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Per Villa Celestina un museo d’arte del Mediterraneo

CASTIGLIONCELLO

Dopo l’idea di farne una Casa del cinema, ecco un’altra proposta di utilizzo di Villa Celestina: fare della villa un museo delle arti legato alla cultura del Mediterraneo. Un progetto che è stato (ri)scoperto durante l’incontro “W Rosignano viva” che si è tenuto a Rosignano Marittimo nei giorni scorsi: ne ha parlato Luca Faccenda, direttore artistico della National Gallery Italia e castiglioncellese Doc. Faccenda, che ha all’attivo decine di mostre e pubblicazioni d’arte, il progetto per Villa Celestina lo aveva maturato già alla fine degli anni ’90 quando per conto dell’amministrazione comunale – sindaco Gianfranco Simoncini, assessore alla cultura Nicoletta Creatini – ha allestito numerose esposizioni dedicate all’arte contemporanea africana, islamica, dei Paesi del Mediterraneo.

«Era il 1996 – racconta Faccenda a Il Tirreno -: l’allora sindaco di Rosignano Simoncini e l’assessore alla Cultura Creatini, con la quale avevo un bellissimo rapporto perché aveva davvero la capacità di vedere il futuro, mi fecero allestire delle mostre d’arte contemporanea. All’epoca dirigevo il Polimoda e avevo già una collezione importante di arte africana che avevo raccolto nei miei viaggi per il mondo e grazie ai contatti con le maggiori Università. A Cecina era in corso un primo meeting contro il razzismo. Simoncini mi chiese di organizzare una mostra d’arte africana. Esordii con “Africa nera, cuore rosso”, dei maestri contemporanei africani; poi proseguimmo con “Islamabad”, “Autore donna”, “La città proibita”… »

«Io sono di Castiglioncello e da bimbo mi portavano a ballare a Villa Celestina… – racconta ancora Faccenda – così mi venne in mente la possibilità di collocare in questo bellissimo locale sul mare un museo e una biblioteca, nel senso dinamico del termine, di artisti contemporanei del Mediterraneo. Una biblioteca per l’arte. Avevo contatti con diversi musei, da Alessandria d’Egitto a Barcellona a Instabul, che erano interessati alla proposta; io avrei donato una collezione permanente. Ma non se ne fece di niente. Oggi leggo che il Comune non ha 70mila euro per pagare l’affitto al Demanio e che la villa potrebbe finire in mani private. Ma con i biglietti delle mostre i soldi si otterrebbero facilmente. Basti pensare al museo d’arte contemporanea della Villette, nei sobborghi di Parigi, che ha 80mila visitatori al mese..» Dunque una proposta ancora valida.

Il progetto piace a Claudio Marabotti: il cardiologo, autore di studi epidemiologici legati all’inquinamento, era presente al dibattito come relatore. «Leggo di un progetto molto interessante – dice -: fare della Villa un centro culturale legato al cinema. Ma non è l’unica idea. Nel corso dell’incontro, Luca Faccenda ha rivelato che anni fa aveva già pronto un progetto meraviglioso: fare della

Villa la sede di un museo delle arti legato alla cultura del Mediterraneo. E allora non è tanto questione di carenza di idee, quanto di carenza di volontà o impegno. È evidente che debba essere dato spazio a queste idee e che Villa Celestina debba restare assolutamente pubblica». —

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