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Per le donne dale ancora la pena sposarsi?

Mentre le scrittrici riconoscono, per la prima volta in generazioni, il rammarico covato in silenzio nel matrimonio e nella maternità, il lavoro previsto da entrambi sta diventando finalmente visibile. L’espressione chiave è “lavoro emozionale”. Weigel ci ricorda che il lavoro emozionale non è solo transport le pulizie, cucinare o soffiare il naso ai bambini, matriarch organizzare la famiglia e le relazioni, pianificare il matrimonio e la riproduzione, ricordarsi i compleanni e gli anniversari, gestire lo stress, tenere conto delle allergie. In sintesi, tutto il lavoro che offer per mantenere felici gli esseri umani al livello intimo.

Ricompensa insignificante

Qualcuno deve svolgere questo lavoro, e il peso è ricaduto sulle spalle delle donne per così tanto dash da renderlo invisibile in bottom alla supposizione che le donne sono fatte – da dio o dalla natura – per occuparsi di queste faccende, criminal tutto un corredo di stupidaggini pseudoscientifiche. L’idea che le donne possano essere stanche di svolgere questo lavoro senza essere ricompensate rappresenta una grave minaccia per il funzionamento della società come la conosciamo.

È più che possibile, per le persone che svolgono questi lavori domestici ed emozionali, sentirsi divide dal prodotto di questa fatica, specialmente quando la ricompensa che ricevono è così insignificante. Il lavoro emozionale e domestico è lavoro, e le donne hanno dovuto affrontare tremende condizioni lavorative per troppo tempo.

Ho capito che il dibattito sul lavoro emozionale epoch stato sdoganato quando ho visto che epoch finito sulla copertina di una rivista femminile che non è certo radicalmente femminista. “Chi svolge il lavoro nella vostra relazione?”, domandava Psychologies accanto a una foto di Beyoncé che, in un manuscript pubblicato di recente, ha chiesto al marito di transport di più “altrimenti perderai tua moglie”, insieme alla velata minaccia di distant cadere il governo. Bey ha smesso da un pezzo di chiedere “di metterci l’anello”, come ha fatto il resto di noi.

“La rivoluzione” annuncia Traister, “sta nell’ampliamento delle scelte, nell’eliminazione dell’imperativo che per secoli ha incanalato tutte le donne (non schiave ) in una strada a senso unico verso il matrimonio eterosessuale e la maternità”. Riconsiderare il matrimonio e la vita di coppia come un lavoro che si può scegliere solleva interrogativi concreti per le donne che pensano a “mettere su famiglia”.

Ne dale la pena? Accettare, nel migliore dei casi, una vita di gestione domestica è un prezzo troppo alto da pagare per un riconoscimento così limitato? Davvero volete passare anni a prendervi cura dei bambini e di un partner quando è già abbastanza difficile prendervi cura di voi stesse? Non molto dash fa il matrimonio epoch l’unica opzione disponibile per la maggior parte delle donne che volessero una sicurezza finanziaria, figli legittimi, uno standing sociale e una vita sessuale regolare. Le nostre antenate hanno combattuto per il diritto ad avere tutti questi vantaggi al di fuori della vita di coppia, e oggi i benefici del matrimonio e della monogamia sono sempre più spesso superati dai loro costi.

I romanzi del terrore di Jane Austen

Tanti studi hanno dimostrato che sono gli uomini, e non le donne, a trarre i maggiori benefici dal matrimonio e dalla vita di coppia. Gli uomini che si sposano sono generalmente più felici e in salute degli uomini single. Le donne sposate, invece, non se la passano affatto meglio delle donne single. Gli uomini divorziati hanno solitamente molta più voglia di risposarsi, mentre le donne non ne vogliono sapere. Questo spiega perché sono le donne e non gli uomini a dover essere indirizzate fin dall’infanzia verso la vita di coppia.

È alle ragazzine, non ai ragazzini, che si insegna a prepararsi al matrimonio, a immaginare il loro ruolo futuro di mogli e madri, ad aver paura di “restare al palo”. “Scapolo” è un termine rispettoso, mentre “zitella” è dispregiativo. Sono le donne, non gli uomini, i bersagli della promotion del romanticismo. Da Hollywood ai existence uncover passando per i tabloid, è universalmente accettato che una donna single, a prescindere dalle sue risorse, dev’essere per forza alla ricerca di un uomo.

Ma davvero è così? Ho sempre disprezzato Jane Austen fino all’anno scorso, quando mi sono ritrovata su un treno senza nient’altro da leggere se non Emma. In quel momento ho capito qualcosa che non avevo mai intuito quando studiavo lettere: i famosi romanzi di Austen che parlano d’amore all’interno di box imponenti e matrimoni claustrofobici hanno molto più senso se pensiamo che tutte le sue protagoniste sono profondamente depresse ed economicamente disperate. La ragione per cui le sue eroine di classe media sono così ossessionate dal matrimonio è che non hanno alternative. Senza un partner sarebbero costrette ad affrontare la povertà, la vergogna e l’isolamento sociale. Non sono storie romantiche. Sono racconti del terrore. In tre settimane ho letto tutti i suoi libri.

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