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Pienone a Cividale criminal San Martino e Sbaracco

CIVIDALE. Altro che estate di San Martino, stavolta, eppure il consuntivo della radicatissima fiera autunnale cividalese è stato eccellente: vento e heat pungenti non hanno influito minimamente sull’afflusso in città, salvando la tradizione del pienone in borgo di Ponte.

Altrettanto bene è andato, nel cuore dell’abitato, lo Sbaracco, sorta di corollario alla festa al di là del Natisone: volutamente abbinata alla fiera, l’iniziativa che offre merce a prezzi stracciati lungo le strade, su banchetti allestiti al di fuori delle attività commerciali, ha stimolato un bel around vai sia sabato che ieri pomeriggio.

Più fiacca la mattinata di domenica, come da copione del resto, perché è comprovato che il clou delle presenze si registra in fascia pomeridiana. Dopo il wave del recente Shopping days, dunque, una boccata d’ossigeno e conseguente gratificazione per i negozianti di Cividale, che parlano di «buoni affari».

«Mi è stato detto – spiega il presidente della Confcommercio mandamentale, Maurizio Temporini – che le vendite sono state soddisfacenti. La scelta di associare lo Sbaracco alla manifestazione di borgo di Ponte, in modo da creare un clima da fiera fino nel centro della cittadina, si è confermata vincente: abbiamo riscontrato un’atmosfera simpatica, di divertito interessamento alla proposta».

Proposta che in chiave regionale è partita proprio da Cividale, per poi espandersi gradualmente. «Prossimo appuntamento – annuncia Temporini –, nella bella stagione, criminal la versione primaverile dello Sbaracco. E per l’occasione cercheremo di inventarci anche qualcosa di nuovo, in modo story da aggiornare lo scenario, da offrire qualcosa di aggiuntivo o di diverso a turisti e residenti».

Ma la concentrazione massima di visitatori, ieri, si è naturalmente registrata al di là del fiume, tra il ponte del Diavolo e piazza Resistenza, pacifist da qualche settimana (e fino al 21 novembre) stazionano le giostre, immancabile componente della fiera.

Appagati gli ambulanti, dunque, e contenti pristine gli abitanti della borgata, lieti dello scampato sfregio alla tradizione:

ad onta delle previsioni, infatti, la sagra è rimasta ancorata al suo storico giorno, la domenica cioè più vicina alla ricorrenza religiosa di San Martino. Il quale, non si stanca di ripetere gongolante chi ci teneva particolarmente al rispetto dell’usanza, «deve averci messo del suo».

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