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Per colpa dei medici una donna non potrà mai più avere un orgasmo

REGNO UNITO – Come ci si sentirebbe se dopo una mancata diagnosi, e un lungo peregrinare, non si può più provare piacere nel fare sesso e non avere più alcuna possibilità di avere un orgasmo? Ben lo sa Ginny Atchison, a cui, nonostante abbia visitato numerosi medici, non è stata diagnosticata una malattia rara e dolorosa che le ha causato danni irreversibili ai nervi e, da qui, uno dei problemi che ora l’affligge.

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La vicenda
Ginny Atchison di Norwich nel Norfolk (UK), che oggi ha 45 anni, ha goduto di una sana vita sessuale dall’età di 16 anni. E mai avrebbe pensato che questa potesse diventare soltanto un ricordo. La sua storia inizia nel 2008, quanto sentì inizialmente un dolore alla schiena. Il primo, naturale, pensiero fu che potesse essersi semplicemente stirata un muscolo. Ma le cose non dovevano essere così. Nel 2010, infatti, il dolore è diventato più forte e Ginny ha iniziato a provare una sensazione come di scossa elettrica nelle gambe. Fu allora che si rivolse al Norfolk e Norwich University Hospital (NNUH). Anche se si sospettava un’ernia del disco alla schiena, non le è stata fatta una scansione MRI, ma è stata indirizzata a una clinica per la gestione del dolore nello stesso ospedale. Quando, nei mesi successivi, il dolore peggiorò progressivamente, Ginny torna per l’ennesima volta dal suo medico di famiglia. A fine dicembre del 2010, Ginny viene allora indirizzata a fare della fisioterapia. Nonostante lei avesse detto chiaramente che aveva grandi difficoltà a urinare, nessuno le ha dato ascolto, e la fisioterapista non ha capito di cosa stesse parlando.

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La scoperta
Dopo che, visti i continui e sempre più forti dolori, fu nuovamente indirizzata al centro ortopedico dell’ospedale perché ormai non riusciva più a urinare, Ginny ha raccontato che «alla fine sono stata indirizzata per una risonanza magnetica nel febbraio 2011, dopo che ho praticamente pregato il mio medico. Sapevo che c’era qualcosa di sbagliato, perché avevo un dolore terribile». Ci sono voluti anni ai medici per diagnosticare una condizione rara e dolorosa chiamata sindrome della cauda equina – dove i nervi alla base del midollo spinale sono schiacciati e provocano danni irreversibili, come è accaduto alla funzione sessuale di Ginny. Lei, dopo che si è accertato aver riportato danni irreversibili ai nervi, ha ottenuto un risarcimento di 1,5 milioni di sterline dopo che il NHS ha perso le opportunità di diagnosticare correttamente la malattia e indirizzarla quando era ancora in tempo per il trattamento.

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Le ha tentate tutte
Oltre ai dolori insopportabili, Ginny si è accorta quasi subito che la sua vita sessuale non era più come prima. Ha infatti sperimentato una insensibilità che via via andava peggiorando. È arrivata persino a comprare dei vibratori per poter provare ancora piacere sessuale, ma anche questi non la facevano nulla, e lei non sentiva niente. Lei, che ha sempre avuto una vita sessuale molto attiva, ha confessato che non si era mai resa conto di quanto fosse importante finché non l’ha persa. Se solo i medici l’avessero sottoposta a una risonanza magnetica quando ha iniziato a soffrire dei vari disturbi forse ora non si ritroverebbe in queste condizioni, ha commentato.

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Una figura tremenda
Ginny racconta ancora di come si sia sentita umiliata e imbarazzata quando, dopo che per 24 ore non era riuscita a fare pipì, mentre era in sala d’aspetto del reparto di ortopedia dell’ospedale, a un certo punto la vescica troppo piena è come ‘esplosa’ e l’urina è uscita di colpo, riempiendo il pavimento. Portata in infermeria d’urgenza, poi le è stato prelevato un altro litro di urina per mezzo di un catetere. Allora, si sono decisi a sottoporla agli esami che hanno poi confermato la diagnosi di sindrome della cauda equina. Dopo di che è stata sottoposta a un intervento chirurgico.

La sindrome della cauda equina
Questa condizione si traduce nella compressione dei nervi alla base del midollo spinale. Si genera così dolore, intorpidimento o debolezza nella parte bassa della schiena, nelle gambe, nelle natiche e tra le gambe. La disfunzione interessa anche il controllo della vescica o dell’intestino e la funzione sessuale.

Poteva anche non camminare più
Prima dell’intervento, i medici avevano avvertito che Ginny avrebbe anche potuto non essere più in grado di camminare. Quando si è svegliata, le hanno detto di provare a muovere le dita dei piedi e, per fortuna, questo è stato possibile. Ma altri danni purtroppo è probabile restino per sempre. Lei ha poi dovuto lasciare il suo lavoro, perché non riesce a camminare bene e perché al momento ha ancora un catetere permanente. Infine, si è anche separata dal suo compagno dopo la diagnosi e l’impossibilità di provare piacere sessuale – oltre al danno, anche la beffa.

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