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Parlare d’amore. Disinvoltura sessuale: donne e uomini a confronto

Carissimi Amici, carissime Amiche, qualche settimana fa ho scritto l’articolo “Mai cercare un uomo per prima” – reperibile in questa stessa rubrica – e tra i Vostri consensi, una voce fuori dal coro – quella di un caro Amico – si è elevata per  esortarmi a scrivere: “donne, vivete con spontaneità le vostre avventure e godetevele nel tempo presente,  vivetele per quello che sono, senza aspettative, remore  e paure. Vivete e basta!”

 

Ho accolto il suggerimento – ambasciator non porta pena – tuttavia sono relativamente d’accordo con lui.

“Relativamente”, non certo per moralismo, bensì per la differenza emotiva che contraddistingue la donna dall’uomo. E’ noto che il desiderio sessuale che predispone l’uomo all’avventura, scaturisce dallo stimolo fisico, mentre la donna necessita anche di coinvolgimento emotivo. Pertanto, trovo ben difficile che la donna possa far collimare l’appagamento della propria emotività con un comportamento prettamente antitetico.

Intimità emotiva, non significa necessariamente impegnarsi in una relazione “per sempre”, tuttavia, ben si differenzia dalla mera avventura “fast”, unicamente carnale.

E’ pur constatabile che in questi tempi di imperante disinvoltura sessuale, non è raro udire – da parte di alcune donne – affermazioni del genere “quello mi piace e voglio portarmelo a letto. Ci provo e se non mi vuole – tanto peggio per lui –  avanti un altro, mica siamo nell’800, ecc.”. Nulla di male, né da eccepire, salvo però – poi – smentirsi, manifestando giudizi prosaici nei confronti del  maschio respingente.

D’altronde, se di avventura si tratta e ne siamo consenzienti, dobbiamo anche essere consce – e non solo a parole – che il maschio per sua natura, è soggetto ad allontanarsi dalla femmina, dopo il sesso. Possiamo affermare lo stesso di noi? Siamo sicure che dopo aver trascorso una notte di fuoco, non ci aspetteremo la sua telefonata e non saremo ansiose di rivederlo? E che non saremo tentate dal richiamarlo (leggi “rincorrerlo”!) giocando – pietosamente false – la carta dell’amica? Da qui è molto probabile che lui inizierà a divenire – più o meno educatamente –  sfuggente  e noi trascorreremo giornate tra il cercare di capire questo suo comportamento telefonando alle amiche in cerca di confortanti spiegazioni. Spiegazioni che altro non saranno che il  frutto di disamine assai poco attinenti alla realtà. Credo che solo valutando il presupposto al piacevole momento, possiamo scegliere consapevolmente, in base al nostro modo di essere – reale e non recitato – se saremo in grado di accettare ogni possibile evenienza.

Godersi “il presente” è l’obiettivo di vita più sano che conosca, non rendersi facile preda delle aspettative è certamente cautelativo, agire il controllo sulle nostre paure anche, così come superare remore da educanda, ma non confondiamo il godimento del momento presente con il consumare una sessualità emozionalmente scadente.

Men che meno – e non per remore – reputo consigliabile oltreché contro natura (basta osservare il mondo animale) proporsi al maschio, senza lasciare a lui l’iniziativa del corteggiamento, soprattutto se non si è pronte – realmente pronte – ad accettare serenamente  un eventuale – ipotetico – rifiuto maschile o ad essere trattate con la mancanza di valore che si attribuisce a tutto ciò che è “gratis”.

Infine, per amore di obiettività, non posso non citare anche i grandi amori nati da quella che doveva essere “solo un’avventura” ed augurando a tutti/e l’idilliaco destino, vi abbraccio!

 

Daniela Cavallini

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