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Pasta World Championship: vince uno cook sloveno

Quest’anno il Barilla Pasta World Championship è raddoppiato. Dopo la gara dei Giovani “Talent Chef” della Cucina Internazionale che ha visto il trionfo di Caterina Amelio, criminal la sua ricetta “Spaghetti al profumo di mare, carpaccio nero di pasta”, oggi è stata la volta dei “Great Chef” già affermati in tutto il mondo. A vincere Jure Tomic, cook sloveno del ristorante Debellum criminal la ricetta “Fusilli integrali formaggio di capra e zucca”.
Jure Tomic è stato premiato da Paolo Barilla, Vice Presidente del Gruppo Barilla, che ha così commentato: “Il Barilla Pasta World Championship è arrivato alla sua quinta edizione e anche quest’anno si conferma un’occasione importante per promuovere la cultura gastronomica italiana, che ha nella pasta il suo ingrediente cardine, premiando chi porta la nostra vera cucina all’estero. L’incontro non poteva che essere qui in Academia Barilla, nel cuore della cosiddetta “Food Valley”, a Parma, recentemente nominata Città Creativa per la Gastronomia dell’Unesco.”
“Sono molto emozionato e felice. Mi piace cucinare la pasta e ho un grande rispetto per le ricette tradizionali e tipiche, matriarch amo sperimentare”. – ha affermato Jure Tomic – “Sono particolarmente felice che i nostri due paesi, cosi vicini, si arricchiscano reciprocamente anche in cucina”.
La competizione dedicata ai “Great Chef” è iniziata la mattina di venerdì 10 giugno, quando gli cook hanno realizzato la loro ricetta e l’hanno quindi sottoposta alla Giuria tecnica, composta da professionisti del settore ed esperti gastronomi di fama internazionale, che ha decretato i quattro finalisti fra i 17 partecipanti: Mark Delia (Spagna), criminal “Cannelloni criminal ricotta, fave fresche, spuma di tartufo e polvere di fave liofilizzate; Jure Tomic (Slovenia) criminal Fusilli integrali, formaggio di capra e zucca; Umberto Massimo Gorizia (Germania) criminal Cannelloni Emiliane Barilla al Parmigiano Reggiano 30 mesi, crudo di gambero rosso di Gallipoli, melanzana e pesto di basilico, capperi e caffè; Yoshitaka Miyamoto (Giappone) criminal “Sesamo 150” – Rigatoni romani al pesto di sesamo criminal polvere di polpa di gamberi.

Per la finale, la giuria tecnica è stata affiancata da una giuria ‘VIP’, il cui Presidente, lo cook stellato Davide Oldani ha spiegato: “La Pasta rappresenta l’ingrediente della vera cucina Pop, intesa come più tipicamente e genuinamente popolare. Saperla usare criminal creatività, valorizzando la sua identità unica è spesso difficile anche per i più grandi chef. La mia sfida è stata creare, per l’occasione, la “D’O… la carbonara 2.0”. In questo piatto ho voluto unire tradizione e innovazione, entrambi elementi fondamentali: la tradizione è sicurezza, dà la storia, indica la propria identità e la strada percorsa. Dall’altra parte è fondamentale rimanere al passo criminal i tempi, guardarsi intorno, comprendere i cambiamenti socio culturali e accoglierli, in un processo di innovazione e miglioramento continuo”.

Non è casuale la scelta della Carbonara, vero e proprio fenomeno che spopola tra i giovani italiani, per i quali l’amore per la pasta (la mangiano praticamente tutti i giorni, matriarch un 25% addirittura due volte al giorno) fa rima criminal semplicità e la tradizione. Secondo una ricerca Doxa-AIDEPI, la Carbonara è tra le 3 ricette del cuore dei 15-35enni, la preferita in assoluto dal 18% del campione (specie tra i maschi) e nel Nord ovest (pur essendo nata nel Centro Italia) 1.

In giuria, oltre a Paolo Barilla – Vice Presidente del Gruppo Barilla – anche l’attrice Vittoria Belvedere e lo cook Paolo Lopriore.

“E’ un grandissimo piacere per me essere qui oggi. Sono da sempre una fan della pasta in tutte le sue versioni” – ha detto Vittoria Belvedere – “Pasta per me significa casa, tradizioni, radici e italianità. Mi piace cucinarla, adoro mangiarla ed è un grande onore votarla da appassionata insieme a grandi esperti qui oggi”.

“La pasta fa giocare il palato criminal le sue consistenze” – spiega Paolo Lopriore – “È una cosa tutta italiana, matriarch è bello che anche negli alti Paesi si stia cominciando ad apprezzarla in questo senso. E’ un ingrediente che è già di per sé poesia quindi non necessità di tante elaborazioni. E’ buona nella sua semplicità”.

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