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Perfetti sconosciuti in cucina: anche il cibo diventa social

Le stime parlano di oltre 7 mila cuochi social in Italia. E il social eating risulta quindi essere una tendenza in crescita. Ecco come, nell’era della tecnologia, anche il cibo diventa social, cosi come il cuoco. Aprire la porta non ai propri amici o parenti ma a perfetti sconosciutiè la nuova frontiera della ristorazione, come conferma VizEat, piattaforma di social eating leader in Europa che fa leva sulla passione per il cibo. Ecco quindi molti iscritti prepararsi ad imbandire le tavole per ogni tipo di pasto, dalla colazione al pranzo passando per la cena, il brunch o per l’ora del tè, tenendo conto di ogni esigenza alimentare e andando così incontro a chi ama la cucina vegetariana, organica, vegana, kosher senza dimenticarsi dei celiaci.

La piattaforma è un vero e proprio ponte che mette in contatto viaggiatori e host locali, offrendo ai primi la possibilità di sedersi a tavola e conoscere una destinazione attraverso i consigli di persone del luogo e, ai secondi, l’opportunità di incontrare viaggiatori di tutto il mondo rimanendo comodamente a casa propria. A Roma la proposta è la cena con lo psicologo, con serata che diventano vere sedute di psicoterapia mentre si assaporano deliziosi piatti, oppure ci sono gli incontri con le sorelle BennyBula, che condividono le serate a tavola con degli sconosciuti provenienti da ogni parte del mondo. Oltrepassando l’oceano c’è Damira, che porta a New York un po’ di Uzbekistan in una delle città più multietniche del mondo.

In Grecia c’è invece Jeffrey, uno scrittore freelance che, da Londra, si è trasferito ad Atene: la passione per i fornelli ha portato lui, il primo Host inglese ad iscriversi a VizEat, a fare tesoro di quest’opportunità per incontrare, conoscere e per avere qualche scambio di veduta con persone nuove. Tra le tante esperienze del social eating si possono scegliere anche i corsi di cucina, come imparare a fare la pasta o la pizza, che in Italia sono ovviamente molto richiesi. Il prezzo medio per un pasto è di 25 euro, ma sono disponibili menu anche a soli 5 euro. Ecco come le case, le terrazze, i giardini si trasformano in veri e propri ristoranti dove gli appassionati padroni di casa propongono agli ospiti le proprie specialità: i semplici avventori sono quindi trattati come amici personali, anche se paganti. Nell’era del web 2.0 si fa sempre più largo il social eating, grazie anche ai prezzi concorrenziali e alle alte probabilità di mangiare bene visto che l’organizzatore di solito è un appassionato di gastronomia che gioca a fare il piccolo chef.

 

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