chiarisce i dubbi di donne e ragazze

C’è la ragazza che chiede aiuto perché si è rotto il preservativo durante un rapporto sessuale, quella in ansia che non è riuscita a prendere la pillola del giorno dopo, ma anche quella che si domanda se tossendo può aver sputato la pillola contraccettiva. Sono tantissime e ben assortite (più di 200) le domande raccolte dalla Società Medica Italiana per la Contraccezione in un libricino scaricabile sul sito mettiche.it, progetto nato 6 anni fa con l’obiettivo di colmare il vuoto d’informazione sulla contraccezione d’emergenza che attraversa trasversalmente tutta la società.

Le autrici delle domande, che rimangono anonime, sono ragazze preoccupate, spesso in ansia, ma anche donne confuse, che nonostante l’età adulta hanno ancora tanti dubbi su sesso, concepimento e contraccezione. Grazie all’intuizione del professor Emilio Arisi, presidente della SMIC e ideatore del progetto, le domande sono rimaste nella loro forma originaria, con gli errori di battitura e il flusso di coscienza dettato dall’agitazione. «Molte possono far ridere, tipo quella che chiede “Ho avuto rapporto non protetto 7 mesi fa, posso essere incinta?”, ma in realtà riflettono l’ignoranza e la disinformazione della popolazione italiana sui temi della sessualità e della contraccezione» spiega Arisi.

Nonostante l’educazione sessuale sia obbligatoria in tutti i Paesi dell’Unione Europea dal 2013, l’Italia rappresenta un’eccezione e non ha ancora nessuna legge in materia. A parte alcune iniziative organizzate in modo autonomo dalle scuole, soprattutto con l’aiuto dei consultori, la maggior parte dei ragazzi non ha accesso a un’educazione sessuale e a una sensibilizzazione adeguata sul tema della contraccezione. «Alcuni sostengono che la colpa sia totalmente delle famiglie perché i genitori non affrontano questi temi con i figli – spiega Arisi – ma io penso che il dovere di svolgere educazione sessuale appartenga al sistema scolastico. Anche in famiglia sarebbe bene parlarne, ma non è accettabile che nelle nostre scuole non ci siano insegnamenti di questo tipo». Per fare qualche esempio, in Olanda si inizia dai 4 anni con lezioni sul corpo umano, la nudità e le differenze tra uomo e donna, mentre in Francia la prevenzione dell’Hiv e l’educazione sessuale sono inseriti in modo massiccio in tutte le scuole, dalle elementari in poi.

«La maggior parte delle domande che ricevo nascono dalla paura di una gravidanza indesiderata e spesso sono condite da informazioni distorte e fantasiose riguardo ai metodi contraccettivi e alla contraccezione d’emergenza» sottolinea Arisi, che da quando ha dato vita al sito mettiche.it fornisce quotidianamente risposte rapide e affidabili alle utenti. Per quanto riguarda la contraccezione d’emergenza, le cose sono molto cambiate negli ultimi due anni, cioè da quando la cosiddetta pillola del giorno dopo, a base di Levonorgestrel (LNG), e quella dei cinque giorni dopo, a base di Ulipristal acetato (UPA), sono acquistabili senza prescrizione medica dalle maggiorenni. Secondo i dati, la pillola a base di UPA ha un’efficacia maggiore rispetto a quella a base di LNG. Perché? «Cambia la sostanza, quindi cambia l’azione – spiega l’esperto – l’LNG riesce a spostare il momento dell’ovulazione di qualche giorno, ma solo se questa non è imminente. Il limite di questa sostanza è che agisce finché alcuni ormoni che accompagnano l’ovulazione, in particolare l’ormone luteinizzante LH, non iniziano a salire. L’UPA, invece, è in grado di bloccare o spostare l’ovulazione di alcuni giorni anche se questa è imminente, cioè anche quando la salita dell’ormone LH è già cominciata. In entrambi i casi, se l’ovulazione è già in corso, non c’è alcuna possibilità di bloccarla!».

Nonostante la pillola a base di LNG venga chiamata pillola del giorno dopo e quella a base di UPA dei cinque giorni dopo, per entrambe vale una grande unica regola. «Prima vengono assunte meglio è: possibilmente nelle 12 ore successive al rapporto sessuale a rischio» sottolinea l’esperto. «La probabilità di evitare la gravidanza diminuisce con il passare delle ore, ma è buona fino al terzo giorno. Dopo il terzo giorno, l’LNG non agisce più, mentre l’UPA agisce un minimo anche nel quarto e quinto giorno, ma con una differenza di efficacia colossale rispetto alle prime 24 ore». Se una ragazza è maggiorenne può tranquillamente ottenere queste pillole in farmacia senza prescrizione, mentre se non ha ancora compiuto 18 anni ha l’obbligo di fornire la ricetta. Dove reperirla? Al pronto soccorso di un ospedale, dalla guardia medica, al consultorio oppure dal medico di famiglia.

Una volta assunta la contraccezione d’emergenza, un altro grande dubbio che attanaglia le donne è se la pillola avrà funzionato. Per saperlo, è inutile fare test di gravidanza a ruota nei giorni successivi all’assunzione perché «devono essere passate almeno 3 settimane dal rapporto a rischio oppure una decina di giorni di ritardo del ciclo perché un test possa risultare attendibile – sottolinea Arisi – così come non ha nessuna rilevanza clinica andare precocemente al consultorio per fare degli esami».

Giulia Masoero Regis

 

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